Mai come quest’anno si è rivelato una vera e propria chiave di volta per il sistema di gioco dei Golden State Warriors. Affidabile in attacco, arcigno difensore, discreto passatore: Draymond Green è quel giocatore totale che, nella pallacanestro di oggi, tutti vorrebbero avere.
L’ala grande ha ancora una volta che la sua importanza nell’economia della squadra non è meno rilevante di quella degli Splash Brothers Stephen Curry e Klay Thompson. Infatti, nella vittoria contro gli Utah Jazz (la sessantottesima stagionale su 75 partite giocate), il numero 23 ha contribuito alla causa con 13 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 stoppate. Un’altra buona prestazione che gli ha permesso di entrare dritto dritto nella storia della NBA: prima di lui nessun altro giocatore, in una singola annata, ha totalizzato almeno 1000 punti, 500 rimbalzi, 500 assist, 100 stoppate e 100 palle rubate. Un record pazzesco, che si aggiunge all’ennesimo traguardo raggiunto dai Warriors che, dopo aver battuto Derrick Favors e compagni, hanno allungato la striscia di successi all’overtime a 6 (accadde di nuovo tra il gennaio e l’ottobre del 1962).
Sempre più in ascesa, sempre più fondamentale: Green è probabilmente la miglior power forward in circolazione, o poco ci manca insomma. Lo dicono i numeri, lo dicono i fatti. Steve Kerr punta molto su di lui anche in vista dei playoff, dove inizierà sul serio la scalata al repeat, condita per ora da una regular season stellare sia a livello di team che a livello individuale per molti elementi del roster.
Ecco la sua giocata che ha praticamente portato la fine dei giochi contro i Jazz:
https://www.youtube.com/watch?v=RmBEa6B4dJY










