Non solo Visconti potrebbe lasciare la Virtus Bologna: secondo Sport24, anche Rayjon Tucker sarebbe nel mirino dell’AEK Atene. La squadra greca sembrerebbe intenzionata a fare un colpo di mercato puntando sulla guardia americana per dare una spinta al proprio organico in vista delle decisive sfide della Basketball Champions League.
Secondo fonti mediatiche greche, Tucker potrebbe essere pronto a cambiare squadra dopo una stagione al di sotto delle aspettative.
In Eurolega con Bologna, Tucker ha disputato 23 partite con una media di 3.4 punti in circa 10 minuti, mentre in Serie A i suoi numeri si attestano a 5.3 punti e 1.8 rimbalzi in poco più di 12 minuti.
Dopo un’annata positiva a Venezia (con una media di 14.7 punti), il suo arrivo alla Virtus non ha prodotto i risultati sperati.
Rayjon Tucker
Rayjon Tucker, esterno della Virtus Bologna, potrebbe aver già chiesto la cessione al club bolognese. A riportarlo è il giornalista Giuseppe Malaguti, che precisa anche come bisogna attendere aggiornamenti nei prossimi giorni. da capire infatti come, nel caso, la Virtus gestirà la situazione e soprattutto quale potrebbe essere la nuova destinazione di Tucker.
Rayjon Tucker già in rotta con la Virtus Bologna?
Una stagione incredibile alla Reyer Venezia prima, le difficoltà alla Virtus poi: la parabola di Rayjon Tucker in Italia pare in piena discesa ma potrebbe andare presto in contro ad una nuova scossa. Il play/guardia americano infatti pare abbia chiesto la cessione alla Virtus Bologna per provare a rilanciarsi. Tucker a Bologna ha faticato sin dall’inizio e, almeno sino ad ora, non è praticamente mai riuscito ad esprimere il suo gioco e potenziale. Il confronto rispetto all’anno scorso è impietoso: 14.7 i punti medi in LBA in maglia Reyer, solo 5.8 con la Virtus, 27.5 i minuti medi in campo con i granata, appena 13.4 con i bianconeri. Ma i dati sono in calo in tutto, anche nelle voci assist e rimbalzi.
Sicuramente il giocatore ha deluso, ci si aspettava un altro tipo d’impatto con l’Eurolega e col mondo Virtus, ma sicuramente il contesto e le difficoltà di Bologna non l’hanno aiutato. Probabilmente la sua discontinuità nel tiro da tre ha ridotto enormemente le sue possibilità di giocarsi le proprie carte in Eurolega. Alla fine la scelta si è rivelata sbagliata su entrambi i versi: Tucker non era adatto a Bologna e l’ambiente Virtus non era adatto a Rayjon. Ma ora l’ex Venezia potrebbe avere una possibilità di riscatto. Se infatti riuscirà a liberarsi da Bologna diventerà un free agent di livello per il mercato, soprattutto per quello italiano, e chissà che in contesto più adatto a lui non potremo rivedere il giocatore che fece impazzire tutti per il suo atletismo nella stagione passata.
Alcune voci parlerebbero di un possibile ritorno a Venezia, ma in questo momento sono solo voci ed è tutto da vedere.
Dopo mesi di voci di mercato, la telenovela riguardante il futuro di Rayjon Tucker è ufficialmente finita, infatti l’americano ha ufficialmente raggiunto un accordo con la Virtus Bologna, destinazione di cui già si discuteva da tempo. La Reyer Venezia ha tentato di trattenere il giocatore con diverse offerte di rinnovo a cifre più alte, ma Rayjon Tucker aveva altre ambizioni, come giocare in Eurolega o in NBA. Alla fine dagli Stati Uniti non è arrivata nessuna opportunità e Tucker ha deciso di iniziare l’avventura con la Virtus Bologna.
Di seguito il comunicato ufficiale della società bolognese:
“Americano con la A maiuscola, la cui carriera con qualche sacrificio sta decollando in modo eccellente, Rayjon Tucker è il tassello del centrocampo che la Virtus cercava: fame, consapevolezza e vissuto.
