Karl Towns-Anthony Towns continua con buonissime prove in questa summer league con i Wolves: questa notte prestazione da 20 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate.
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NBA Draft Analysis – Sacramento Kings: copertura Cauley-Stein?
Scritto da Giulio Scopacasa
Sacramento non è in una facile situazione di offseason da affrontare. Demarcus Cousins e George Karl sono ai ferri corti. Karl e il front office vanno verso la rottura e il centro della squadra sembra sperare di cambiare casacca entro la prossima stagione. Al draft i Kings arrivano con un’aureola di ignoranza su che cosa potrebbe succedere. Alla fine, dopo tutti i prospetti analizzati, Sacramento opta per Willie Cauley-Stein, from University of Kentucky.
Il gioco
Willie Cauley-Stein è uno dei tipici centri moderni che antepongono il fisico e l’atletismo alla tecnica e al gioco in post. L’ex Wildcat sicuramente non avrà la tecnica di Al Jefferson ma in quanto a rimbalzi e difesa ha il potenziale per diventare un giocatore influente sulle sorti di qualunque franchigia. Sacramento ha il ruolo di 5 occupato da tempo da uno dei centri potenzialmente migliori della NBA, Cousins. Come già detto però i rapporti tra Cousins è l’entità della franchigia, allenatore o front office che siano, non sono dei migliori.
Il neo rookie dei Kings, dunque, è un giocatore estremamente atletico, esplosivo e veloce. Difensivamente mostra le migliori azioni nel suo gioco, dal marcare senza handicap giocatori più piccoli di lui in situazioni post pick and roll fino al proteggere il ferro nella maniera migliore possibile. A Kentucky il giocatore viaggiava a 2,9 stoppate di media per ogni partita, non proprio poco considerato anche che il suo compagno di reparto era Karl-Anthony Towns, attuale prima scelta di Minnesota al draft. Willie, come ha più volte sottolineato John Calipari, può difendere sulle ali sempre, e in ottica NBA sarebbe una soluzione che potrebbe essere sfruttata, magari per creare situazioni particolari in un minutaggio ridotto. Offensivamente Cauley-Stein sicuramente non è un cattivo giocatore, anzi. Le sue conclusioni al ferro nella sua prima e ultima stagione al college sono di successo il 72,5% delle volte. Inoltre anche a rimbalzo si fa notare, basti pensare che il 38 partite, è stato attore di un put back 40 volte. Ovviamente non è la prima opzione offensiva di una squadra , ma in ogni caso lo potrà diventare in breve tempo. Se nella stagione da freshman il giocatore tirava al 37,2% i liberi, due anni dopo, nell’anno da junior, ha segnato il 61,7% di questi. Sicuramente è ancora un giocatore abbastanza grezzo ma che ha un enorme potenziale.
Il mercato
La situazione di mercato dei Kings è veramente complicata. Cousins secondo Karl dovrebbe partire, ma non secondo la dirigenza, e questo crea attriti che non semplificano la comprensione del progetto manageriale di Divac. Ci sono varie ipotesi. La prima è quella che comprenderebbe l’addio di Cousins, in cui la scelta di Cauley Stein sarebbe una copertura nel ruolo di centro. In un altro caso si potrebbe parlare di due giocatori titolari complementari, d’altronde il prodotto di Kentucky ha la mobilità, soprattutto difensiva, per giocare nella posizione di 4. Ovviamente farebbe più fatica che giocare nel suo ruolo naturale, ma nel caso in cui i rapporti nella franchigia si risolvessero non sarebbe un problema trovare una soluzione per Karl.
Per NBAPassion.com
@Jeuls97 on Twitter
NBA Draft Analysis – Minnesota Timberwolves: come cambiano le prospettive con l’arrivo di Towns
Scritto da Mario Tomaino
Anche il Draft 2015 è andato e, come ormai preventivato poche ore prima dell’evento, la 1a scelta assoluta è ricaduta su Karl-Anthony Towns. Dopo i dovuti festeggiamenti celebrati in Minnesota e l’euforia annessa all’evento, la domanda è: come cambia il volto dei Timberwolves?
