The Coach Blackboard, la lavagna tattica di ogni allenatore: vi spiegheremo in questa nuova rubrica alcune situazioni chiave delle sfide NBA. Visto il periodo ci occuperemo dei Playoffs, con uno sguardo speciale alla finale forse pronosticata ad inizio anno e puntualmente avveratasi: Golden State Warriors vs Cleveland Cavaliers.
Golden State Warriors vs Cleveland Cavaliers version 2.0
La finale dello scorso anno si verificò fra le stesse due squadre; tuttavia, l’edizione di questa stagione si presenta non proprio come una replica, ma come una versione migliorata della stessa. Quali potrebbero essere le chiavi tattiche del confronto?
Innanzitutto le premesse: Cleveland si presenta al completo rispetto allo scorso anno, in cui le mancarono le due stelle Irving e Love e quindi la punta di diamante Lebron si trovò come centro unico del gioco dei Cavaliers; Golden State invece nonostante le fatiche della serie di finale si presenta più confidente in sè stessa dopo aver centrato il miglior record nella stagione regolare di sempre e con più esperienza a questo livello, cosa che trova in Thompson forse il giocatore dall’impatto maggiore rispetto allo scorso anno da playoffs davvero sottotono.
In campo questo si traduce per i Cavs, vista la gestione di Lue, con un quintetto impostato ancora di più su campo aperto dai tiratori per le transizioni concluse al ferro o l’innesco da parte dell’armeria da parte di James; per i Dubs con una attenzione ancora maggiore alle marcature di Curry sui pick’n’roll e sulle limitate rotazioni possibili dai difensori di Klay.
Come battere Golden State?
Il quintetto con Love da 5 (ed eventualmente con Frye da 4 piuttosto che Shumpert da 3) costringe le squadre a dover fare una scelta con il rim protector: il problema è quello della marcatura di Irving e di James, che è molto difficile (o impossibile) difendere in single coverage e la presenza di un tiratore come Kevin lascia una sola possibilità al giocatore in grado di portare l’aiuto più efficace.
Da non sottovalutare inoltre come non sia possibile impegnare meno Stephen Curry nella sua metà campo, vista la sua probabile marcatura di Irving, ben altra minaccia dall’arco rispetto a Dellavedova.
Nei Playoff dell’anno scorso Dellavedova segnava 1.2 triple a partita, su 3.8 tentate, con una percentuale pari al 31.6%; Irving, prima di infortunarsi in gara 1 delle Finals, ne segnava 2.1 su 4.6, cioè il 45% di realizzazione dalla linea dei 6.75. Quest’anno il divario sembra essere aumentato ancora di più, visto che Dellavedova in questi Playoff tira appena con il 28% da lontano, contro l’ottimo 45.6% di Kyrie.
Come battere i Cleveland Cavaliers?
L’idea di small ball dei Cavs non è certo nuova a Golden State, che ne ha fatto un mantra con la sua “lineup of death” con Green da 5 e Iguodala e Barnes intercambiabili da finto 4 e 3.
Se difensivamente quindi ci si può adattare con la “sola” incognita James, il proprio punto di forza è il coinvolgimento della difesa avversaria su Curry; visto il suo range di tiro e la sua rapidità, la soluzione scelta sui pick’n’roll è quella del raddoppio o cambio sistematico, anche con i lunghi a ritrovarsi fuori dalla linea da 3 punti.
Lo scorso anno nelle finals i Cavs scelsero la prima soluzione:
In questo caso, l’idea era di affidarsi alla capacità di scelta limitata di Green nelle situazioni di 2 vs 1 contro un ottimo protettore del ferro quale Mozgov
Il tema fu ripreso anche nella sfida di quest’anno con Blatt al timone, e in quelle situazioni Green dimostrò di aver migliorato il suo campionario di scelte. Inoltre, la presenza ora di Love come centro non garantisce la stessa efficacia del russo e forse non la rapidità di piedi per poter cambiare sistematicamente su Steph, e la presenza contemporanea dei due cecchini potrebbe aprire voragini per attacchi in sovrannumero.
Quale dei due teams riuscirà a limitare il fenomeno dell’altra squadra? Quale supporting cast riuscirà a scardinare il piano partita e gli adeguamenti difensivi dell’avversario?
La risposta a queste domande ci consegnerà la vincente dell’anello: a noi non resta che assistere allo spettacolo… buona finale a tutti!