La fame di chi ha come obiettivo dichiarato quello di cominciare ad aprire la propria bacheca, la consapevolezza mai troppo celata verso un fisico importante, il vissuto di uno che, prima di figurare tra i protagonisti da noi, aveva girato mezzo mondo (America e Australia comprese) assaggiando qua e là pure l’NBA a Utah, Philadelphia, Denver e Milwaukee.
Da Venezia, spesso spalmato nelle prime due posizioni dello scacchiere, porta numeri non banali: 14.2 punti, 4.2 rimbalzi e 2 assist, soprattutto costruiti attaccando il ferro ma non solo, poiché i suoi 191cm e 95kg gli regalano anche tanto da lontano. Gli si chiederà ora di affrontare l’Eurolega da esame di maturità, o da test di ammissione, fra i big del continente. Il 59 che porta sulla canotta esce da profonde curve del suo vissuto, una di quelle storie che merita di essere raccontata.
A Philadelphia Tucker aveva il 9 e quello che lui definisce il “fratello” Terrence Clarke stava giocando in NCAA col 5. In quella stagione Clarke sarebbe stato draftato per l’NBA ma la sorte lo portò improvvisamente via in un incidente stradale. Da lì Rayjon decise quindi di unire i due numeri, optando per la combinazione 59 che era l’età in cui venne a mancare il nonno a cui era profondamente legato. Due cifre, due figure da ricordare.
Con loro nel cuore, oggi il quasi 27enne di Charlotte si definisce un leader, uno di quelli che porta energia e cerca di trasmetterla a compagni e pubblico.”
UNAHOTELS Reggio Emilia e Umana Reyer Venezia tornano in campo al PalaBigi per mandare in scena il 4° atto della serie.
Si tratta di un match “win or go home” per gli oro-granata, visto che 48 ore fa gli emiliani si erano imposti nettamente in gara-3 e avevano quindi ottenuto il vantaggio di 2-1 nella serie, mettendosi così in tasca due match point (il primo da sfruttare quindi proprio tra le mura amiche).
I lagunari dovranno tra l’altro fare a meno di Mfiondu Kabengele, out per l’infortunio al ginocchio riportato in gara-3.
UNAHOTELS Reggio Emilia 92-95 Umana Reyer Venezia: l’analisi del match
Un super Rajon Tucker conduce la Reyer Venezia alla conquista di gara-4 e porta quindi la serie al 5° e decisivo atto, con la sfida che verrà disputata lunedì al Taliercio di Mestre.
Si ripresenta quindi la medesima situazione (anche se all’epoca si giocava al meglio delle 7 partite) delle semifinali scudetto del 2015, con il match decisivo che si gioca in terra lagunare: quella volta Reggio Emilia espugnò il fortino veneziano, vedremo questa volta che finale ci riserverà questa combattutissima serie.
Gli ospiti iniziano la sfida al meglio mettendosi subito in testa. De Nicolao e soci provano ad indirizzare la gara superata la metà della prima frazione, trovando la doppia cifra di vantaggio con un parzialone di 15-0 (15-28). La Reyer Venezia però ha un piccolo black-out nel secondo periodo, con Reggio Emilia che ne approfitta e dal 24-38 piazza un parziale di 9-0 che li riporta sul -5 (gap con cui si chiude anche la prima metà di gara). Un Tucker show al rientro dalla pausa lunga non basta a far ri-allungare la truppa di coach Spahija, che a causa di palle perse ed errori di troppo consente agli avversari di rimanere in scia.
Per gli oro-granata spuntano i fantasmi dei diversi KO maturati quest’anno a causa di una seconda metà di gioco, o più semplicemente di un ultimo periodo, poco efficienti. Questa volta però i lagunari dimostrano grande solidità e si riportano sulla doppia cifra di vantaggio, mantenendola fino a 1′ dalla conclusione. Delle leggerezze nel finale consentono alla UNAHOTELS di tornare fino al -3, ma la rimonta disperata dei bianco-rossi finisce corta.
Grande prova di grinta e orgoglio da parte della Reyer Venezia, che senza un giocatore-chiave come Kabengele riesce a tenere aperta la serie. I lagunari tirano con il 44% da due e il 53% da tre, collezionano 16 assist, vincono la battaglia a rimbalzo per 35 a 31 e trovano ben 6 uomini in doppia cifra. Unica nota veramente negativa continua ad essere il numero delle palle perse (16), con De Nicolao e soci che spesso si mettono i bastoni tra le ruote da soli.