– Il gioco
Con un parco lunghi che vede un Garnett ormai non più nel pieno delle forze e un Bennett che ha confermato il trend negativo messo in mostra ai tempi dei Cavs, ecco che il rookie da Kentucky porterà sicuramente esplosività fisica dovuta anche alla giovane età, unita ad un gioco d’attacco completo e una difesa più che solida.
Offensivamente, la scelta di varare sulla Power Forward ex Wildcats, va a colmare l’enorme gap creatosi al momento della partenza di Kevin Love; alle caratteristiche vecchia scuola quali ottima lettura sui rimbalzi e gioco eccelso nel pitturato e in post, Towns denota qualità fisiche da far paura, movenze leggiadre e qualità nei passaggi e al tiro che lo portano ad essere considerato a tutti gli effetti il prototipo di lungo moderno. La distanza dal canestro non gli fa assolutamente paura anzi, il suo jumper dalla media distanza entra con buone percentuali (57.4% da 2 punti in generale, 66% vicino a canestro), concedendosi occasionalmente qualche uscita sul perimetro dove realizza con il 25% da 3 punti, tutte caratteristiche fondamentali che sono mancate parecchio nel gioco dei Timberwolves nell’ultima stagione. Attenzione anche al suo gioco in transizione dove nell’ultima stagione NCAA è risultato essere primo per punti realizzati sui 20 possessi (1,857 PPP), cifre che assumono un peso ancor maggiore se consideriamo il minutaggio limitato a causa della convivenza con un altro gran prospetto quale Cauley-Stein. Tutta un’altra storia rispetto al duo Bennett-Garnett alternatosi la passata stagione.
Se in attacco è una mina vagante, anche in difesa Towns non scherza: forte abbastanza da poter difendere su qualsiasi tipo centro in NBA e mobile al punto da poter limitare al meglio anche gli ‘stretch-four’, Towns risulta essere un ottimo difensore sui P&R (uno dei più grandi talloni d’achille dei Timberwolves), il 19enne prodotto di KU può benissimo accettare i cambi difensivianche contro i giocatori più rapidi grazie alla sua notevole agilità. Difesa sui pick n’ roll ma non solo: Towns è stato uno dei migliori rim-protector NCAA, come dimostrato dalle 2.2 stoppate mantenute in media nell’ultima stagione.
Un lungo completo, capace di difendere egregiamente e di attaccare in modo altrettanto ottimale, Towns è il lungo del 21esimo secolo: un vero affare per i Timberwolves che potranno così trovare maggiore solidità difensiva e più vena realizzativa. E con due talenti come Rubio e Wiggins al suo fianco, sotto la sapiente ala protettiva di Garnett, ne vedremo delle belle.
– Come cambiano le scelte di mercato

Con la scelta ricaduta su Towns, il mercato dei T’wolves non cambierà di molto: possibile un colpo nel reparto guardie?
Che Towns venisse chiamato con la 1a scelta assoluta dai Timberwolves, era ormai scontato, ragion per cui le scelte in chiave mercato di Minnesota non varieranno di molto. Con una coppia di lunghi affidabile difensivamente e ora migliorata anche offensivamente grazie all’apporto di Towns, con la creatività di Ricky Rubio in cabina di regia e il talento unico di Andrew Wiggins in piena crescita, si può facilmente ipotizzare come, qualora decidessero di ritoccare il quintetto, i Timberwolves potrebbero puntare a migliorare nel ruolo della Shooting Guard: Kevin Martin contribuisce sicuramente a mantenere una importante fetta d’esperienza all’interno dello spogliatoio, cosa che a Minnesota manca molto, ma il suo operato non convince pienamente la dirigenza, ragion per cui, qualora si presentasse una possibilità allettante, Flip Saunders e i suoi assistenti potrebbero sicuramente decidere di intervenire: Wesley Matthews risponde perfettamente alle caratteristiche utili alla causa dei Timberwolves; bisognerebbe capire però la disponibilità della dirigenza nel firmare un giocatore che richiede un contratto economicamente importante (si parla di 15 mln l’anno) e del giocatore nell’accettare il progetto di ricostruzione della franchigia.
Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)
Okay, ci siamo, la stagione è finita e manca una settimana al draft NBA. I mock sono sprecati ormai, e le previsioni degli insiders sono una più diversa dell’altra dalla scelta numero 4 in poi. Perché dalla scelta numero 4?
Perché a quel punto della serata del 25 giugno Adam Silver nominerà il giocatore scelto dai Knicks, oppure no, quello non scelto dalla squadra di New York. Certo, è un po’ contorta la questione, a tal punto da non sapere neanche chi sceglierà, figuriamoci capire come andrà il draft dalla scelta numero 4 alla scelta numero 60.
Phil Jackson fin’ora non ha lasciato trapelare alcun indizio a proposito di che cosa abbia intenzione di fare. La situazione incomprensibile di questo draft dalla scelta del Maestro Zen in poi è chiarita da una semplice frase di Chad Ford, esperto per ESPN.
“Sembra che possano prendere chiunque. Impossibile capire cosa faranno”
Eh, il problema è che dopo la loro scelta, o non scelta, il delirio e la confusione sommergeranno il Barclays Center ancora di più, dando inizio alle vere danze, dato che, diciamocelo, le prime tre scelte sono fini a sé stesse, mentre a partire dai Knicks sulla griglia il draft si trasformerà in un reticolato di interessi tattici, finanziari, economici potenziale che soltanto i migliori General Manager potranno saper sfruttare a proprio favore.
Sempre secondo Ford i Knicks andrebbero a selezionare D’Angelo Russell con la quarta chiamata. La trade down sarebbe un’altra opportunità. Ad esempio, Phoenix potrebbe essere interessata nel caso in cui uno dei tre top lunghi rimangano disponibili con la quarta scelta. Nel caso in cui però uno tra Porzingis, Towns o Okafor rimanga, saranno proprio i Knicks probabilmente a prenderlo.
Phil Jackson è stato bravissimo nel non far capire le proprie intenzioni, dote da non sottovalutare, soprattuto in un draft come questo, nel quale, presumibilmente le trade up & down si sprecheranno. Ora il Maestro Zen per completare l’opera al meglio dovrà in una settimana cercare di capire cosa potrebbe succedere durante la Free Agency e adattare la propria scelta di trade o del giocatore a seconda di ciò. Chad Ford pensa che i Knicks andranno su Russell senza alcuna trade a causa dei rumors che spingono Monroe verso i Knicks dopo la trade che ha portato Ilyasova ai Pistons.
Vedremo, in ogni caso il Maestro Zen, è un maestro del mistero perfetto per questa situazione.
Per NBAPassion.com
@Jeuls97 on Twitter
#10
Secondo Real Gm, Karl Anthony Towns, la probabile prima scelta del Draft 2015, visiterà venerdì i Timberwolves a Minneapolis. Al momento non si sa ancora se Towns parteciperà effettivamente al work out, ma in ogni caso le due parti hanno finalizzato l’accordo e giovedì l’incontro ci sarà.
Al momento, l’ex giocatore dei Kentucky Wildcats, è favorito per essere chiamato per primo da Adam Silver sul podio il 25 giugno per conto dei Timberwolves. Nella sua prima e ultima stagione al college ha mantenuto medie di 10,3 punti con 6,7 rimbalzi, ma questi numeri non dimostrano veramente il suo potenziale, anche a causa del sistema platoon adottato da Calipari nella scorsa stagione.
