Sono ormai nel pieno dello svolgimento i workout estivi previsti dalle franchigie NBA, durante i quali i General Manager visionano quanti più prospetti possibili per quanto riguarda il Draft che verrà. In quel di Los Angeles, sponda Lakers in particolare, si guarda con positività alla notte del 25 Giugno, durante la quale la franchigia giallo-viola potrà contare sulla seconda scelta assoluta, che garantirà sicuramente un prospetto di grande talento da aggiungere al giovane roster a disposizione di Byron Scott, che può vantare già la presenza del pluri All-Star Kobe Bryant e di alcuni elementi giovani e molto promettenti, come Jordan Clarkson e Julius Randle. Proprio quest’ultimo rientrerà con l’inizio della prossima stagione, dopo essere stato selezionato con la settima chiamata assoluta al Draft 2014 ed aver saltato tutta la stagione passata a causa di un grave infortunio accorso al giocatore nella prima uscita stagionale.
A proposito delle primissime scelte del prossimo Draft, come riporta Mark Medina del Los Angeles Daily News, i Lakers erano intenzionati a visionare Karl-Anthony Towns, lungo completo e versatile classe ’95 di Kentucky, considerato il prospetto numero 1 del Draft 2015, ma quest’ultimo ha rifiutato l’invito privato dei Lakers ai workout che si stanno svolgendo in questi giorni. Il ragazzo, inoltre, ha rifiutato non solo l’invito privato dei Lakers, ma anche quello dei Minnesota Timberwolves, in possesso della prima chiamata assoluta. Già nel mese di maggio, da alcune fonti era emerso che il ragazzo avrebbe preso contatti sia con i Timberwolves che con i Lakers, ma non avrebbe partecipato ai workout con nessuno dei due team.
Towns ha giocato una sola stagione al college con i Wildcats di Kentucky, ma è stato in grado di dimostrare tutto il suo talento e la sua polivalenza che gli consente di ricoprire entrambi i ruoli di lungo, sia lo spot di power forward sia lo spot di centro. Il ragazzo si è inoltre dimostrato un solido difensore, facendo registrare ben 2.3 stoppate di media in 21 minuti di impiego per ogni gara. L’unica pecca del ragazzo, forse, sono i pochi rimbalzi catturati nonostante i 6’10” piedi di altezza, poco meno di 7 a partita, ma questo dato può essere parzialmente giustificato dalla convivenza con un centro ben più esperto come Willie Cauley-Stein in quel di Kentucky. Nella sua unica stagione al college, Towns ha fatto registrare medie di 10.3 punti, 6.7 rimbalzi ed 1.1 assist a partita, tirando con il 56% dal campo e l’81% dalla linea della carità.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)