A livello individuale brillano sicuramente le prove di un Tuker MVP del match (24, punti, 11 rimbalzi, 3 palle rubate e 8/11 al tiro) e di un Wiltjer in grande spolvero (17 punti, 5/9 da tre). Ottime anche le prestazioni di Simms (14 punti, 4 rimbalzi e 5/6 al tiro), Spissu (11 punti, 4 rimbalzi e 8 assist) e De Nicolao (10 punti, 3 rimbalzi e 3 assist). In doppia cifra finisce anche Heidegger (11 punti).
Per quanto riguarda Reggio Emilia, la UNAHOTELS ci mette tanta volontà ma non riesce a sfruttare questo primo – e preziosissimo – match point. Gli uomini di coach Priftis si devono arrendere alla prova di orgoglio degli oro-granata, anche se comunque i bianco-rossi non si sono mai dati per vinti e fino agli ultimi secondi hanno provato a ribaltare la partita.
Decisivo il gap accumulato nel primo periodo, con i bianco-rossi che sono riusciti a tornare un paio di volte sul -2 senza mai però trovare poi il canestro del sorpasso. Galloway e compagni spendono molte energie per rimanere in scia e peccano un po’ di lucidità, concedendo alcune soluzioni troppo facili agli avversari.
Gli emiliani tirano comunque fuori una prestazione con il 56% da due e ben 26 assist. Qualche punto di troppo viene perso dalla linea della carità (24/34), così come le 14 palle perse non sono di certo un dato a favore dei padroni di casa.
Parlando di singoli, tra le file della UNAHOTELS spiccano le prove di Faye (20 punti, 8 rimbalzi e 8/9 al tiro) e Vitali (15 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 5/7 al tiro). In doppia cifra finiscono anche Galloway (15 punti), Black (14 punti), Smith (10 punti) e Weber (10 punti).
Il tabellino statistico del match
Parziali: 21-31; 25-20; 23-23; 23-21
Totali: 21-31; 46-51; 69-74; 92-95
UNAHOTELS Reggio Emilia: Weber* 10, Bonaretti NE, Cipolla NE, Galloway* 15, Faye* 20, Smith 10, Uglietti 2, Atkins 2, Black 14, Vitali* 15, Grant 2, CHillo* 2. Rimbalzi: Faye 8. Assist: Weber 5, Smith 5. Coach: Priftis
Umana Reyer Venezia: Tessitori* 8, Spissu* 11, Heidegger 11, Casarin*, De Nicolao 10, O’Connell NE, Janelidze NE, Parks, Brooks, Simms* 14, Wiltjer 17, Tucker* 24. Rimbalzi: Tucker 11. Assist: Spissu 8. Coach: Spahija
La schiacciata che Rayjon Tucker ha inchiodato sulla testa del povero Mike Cobbins di Brescia, nell’ultimo turno di LBA tra Reyer Venezia e la Germani, è già stata ribattezzata dunk of the year, schiacciata dell’anno, e ha fatto il giro del web e del mondo.
Nel secondo quarto della partita al Taliercio, col punteggio di 35-27 per Brescia, Tucker è arrivato per primo sul pallone vagante rimesso in gioco proprio da Cobbins, che aveva catturato il rimbalzo in difesa sull’errore da tre di Jordan Parks ma stava per cadere fuori dal campo. L’ex guardia degli Utah Jazz nella NBA ha trovato la strada libera verso il canestro, Cobbins ha fatto appena in tempo a offrirsi “in sacrificio” suo malgrado ed è stato travolto dalla potenza della schiacciata di Tucker, sempre più impressionante a ogni replay.
This poster was crazy 😳 pic.twitter.com/QmwnltZHH1
— NBACentral (@TheDunkCentral) December 24, 2023
Giocata che in poco tempo tutti i portali italiani, europei e mondiali di pallacanestro che lavorano sui social hanno iniziato a ripostare, facendola diventare virale via X e Instagram, dove anche Shaquille O’Neal, tra i tanti, la ha ripostata.