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NBA Draft 2015: Towns rifiuta l’invito privato dei Lakers ai workout
Scritto da Gabriel Greotti
Sono ormai nel pieno dello svolgimento i workout estivi previsti dalle franchigie NBA, durante i quali i General Manager visionano quanti più prospetti possibili per quanto riguarda il Draft che verrà. In quel di Los Angeles, sponda Lakers in particolare, si guarda con positività alla notte del 25 Giugno, durante la quale la franchigia giallo-viola potrà contare sulla seconda scelta assoluta, che garantirà sicuramente un prospetto di grande talento da aggiungere al giovane roster a disposizione di Byron Scott, che può vantare già la presenza del pluri All-Star Kobe Bryant e di alcuni elementi giovani e molto promettenti, come Jordan Clarkson e Julius Randle. Proprio quest’ultimo rientrerà con l’inizio della prossima stagione, dopo essere stato selezionato con la settima chiamata assoluta al Draft 2014 ed aver saltato tutta la stagione passata a causa di un grave infortunio accorso al giocatore nella prima uscita stagionale.
A proposito delle primissime scelte del prossimo Draft, come riporta Mark Medina del Los Angeles Daily News, i Lakers erano intenzionati a visionare Karl-Anthony Towns, lungo completo e versatile classe ’95 di Kentucky, considerato il prospetto numero 1 del Draft 2015, ma quest’ultimo ha rifiutato l’invito privato dei Lakers ai workout che si stanno svolgendo in questi giorni. Il ragazzo, inoltre, ha rifiutato non solo l’invito privato dei Lakers, ma anche quello dei Minnesota Timberwolves, in possesso della prima chiamata assoluta. Già nel mese di maggio, da alcune fonti era emerso che il ragazzo avrebbe preso contatti sia con i Timberwolves che con i Lakers, ma non avrebbe partecipato ai workout con nessuno dei due team.
Towns ha giocato una sola stagione al college con i Wildcats di Kentucky, ma è stato in grado di dimostrare tutto il suo talento e la sua polivalenza che gli consente di ricoprire entrambi i ruoli di lungo, sia lo spot di power forward sia lo spot di centro. Il ragazzo si è inoltre dimostrato un solido difensore, facendo registrare ben 2.3 stoppate di media in 21 minuti di impiego per ogni gara. L’unica pecca del ragazzo, forse, sono i pochi rimbalzi catturati nonostante i 6’10” piedi di altezza, poco meno di 7 a partita, ma questo dato può essere parzialmente giustificato dalla convivenza con un centro ben più esperto come Willie Cauley-Stein in quel di Kentucky. Nella sua unica stagione al college, Towns ha fatto registrare medie di 10.3 punti, 6.7 rimbalzi ed 1.1 assist a partita, tirando con il 56% dal campo e l’81% dalla linea della carità.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)
La stagione dei Minnesota Timberwolves è stata sicuramente difficile, nonostante la grande quantità di talento nel roster, la squadra ha ottenuto un record di “sole” 16 vittorie e 66 sconfitte, il peggiore della lega, che però, guardando il lato positivo, ha permesso alla franchigia di Minneapolis di assicurarsi la prima chiamata assoluta al Draft 2015, dopo aver già ottenuto la prima scelta dell’anno scorso Andrew Wiggins tramite la cessione di Kevin Love ai Cleveland Cavaliers, il quale si è rivelato un giocatore importantissimo nonostante la sua inesperienza come dimostrato dalla vittoria del “Rookie of the year”.
