Sono state le capitane dell’All-Star Game di qualche settimana fa, e una di loro riceverà il premio di MVP di questa stagione (che verrà assegnato il 7 settembre).
In Gara 2 delle semifinali, una partita che le Las Vegas Aces dovevano vincere a tutti i costi, A’ja Wilson e Breanna Stewart hanno giocato in maniera eccezionale. Ma la squadra guidata dalla Wilson si è imposta e ha vinto la partita per 78-73, portandosi sull’1-1 nella serie di semifinali contro le Seattle Storm.
Nella partita di mercoledì notte, A’ja Wilson ha concluso il match con 33 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate. Breanna Stewart, con 32 punti, 7 rimbalzi e 3 stoppate anche per lei.
E’ stata infatti solo la terza volta nella storia dei playoffs WNBA che due giocatrici avversarie hanno realizzato 30 e più punti in una partita. Ed è stata la prima volta lo hanno fatto stoppando almeno 3 palloni a testa.
Entrambe le giocatrici sono state prese con una prima scelta assoluta, rispettivamente Breanna Stewart nel Draft del 2016 e A’ja Wilson nel Draft del 2018. La Stewart è stata nominata MVP della lega nel 2018, e la Wilson nel 2020. E quest’anno, il premio verrà di nuovo assegnato ad una delle due.
In più, Breanna Stewart ha appena compiuto 28 anni, mentre A’ja Wilson 26. Dunque, non solo entrambe sono due stelle della WNBA, ma sono anche nel pieno della loro forma fisica e della loro carriera.
“È questo che fa crescere il gioco. Tutti amano gli incontri buoni” ha detto proprio A’ja Wilson. “Tutti amano chiedersi: ‘Oh, cosa succederà adesso qui?’ Penso che sia questo ad attirare i fan e la loro attenzione su di noi. Se si guarda all’NBA o a qualsiasi altra cosa, c’è sempre un buon incontro su cui tutti sono sintonizzati, a prescindere da tutto”.
La Stewart ha concluso il match di mercoledì con un 12 su 23 dal campo, e un 5 su 5 ai liberi, in quella che è stata la sua ottava partita di playoffs consecutiva da almeno 20 punti. La Wilson ha invece chiuso con un 12 su 18 dal campo, e un 8 su 11 ai liberi, raggiungendo il suo punteggio massimo in una partita di postseason e il secondo totale più alto nella storia dei playoffs della franchigia, dietro solo ai 35 punti che Becky Hammon (la sua allenatrice) segnò nel 2008 in una partita giocata a San Antonio, Texas.
“Ovviamente due grandi prestazioni individuali da parte delle due migliori giocatrici della lega“ ha confermato proprio coach Hammon.
La partita di mercoledì è stata la risposta di A’ja Wilson ad un brutto esordio in questi playoffs, dopo che aveva concluso Gara 1 con soli 8 punti e 12 rimbalzi. Le Aces hanno quindi scelto una formazione più piccola per buona parte di Gara 2, in modo da aprire più vie alla giocatrice e darle più spazio per lavorare.
E ha funzionato.
Lei e Chelsea Gray hanno infatti formato una combinazione dinamica per il pick-and-roll, soprattutto grazie al contributo della Gray, che ha concluso Gara 2 con 19 punti e 7 assist. La playmaker ha poi tirato con un 66.7% dal campo e un 65% per le triple in questa post-season, realizzando il 44% dei 151 punti che Las Vegas ha macinato nella serie di semifinali, tirando oppure distribuendo assist.
“Quando si guardano le grandi guardie, bisogna capire come proteggerle” ha detto A’ja Wilson a proposito del loro pick-and-roll. “Devi scegliere il tuo veleno. Cosa fare? Una volta che l’abbiamo capito, a quel punto è come Play-Doh nelle nostre mani”.
Per le Aces sono stati poi fondamentali anche i 18 punti di Kelsey Plum, a differenza delle Storm che hanno potuto vantare solo due giocatrici in doppia cifra (oltre alla Stewart, Tina Charles con 17 punti). Jewell Loyd è stata infatti tenuta a soli 8 punti, con un 2 su 10 dal campo, dopo i 26 punti segnati in Gara 1.
“Penso che si tratti del suo ritmo” ha detto la capo allenatrice di Seattle, coach Noelle Quinn, a proposito della Loyd. “I primi due tiri non le sono entrati, e lei ha un compito difensivo difficile. Penso che sia necessario portarla nei suoi punti di comfort, allontanarla un po’ di più dalla palla, come stiamo cercando di fare, e farla andare avanti presto”.
Ora la serie si sposterà a Seattle per Gara 3 (domenica) e 4 (martedì).
Le Aces, che hanno perso le semifinali scorse in 5 partite contro le Phoenix Mercury, sotto la guida di coach Hammon (Coach of the Year) sentono di avere più fiducia nelle loro capacità, e si sentono anche più coese tra loro, come è emerso benissimo in Gara 2.
Le Storm dovrebbero invece riprendersi da questo momento di sbandamento. D’altronde hanno concluso la stagione al quarto posto della classifica WNBA, e hanno aperto la serie con un pareggio in trasferta contro la squadra con il record migliore della lega.
Di solito è la squadra più bassa in classifica che deve vincere. E le Storm non potevano chiedere di più a Breanna Stewart.
“Penso che confrontandosi con A’ja, bisogna rispettare tutto ciò che ha fatto e ciò di cui è capace” ha detto la diretta interessata. “È solo una battaglia. È ciò che ti motiva, ciò che ti fa andare avanti, ciò che ti fa desiderare di essere migliore. È una competizione”.
Ma, come ha confermato Chelsea Gray, anche se ti trovi al centro di un’azione, non puoi non meravigliarti del gioco della Stewart, e di conseguenza di quello della Wilson.
“Le guardo durante la partita” ha detto la giocatrice. “Mi dicevo: ‘Stewie ha appena segnato, ma A’ja cosa sta per fare? In questi incontri c’è molta attenzione su di loro, e loro sono sottoposte ad una grande pressione, essendo sotto i riflettori. Ma è un bene per i fan, è un bene per lo sport ed è un bene anche per loro. Aumenta il loro livello di gioco. Migliorano sfidandosi l’un l’altra”.

