Ci sono tanti candidati per il premio di Allenatore dell’anno. La lista è molto lunga: Erik Spoelstra ha guidato i Miami Heat a una grandiosa rimonta in classifica e ha buone possibilità di portare gli Heat ai PlayOff; Scott Brooks ha trasformato i Washington Wizards in una squadra veramente temibile, e che, nella partita singola, può battere chiunque. Potremmo anche citare Brad Stevens con i suoi Celtics, o l’allenatore degli Utah Jazz, Quin Snyder.
Steve Kerr: “D’Antoni merita il premio”
Ma forse il favorito per il premio è coach Mike D’Antoni. L’ex allenatore dei Lakers ha reso gli Houston Rockets una squadra davvero competitiva con un bel gioco offensivo. Anche grazie ai suoi schemi, James Harden è in corsa per vincere l’MVP della regular season, ed è da notare che i Rockets, nonostante la loro terza posizione, hanno un record superiore a quello dei Boston Celtics, primi a Est.
Steve Kerr, allenatore dei Warriors, tifa per lui nella corsa al premio:
“Penso che la filosofia di Mike è perfetta per i Rockets. Lui è davvero bravo a dare fiducia e sicurezza ai suoi ragazzi. Loro stanno facendo una grande stagione. Il mio desiderio è che lui vinca il trofeo. Lo merita.”
Chissà chi la spunterà alla fine, ma probabilmente è proprio D’Antoni il favorito per la vittoria.






Un’altra delle opzioni iniziali per l’attacco prevede invece che ci siano due bloccanti alti e larghi e due esterni negli angoli.Facile, avendo lunghi che sanno mettere palla per terra (Gasol e lo stesso Aldridge), che se questi ricevono palla dopo avere effettuato lo screen poi procedano con la zingarata in prima persona, accompagnata da un taglio lungo la linea di fondo sia durante la penetrazione in sé sia nel caso l’attaccante si fermi sulle tacche per restare più vicino possibile all’area quando è intasata. Sempre che non ci sia uno scarico prima oltre l’arco, altra opzione attuabile.



Per la seconda volta nelle ultimi due stagioni i Golden State Warriors non riescono a trarre vantaggio da un matchup favorevole con i Lakers e nella scorsa notte sono usciti malamente sconfitti dallo Staples Center, 20 i punti di scarto finale, 117-97 lo score. A “tradire” più di tutti Steve Kerr è stato il suo uomo di punta: Stephen Curry