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Back to Back Warriors: le pagelle dei campioni NBA

.Le Finals 2018 sono state probabilmente le meno entusiasmanti dell’ultimo ventennio: ai Golden State Warriors sono bastate solo 4 gare per sbarazzarsi agevolmente dei loro avversari. L’ultima franchigia a subire uno sweep in finale, ironia della sorte, fu proprio Cleveland nell’edizione 2007 contro i San Antonio Spurs. I Cavaliers hanno provato in tutti i modi a contrastare la corazzata di Steve Kerr, LeBron si è caricato il peso non di una squadra ma di un intero stato sulle sue spalle, ma il talento dei Warriors si è dimostrato ancora una volta superiore. Di seguito perciò consegniamo le pagelle dei campioni NBA, analizzando ogni singolo giocatore della baia.

LE PAGELLE DEL TEAM

Stephen Curry, voto 8,5: di tutti i fenomeni della baia, Curry è quello più rappresentativo e in questa serie l’ha ribadito ancora una volta. Quando siede in panchina incita sempre i compagni e quando scende in campo li trascina nei momenti di maggior difficoltà. Letale come sempre in attacco, si è anche levato lo sfizio di siglare 9 triple in gara 2 stabilendo un nuovo record delle Finals NBA (superato un certo Ray Allen, fermo a quota 8). American Sniper.

Andre Iguodala, voto 8: “se avessimo giocato con Andre, avremmo vinto contro i Rockets a gara 5”.  Non si può certo dire che Kerr avesse tutti i torti: Iguodala è il vero ago della bilancia di questi Golden State Warriors che con la sua duttilità ha notevolmente contribuito alla vittoria del titolo. Non contano i pochi punti messi, ma la difesa con cui ha limitato LeBron nelle ultime due partite. Jolly.

Klay Thompson, voto 7,5: se non fosse per quella gara 3 il voto sarebbe più alto. Thompson è il miglior 3&D della lega: ha annullato difensivamente gli esterni dei Cavs e contributo anche alla fase offensiva con le sue solite triple mortifere. E pensare che dopo lo scontro con J.R. Smith di gara 1 avrebbe dovuto saltare le successive partite… Sicurezza.

Draymond Green, voto 7.5: Anche qui non contano le stats (11 punti, 7.6 rimbalzi e 8 assist di media), Green è stato il leader emotivo di questa serie: si è buttato su ogni pallone vagante, ha lottato duramente a rimbalzo e fatto anche un po di sano trash talking con i suoi avversari. Tutti piccoli dettagli che non rientrano nei dati statistici ma che segnano la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Gladiatore.

JaVale McGee, voto 7: piacevole sorpresa di questa serie. McGee ha sempre fatto parlare di se più per i suoi bloopers che per le prestazioni sul campo, ma non stavolta: l’ex Nuggets ha stravinto il duello sotto le plance contro il collega Tristan Thompson e ha dato anche un discreto contributo in zona d’attacco, tirando con quasi l’80% dal campo. “you can be hero, just one day“. Rivelazione.

Shaun Livingston, voto 6.5: in uscita dalla panchina è sempre una garanzia. Anche quest’anno ha fatto rifiatare Curry e segnato qualche canestro col suo solito e infallibile jumper. Chissà, se non fosse stato per quel tremendo infortunio, la sua carriera sarebbe stata più soddisfacente a livello individuale. Tenace.

Jordan Bell-Kevin Looney, voto 6.5: i giovani di casa Warriors hanno superato Pachulia nelle gerarchie non tradendo affatto le aspettative. Discreto il loro contributo offensivo, i due si sono fatti valere sotto canestro dove hanno raccolto molti rimbalzi e fatto a sportellate con i lunghi dei Cavs. Forse Steve Kerr ha trovato i centri del futuro; se son rose fioriranno. Predestinati.

Steve Kerr, voto 8: 3 titoli negli ultimi 4 anni. Da quando ha intrapreso la carriera da allenatore nel 2014 ha sempre raggiunto le Finals, alzato due premi come Coach Of The Year e totalizzato 264 vittorie su 328 partite di regular season. Serve altro?. Maestro.

 

IL MIGLIORE

Kevin Durant, voto 9,5: semplicemente il migliore. Durant, dopo una gara 1 sottotono, è notevolmente cresciuto nelle successive tre partite: 29 punti e 10 rimbalzi di media in queste Finals, numeri da capogiro che gli sono valsi per la seconda volta l’MVP della competizione. Devastante su entrambi i lati del campo, ha contenuto discretamente LeBron e ci ha mostrato tutto il suo sterminato repertorio offensivo. Assassino.

 

IL PEGGIORE

Nick Young, voto 5: Poco spazio per lui in queste finals (come del resto come in tutti questi playoff), dove però non è riuscito a farsi notare se non per qualche canestro da oltre l’arco. Quest’estate dovrà assolutamente migliorare la sua fase difensiva se vorrà continuare a giocare nella migliore franchigia della lega. Rimandato.

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