Il nuovo Kyrie Irving: un uomo in missione

Boston Celtics-Kyrie Irving

Un fulmine a ciel sereno. Questo è stato la richiesta, durante questa offseason, da parte di Kyrie Irving ai Cleveland Cavaliers di essere scambiato. Da quel giorno sono circolati diversi rumor riguardo le squadre interessate all’ex prodotto di Duke, tra cui i Phoenix Suns, i New York Knicks e i San Antonio Spurs. Alla fine l’offerta accettata è stata quella dei Boston Celtics che hanno mandato in Ohio Isaiah Thomas, Jae Crowder, il rookie Ante Zizic e la loro prima scelta del prossimo draft in cambio proprio del playmaker.

Irving è arrivata in una squadra sostanzialmente nuova che ha cambiato undici dei quindici giocatori presenti a roster nella scorsa stagione, costellata da giovani in rampa di lancio come Jaylen Brown e Jayson Tatum ma anche da esperti All Star quali Al Horford e Gordon Hayward che con lui avrebbero dovuto formare il nucleo centrale per il resto della stagione.

Poi però, la sera dell’opening night, durante una giocata classica tipica degli Utah Jazz, Hayward si procura il terribile infortunio, che lo tenendo fuori fino a tempo indefinito, e la stagione di Irving e dei Celtics cambia radicalmente. Il campione NBA deve completare a questo punto il processo di leader prima di quanto ci si aspettasse e guidare la squadra ai vertici della Eastern Conference.

Irving, dal canto suo, si sta rendendo protagonista di un’ottima stagione (24.5 punti,5 assist e 3.8 rimbalzi di media a partita), confermandosi uno dei migliori playmaker della lega e il perno dell’attacco di Boston con giocate spettacolari volte anche a coinvolgere tutti i componenti del quintetto. In particolare è l’asse in pick and roll formato con Al Horford che gli spalanca la via: l’alternativa alla penetrazione e all’arresto e tiro è lo scarico sul perimetro o il servizio per un compagno che va in backdoor.

L’intesa fra Irving e i compagni di squadra migliora di partita in partita.

Quello visto in maglia bianco verde è un nuovo Irving: anche se il numero di assist e punti è leggermente inferiore rispetto all’anno scorso, la distribuzione dell’attacco è migliore di quella vista ai Cavs. Il dato che conferma questo è il suo offensive rating: 116 punti per 100 possessi. Basti pensare che quando il 25enne riposa in panchina l’offensive rating della squadra scende a meno di 99 punti.

L’aspetto che sta certamente sorprendo tutti di questo scorcio di stagione però è sicuramente la fase difensiva: negli anni passati Irving era sempre stato etichettato come un pessimo difensore sia di squadra che sulla palla. Anche in questo caso, la trasformazione può essere notata dal dato del defensive rating: 104 punti subiti per 100 possessi contro i 112 dello scorso anno. Il prodotto di Duke è certamente aiutato dal sistema di coach Stevens che è riuscito a limitare anche le difficoltà di Thomas durante la scorsa stagione. Emblema di questo è Horford il quale è sempre pronto ad aiutare i compagni in difficoltà.

Se Irving manterrà l’atteggiamento propositivo mostrato in questa metà di stagione, i tifosi dei Celtics possono continuare a sognare, magari anche con un mezzo miracolo dall’infermeria.