La sfida Trail Blazers-Pelicans sembrava uno dei duelli più equilibrate di tutti i quarti dei playoff, ed invece è l’unica che si è chiusa già dopo gara 4. Infatti i ragazzi di coach Alvin Gentry hanno surclassato la squadra dell’Oregon sotto tutti i punti di vista, dominando in casa ed in trasferta. La franchigia della Louisiana ha giocato così bene che più nessuno si ricorda di come non abbiano potuto usufruire del contributo di DeMarcus Cousins, infortunato.
TRAIL BLAZERS-PELICANS: CHI HA CONVINTO
Sono tanti i giocatori chiavi della vittoria dei Pelicans, ma il trascinatore assoluto è stato Anthony Davis. Il lungo americano ha distrutto ogni tentativo di difesa sverniciando più volte il povero Jusuf Nurkic, che non ha potuto far altro che subire le giocate del diretto avversario. The Brow e Jrue Holiday hanno chiuso il primo turno con medie allucinanti, il primo ha realizzato una media di 33 punti, 12 rimbalzi, 1.8 palle rubate e 2.8 stoppate a partita, il secondo ha messo a referto una media di 27.8 punti, 6.5 assist e 1.3 palle recuperate. Se tutto a ciò aggiungiamo la geniale visione di gioco di un Rajon Rondo dei giorni migliori, un Nikola Mirotic con la mano calda e un E’Twaun Moore con 4 polmoni, ecco la miscela perfetta per una quintetto assolutamente competitivo ai playoff. Unico neo della franchigia di New Orleans è la panchina, praticamente non esistente: i soli Darius Miller, Ian Clark e Solomon Hill potrebbero non bastare nel proseguire del torneo.
TRAIL BLAZERS-PELICANS: CHI HA DELUSO
Se da una parte c’è una squadra che ha sorpreso, dall’altra ci sono i Portland Trail Blazers, alquanto deludenti. I ragazzi di coach Terry Stotts non sono mai entrati nella sfida hanno perso tutti i duelli con i rispettivi avversi. Bocciata assolutamente tutta la squadra, ma il giocatore più sottotono è indubbiamente Damian Lillard (che fin dal post partita di gara 1 ha capito che non sarebbe stato un confronto facile) . Il rookie dell’anno 2013 è stato semplicemente irriconoscibile, ha perso di gran lunga il confronto con Holiday; non è mai riuscito ed entrare nel ritmo gara e le statistiche parlano da sole. Il numero 0 dei Blazers è passato dal realizzare 26.9 punti, 6.6 assist e 2.8 palle perse in RS a racimolare 18.5 punti, 4.8 assist e 4 palle perse in postseason. L’unico giocatore che ci ha provato, che fino all’ultimo ha creduto nella rimonta è CJ McCollum, che da solo ha potuto far molto poco. Decisamente più in palla del compagno di reparto, anche lui ha sofferto molto la difesa degli avversari e la vena realizzativa di Jrue Holiday (soprattutto in gara 2 e in gara 4).
Come avevamo detto nella preview la chiave della gara era annullare i giocatori principali degli avversari. Mentre i Trail Blazers hanno sofferto tantissimo le serate di grazia di Davis e Holiday, i Pelicans hanno fatto vedere le maschere alla coppia Lillard-McCollum. La difesa è stata senza dubbio il jolly vincente della squadra di coach Alvin Gentry, jolly che nessuno si aspettava visto che in regular season erano stati la 13esima miglior difesa della lega. Fase difensiva che è invece mancata a Portland, la quale, nella stagione regolare, era stata l’arma in più dei ragazzi di Terry Stotts.
Ora tocca aspettare per sapere quali sarà l’avversario dei Pelicans, che uscirà dalla sfida tra Golden State Warriors e San Antonio Spurs. La squadra della Baia ha il pronostico dalla sua parte visto l’attuale punteggio di 3-1 e il prossimo match in casa, anche se la squadra di coach Gregg Popovic venderà cara la pelle prima di alzare bandiera bianca.