La stagione appena trascorsa, dopo il ritiro di Rick Adelman da allenatore NBA, ha visto il ritorno sulla panchina dei Timberwolves di Flip Saunders che aveva già allenato in Minnesota dal 1996 al 2004 ed è stato l’unico allenatore a guidare i Wolves ai playoff nella loro storia, grazie soprattutto alla presenza del devastante Kevin Garnett, il quale, così come l’allenatore, è ritornato a “casa” per cercare di aiutare i tanti talenti presenti nel roster a migliorare vari aspetti del loro gioco. Quindi nonostante abbiano vissuto una delle peggiori stagioni nella loro modesta storia il proprietario della franchigia Glen Taylor ha riconfermato pubblicamente Saunders tramite Charley Walters del “The St. Paul Pioneer Press”, che sarà l’allenatore anche per la prossima stagione. “Penso che ha lavorato così duramente l’anno scorso con tutti quei problemi” ha detto Taylor “che vuole un’opportunità per vedere se con tutto il roster al completo, ha realmente la squadra che pensava di avere”.

Coach Saunders e Ricky Rubio, uno degli elementi più importanti dei Timberwolves. Diventerà anche un binomio vincente?
Insomma, forse mai come quest’anno, aiutati anche dalla fato benevolo che gli ha permesso di vincere la lottery da favoriti (cosa non sempre scontata), in Minnesota c’è molta fiducia per il futuro, e non potrebbe essere altrimenti quando all’interno del proprio roster ci sono elementi potenzialmente molto validi e soprattutto sotto contratto da rookie come Wiggins, Lavine, Muhammad, Dieng, Payne, Bennett senza contare la prossima prima scelta, che verrà visionata e decisa proprio con il consenso di Flip Saunders che ha già fissato dei pre-draft workouts con almeno 5 giocatori e appare molto probabile che la prima chiamata verrà utilizzata per uno tra Karl-Anthony Towns e Jahlil Okafor.
Per NBA Passion,
Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter).
NBA Draft, Jahil Okafor: “Essere chiamati con la 1a scelta interessa di più ai tifosi”
Scritto da Mario Tomaino
Dopo diversi mesi in cui i principali Mock Draft statunitensi lo hanno dato come papabile 1a scelta del Draft 2015, Jahil Okafor sembra non preoccuparsi più di tanto della posizione nella quale verrà chiamato, a differenza di quanto dichiarato pochi giorni fa dal “collega”, D’Angelo Russell. Quel che conta davvero è capitare nel miglior team possibile: “Non so se sarò chiamato alla 1a scelta, sinceramente mi importa poco. Quel che conta davvero è andare nell’ambiente e nel team ideale per me. Essere chiamati con la 1a scelta è qualcosa che interessa molto di più ai tifosi”. Così si è espresso il centro in forza a Duke, ai microfoni di SI Now.
Facendo un salto nel passato, possiamo notare come, effettivamente, le aspettative circa la prima chiamata, siano state tradite di tanto in tanto: Milicic, Bennett e Bargnani sono solo alcuni esempi del fatto che, essere chiamati con la prima scelta assoluta, non sempre è sinonimo di assoluta garanzia di successo.
Nonostante le recenti dichiarazioni, non è comunque da escludere che, i Minnesota Timberwolves, ormai sicuri della prima scelta assoluta, possano scegliere Okafor piuttosto che Karl-Anthony Towns, le cui quotazioni sono schizzate alle stelle nelle ultime settimane.
Non ci resta quindi che aspettare il 25 Giugno, al Barclays Center, per sapere quale sarà l’ordine di chiamata della nuova classe rookie 2015.
Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)
I Minnesota Timberwolves, dopo aver vinto la lottery, valutano con molta attenzione i candidati del draft che potrebbero essere chiamati con la prima scelta assoluta: il caso Bennett insegna..
Con Wiggins, e l’altro ex Cavaliers Bennett, la franchigia di Minneapolis cercherà di pescare un lungo di sicuro affidamento da affiancare a Dieng sotto canestro: il principale obiettivo secondo quanto riporta Chad Ford sarebbe Karl Towns rispetto ad Okafor.
La preferenza potrebbe ricadere sul lungo di Kentucky per via delle sue percentuali nettamente migliori dalla linea dei liberi: per Towns 81%, per Okafor solo il 51%, e visti gli ultimi casi di hack-a-Jordan/Howard/Smith non è un dato da prendere sotto gamba.