La Reyer Venezia ha poi vinto la partita per 86-71 e si è portata in testa alla classifica di LBA, nello stesso giorno in cui la squadra femminile confermava il primato di LBF con la vittoria a Roma contro la Oxygen. Tucker ha segnato 17 punti in 32 minuti, top scorer di serata dietro a Amedeo Tessitori con 21 punti.
La schiacciata del prodotto di Little Rock, passato da Utah, Milwaukee Bucks e Philadelphia 76ers, è stata davvero speciale, per una lega dove certo i grandi atleti non mancano come la Serie A italiana, e sarebbe una candidata d’obbligo per il titolo ufficioso di schiacciata dell’anno anche al cosiddetto “piano di sopra”, la NBA.
La Reyer Venezia, dopo la firma di Giga Janelidze, nel giro di 48 ore ufficializza un altro colpo di mercato: la società lagunare ha infatti annunciato che Rayjon Tucker nella prossima stagione indosserà la canotta oro-granata.
Quello del nativo di Charlotte, North Carolina, rappresenta l’ultimo innesto in uno scacchiere che sta prendendo sempre più forma. Ricordiamo infatti che, oltre alle firme di Janelidze e dello stesso Tucker, Venezia aveva già aggiunto al proprio roster Bruno Caboclo e Davide Casarin. A cui vanno aggiunte le conferme di Spissu, Parks, Brooks, Tessitori e De Nicolao.
Punti e fisicità, USA e Australia: il passaporto di Rayjon Tucker
Guardia classe 1997, Tucker cresce cestisticamente nella città che gli ha dato i natali. Per il college si allontana da casa e il suo percorso si divide in due: dal 2015 al 2017 gioca infatti per i Florida Gulf Coast Eagle, mentre nella stagione 2018-2019 (dopo un anno di stop dovuto alle regole della NCAA sul trasferimento da un istituto all’altro) si unisce alla squadra dell’University of Arkansas-Little Rock. Con quest’ultima si mette molto in mostra mettendo a referto 20.3 punti e 6.7 rimbalzi di media.
Grazie ai suoi 191cm e ai suoi 95kg, Tucker si afferma come un “2” fisico in grado da un lato di produrre punti sia attaccando il ferro che colpendo dalla lunga distanza, dall’altro di garantire un valido sostegno nella protezione del proprio canestro.
Nel 2019 si candida all’NBA Draft ma non viene selezionato da nessuna franchigia, ma dopo aver preso parte alla Summer League con la maglia dei Milwaukee Bucks si ricava uno spazio nella G League con la squadra affiliata ai “Cervi” del Wisconsin. In 16 partite mette in piedi 23.8 punti, 4.6 rimbalzi e 2.8 assist di media (in quasi 34′ d’azione), attirando così l’attenzione di qualche team della massima lega americana. Qualche mese dopo viene firmato dagli Utah Jazz, con cui fa il suo debutto in NBA, per poi accasarsi ai Philadelphia 76ers. In entrambi i casi sperimenta un “via-vai” tra la NBA e la G League, lega quest’ultima in cui torna – trovando molto più spazio – nel 2021 rientrando nelle fila dei Wisconsin Herd (squadra affiliata ai Bucks con cui aveva iniziato la sua carriera post college). Nel 2022 fa la sua ultima comparsa in NBA disputando tre partite con i Denver Nuggets e due con i Milwaukee Bucks.
Per mettersi maggiormente in mostra, la scorsa stagione Tucker si trasferisce in Australia firmando con il Melbourne United. Con la squadra della capitale dello stato del Victoria ottiene solo il settimo posto in campionato, rimanendo fuori dai playoff, ma si mette in evidenza chiudendo la sua stagione con 18.1 punti, 6.1 rimbalzi e 2.4 assist di media con il 49% dal campo, il 38% da tre e il 76% ai liberi.
La firma di Rayjon Tucker permette alla Reyer Venezia di riempire uno slot del reparto piccoli con un giocatore giovane, atletico e dalle valide doti realizzative. Bisognerà testare la sua attitudine difensiva e la capacità di adattamento al contesto cestistico europeo, ma c’è già grande attesa per il suo debutto.

