Il Nike Hoop Summit è un appuntamento fisso per gli scout di tutto il mondo. L’anno in cui si svolgeva per la prima volta a Springfield, Massachusetts, casa della Basketball Hall of Fame, era il 1995. Ospitato da diverse città nel corso degli anni, dal 2008 si è trasferito in pianta stabile a Portland, nell’Oregon (dove la stessa Nike fu fondata nel 1964). Si gioca al Moda Center, palazzetto dei Portland Trail Blazers. Da una parte i migliori talenti statunitensi in uscita dall’high school. Dall’altra i giovani più interessanti provenienti dal resto del mondo. Ben 199 dei ragazzi invitati al Nike Hoop Summit sono stati poi scelti al Draft NBA; 22 di questi hanno ottenuto almeno una apparizione all’All Star Game. Quattro di questi hanno vinto il titolo di MVP della Lega: si tratta di Kevin Garnett, Dirk Nowitzki, Derrick Rose e Kevin Durant.
Insomma, se volete sapere chi farà parte della prossima generazione di superstar della NBA, il Nike Hoop Summit è un ottimo punto di partenza.
La partita
Gli Stati Uniti hanno vinto l’edizione di quest’anno col risultato finale di 98-87. Top-scorer per il team a stelle e strisce sono stati Michael Porter jr. e Jarred Vanderbilt (anche 10 rimbalzi), che hanno chiuso a 19 punti ciascuno. Per gli USA ottima prestazione di Jaren Jackson, 13 punti e 10 rimbalzi per il prossimo giocatore di Michigan State. Collin Sexton ha mostrato le sue grandi doti da passatore servendo 8 assist ai compagni. Buona partita per Wendell Carter, Gary Trent e Mohamed Bamba. Non ha brillato invece Troy Brown, talento ‘di casa’ (giocherà per Oregon dall’anno prossimo), che ha chiuso a soli 5 punti. Altrettanto impalpabile la prova di Kevin Knox, ma tenete comunque l’icona aperta su di lui.
Per quanto riguarda gli Internationals, ottima la prestazione di Kostja Mushidi talento tedesco (di origine belga) in forza attualmente al Mega Leks, squadra serba. Per la guardia ci sono 14 punti e il 4/7 da tre (le 4 triple segnate sono un record nella storia dell’evento). In doppia cifra altri cinque giocatori per il resto del mondo: Isiah Hartenstein, Nick Richards, Shai Gilgeous-Alexander, Nickeil Alexander-Walker e Lindell Wiggington (che ha aggiunto anche 7 assist alla sua ottima partita). Gli Stati Uniti hanno avuto sempre il controllo della partita, ma gli Internationals non l’hanno mai abbandonata, rifacendosi sotto verso la fine. Un parziale di 10-0 da parte degli statunitensi ha però portato il risultato sul 98-84 con circa 48 secondi da giocare, chiudendo il discorso.
Il risultato finale comunque importa il giusto. Per gli scout presenti conta invece capire chi di questi ragazzi ha le carte in regola per giocare al livello più alto. Tra questi ne andiamo ad analizzare alcuni che hanno brillato più degli altri. Ho scelto per ciascuna squadra una pointguard, un’ala e un lungo. Per saperne di più sui talenti migliori che sbarcheranno in NBA a partire dal 2018, ecco un articolo del nostro Giacomo Manini che ce li presenta.
(Honorable mentions: Mohamed Bamba da una parte, il tedesco Isiah Hartenstein dall’altra. Due giocatori totalmente diversi, che hanno mostrato cose interessanti. Nomi assolutamente da ricordare).

Jamal Murray, adesso in forza ai Denver Nuggets, fu la stella del Nike Hoop Summit 2015, autore di una prestazione da 30 punti che aiutò il World Team a vincere la sfida