Karl-Anthony Towns nativo di New Jersey è uno dei maggiori talenti che sarà presente al draft di giugno e, quest’ultimo ha detto a Steve Serby del New York Post: “Sarei entusiasta di poter essere scelto dai Knicks, sono un fan della squadra da quando ero bambino, sarebbe un onore sia come giocatore che da tifoso poter giocare in questa franchigia”.
Towns inoltre aggiunge: “da tifoso quale sono dall’infanzia non ci sarebbe cosa migliore che sentir chiamare il tuo nome al draft, dalla squadra che hai sempre sognato, scendere in campo e dare il meglio di te stesso. Sarei troppo felice ed onorato di giocare per loro, per i Knicks”.
L’ex ala forte dei Kentucky Wildcats dunque esce allo scoperto e rivela i suoi sogni da bambino, ora vedremo cosa il draft di giugno riserverà per lui. Essendo considerato una della primissime scelte sarà fondamentale vedere innanzitutto chi vincerà la lotteria e poi le necessità delle squadre.
Stanotte ci sarà la lotteria, e i Knicks avranno il 19,9% di possibilità di aggiudicarsi la prima scelta. Tutto sommato a loro potrebbe far comodo l’arrivo di Towns, vista la partenza di Stoudemire e il rendimento altalenante di Bargnani.
La franchigia della grande mela potrà iniziare a fare le sue considerazioni già da domani quando si saprà l’ordine esatto del draft, magari portando in squadra un giocatore così motivato può dare quella carica in più di cui adesso hanno bisogno i NYK per ripartire.
Per NBA passion,
Alessio Angelucci
I Los Angeles Lakers, dopo molto tempo e molti anni ai piani alti della lega, sono passati nelle top picks del draft. Poco prima della lottery il problema maggiore per i Lakers è quello della propria prima scelta. Nel caso in cui finisse nelle prime 5 posizioni la franchigia gestita da Kupchak potrebbe regolarmente assicurarsi un talento, mentre se il sorteggio fosse sfavorevole e la scelta scivolasse alla sesta posizione o più in basso Philadelphia otterrebbe i diritti su questa scelta.
Le probabilità sono ampiamente a favore dei Lakers. Nell 86% dei casi la scelta rimarrebbe dov’è e Phiadelphia dovrebbe farne a meno. Proprio per questa ragione sono molte le voci riguardanti i possibili giocatori scelti dalla squadra.
Secondo Chad Ford di ESPN, la squadra preferirebbe Emmanuel Mudiay rispetto al Jahlil Okafor. Il centro di Duke potrebbe andare a modificare il ruolo di Julius Randle, date le simili posizioni, continua l’esperto. Nonostante questo fatto che farebbe scendere Okafor nella lista di L.A., il talentuoso numero 15 dovrebbe comunque restare davanti a D’Angelo Russell e Justise Winslow.
Nel caso in cui i Lakers vincessero la lottery, la loro scelta dovrebbe ricadere su Karl-Anthony Towns, in uscita da Kentucky.
Dunque riassumendo, secondo varie fonti e Chad Ford, l’ordine di scelta per i Lakers sarebbe Towns (prima di tutti per distacco), Mudiay, Okafor, Russell e Winslow. In ogni caso molto deve ancora succedere.
Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa #10
Secondo quanto riporta ESPN, l’ala grande Karl-Anthony Towns, sarebbe in procinto di superare il centro di Duke Jahil Okafor, come scelta numero 1 nei mock draft per il prossimo draft.
L’esperto Chad Ford riporta che la causa del possibile sorpasso è la maggiore garanzia difensiva di Towns, oltre alle sue doti atletiche migliori: oltre questo Towns è sicuramente un miglior stoppatore di Okafor e molti GM che Ford avrebbe intervistato credono che Towns sia un prospetto migliore rispetto ad Okafor nel lungo periodo.






