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Gordon Hayward: una luce in fondo al tunnel

L'ex Utah Jazz sta cercando di inserirsi nei meccanismi di squadra dopo essere rimasto fuori un anno

Gordon Hayward è tornato a giocare. E questa è la cosa più importante riguardo l’ex giocatore degli Utah Jazz, al di là delle sue prestazioni sul campo, le quali sono comunque buone considerato tutto il contesto.

Era stato preso durante la free agency di due estati fa per comporre una delle lineup che avrebbe potuto competere per il titolo ma quel maledetto infortunio ha impedito tutto ciò, infrangendo sul nascere i sogni di Gordon. Ma ora che ha ripreso a calcare i parquet d’America vuole riprendersi ciò che la sfortuna, quella notte del 17 ottobre dello scorso anno, gli ha immeritatamente tolto.

GORDON HAYWARD: ESPERIENZA ED INTELLIGENZA A DISPOSIZIONE DEI COMPAGNI

Questa voglia di rivalsa sta emergendo piano piano alternando alti e bassi, come è normale che sia. Coach Brad Stevens ha dichiarato prima di inizio stagione che avrebbe giocato con restrizioni di minutaggio per le prime settimane di regular season affinché potesse riprendere con calma il ritmo partita. Questo, tuttavia, non gli ha impedito di mettere a referto alcune ottime prestazioni come quella contro i Milwaukee Bucks (18 punti con 6/11 dal campo, 3/5 dall’arco e 5 assist) nel quale è stato uno dei protagonisti della vittoria finale.

Non avendo ancora l’esplosività e la condizione di un paio di stagioni fa, Hayward sta mettendo a disposizione tutta la sua esperienza e intelligenza cestistica al servizio dei compagni, facendosi trovare al posto giusto al momento giusto. A testimonianza di ciò, la sua percentuale nel tiro da fuori (intorno al 35% su 32 tentativi) è comunque buona, alla luce della difficoltà nelle percentuali dal campo di tutta la squadra, eccezion fatta per Marcus Morris, protagonista di un’ottima stagione fino a questo punto.

 

La miglior azione di Hayward in maglia Boston Celtics: gran giocata difensiva e canestro in penetrazione.

Anche il processo di conoscenza reciproca con i compagni di squadra sta procedendo bene come dimostrano le ultime prestazioni durante le quali si sta trovando sempre di più a proprio agio. Il lavoro che l’ex Jazz sta cercando di mettere in atto è visibile anche nei 5.4 rimbalzi di media, fondamentale in cui Boston ha manifestato qualche lacuna negli anni precedenti.

QUALCHE PECCA DIFENSIVA

L’unica nota meno lieta è forse quella che riguarda la metà campo difensiva, nella quale manca ancora un po di mobilità laterale, anche se anche su questo aspetto si possono notare miglioramenti sensibili come dimostra la stoppata su Malcom Brogdon contro i Bucks. Le squadre avversarie continueranno a mettergli pressione ed il sistema difensivo di Boston dovrà essere in grado di limitare le scorribande degli attaccanti.

Inserirsi in una squadra che punta alla vittoria finale non è facile, farlo dopo un infortunio come quello capitato al prodotto di Butler lo è ancora di più. Il fatto che ad aiutarlo sia l’allenatore che ha avuto nei suoi anni al college rende tutto ciò ancora più intrigante e interessante. I tifosi del TD Garden lo hanno preso a cuore e aspettano di festeggiare uno dei lieti fini più belli della pallacanestro moderna.

 

 

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