Come detto però, il tempo scorre inesorabile e agli albori dell’attuale stagione, i Thunder si sono presentati ai blocchi di partenza con l’intenzione di darsi una svegliata e compiere finalmente il proprio destino, quello di vincere un titolo. Puntualmente il fato ha presentato il suo conto e gli infortuni di Westbrook e Durant hanno messo a serio rischio la qualificazione ai Playoff.
L’inizio è stato pessimo, ma ora la squadra dell’Oklahoma è in netta ripresa: ottavo posto nella durissima Conference occidentale e striscia aperta di 10 W e 3 L. Ma cosa c’è dietro questo straordinario periodo di forma? Innanzitutto le grandissimi prestazioni di Westbrook, il quale sta viaggiando a 31.2 punti, 10.3 assist e 9.1 rimbalzi di media nel mese di febbraio, l’innesto di nuovi giocatori come Augustin, Singler e Kanter e il sistema offensivo di coach Brooks, finalmente rinnovato dopo anni all’insegna di isolamenti e improvvisazione.
L’attacco è basato principalmente sul pick and roll/pop, grazie alla presenza di due ottimi portatori come Westbrook e Durant. Secondo i dati forniti da NBA.com, i Thunder producono 0.85 punti per ogni tiro preso dal portatore nel pick and roll (3° miglior risultato nella lega).
Quest’eccessiva ricerca del pick and roll/pop non è la ragione per cui l’attacco disegnato da Brooks è stato spesso asfittico negli anni, ma invece costituisce il fiore all’occhiello della produzione offensiva di OKC. A partire da un pick and roll/pop, il roster dei Thunder ha un talento tale da sottoporre la difesa avversaria a una difficoltà continua e produrre punti in maniera costante.
Dove però va ricercato il miglioramento delle ultime partite, è, come detto, nel nuovo sistema offensivo di Brooks, caratterizzato da movimenti senza palla più frequenti e riconducibili alla Flex Offense e alla Motion Offense di matrice Spursiana. Non è un caso se nel mese di febbraio i punti prodotti sono saliti fino a 111.8 PPG.















































