Le Finals 2018 ci hanno regalato questa notte un’altra partita entusiasmante. I Cavs provano a metterci più intensità fin da subito sfruttando il fattore campo, ma il talento dei Warriors ancora una volta si dimostra superiore. 110-102 e serie sul 3-0. I titoli di coda sembrano vicini.
CLEVELAND CAVALIERS
LeBron James, voto 8,5: cosa vogliamo dire a questo giocatore? Un’altra partita fenomenale, un’altra tripla doppia ( 33/10/11, la numero 10 nelle finals) che anche stavolta purtroppo non basta. Nel primo quarto mette in ritmo i suoi compagni che per una volta sembrano andargli dietro, poi va a ferro a piacimento nel resto della partita. Piange al cuore a vedere come queste prestazioni non stiano portando nessun frutto. Iconica l’immagine della remix iniziale, conservatela e mostratela un giorno ai vostri figli e nipoti. Unico neo, la bassa percentuale del tiro da tre ( 1/6) Irriducibile.
Tristan Thompson, voto 5,5: solito contributo fisico sotto il tabellone, qualche canestro interessante, ma lontano dall’essere un fattore. Evanescente
Kevin Love, voto 7: primo tempo fantastico di Kevin, concluso con una doppia doppia. Il numero 0 è in partita e porta a casa 20 punti e 13 rimbalzi. Ancora in difesa, messo sempre nel mirino dall’attacco dei Warriors, che mostra tutta la fragilità difensiva dell’ex giocatore di Minnesota. Bersaglio facile.
J.r Smith, voto 7: Ok, ok, sicuramente penserete che è un voto eccessivamente alto, ma è come quando il peggiore della classe sorprende tutti con una buona interrogazione: il bravo prof lo incoraggia dandogli magari mezzo punticino in più. J.r. inizia bene ed aggressivo mette triple importanti e si fa trasportare dall’energia della Quicken Loans. Non si limita a ricevere dagli scarichi ma si muove in tutto il fronte offensivo rendendo più imprevedibile l’attacco dei suoi. In calo nel secondo tempo, come un pò tutti i Cavs che non si chiamino LeBron. Ma questo J.r. nelle due gare precedenti, vista la forma di LeBron, avrebbe sicuramente messo ancora più pensieri nella testa dei Warriors. Ritardatario.
George Hill, voto 5: proprio quando gli altri sembrano accendersi, lui sembra spegnersi. Era stato l’unico che andava dietro al Re in casa Warriors ma in questa partita confeziona solo 5 punti con solo 6 tiri dal campo. Soffra maledettamente in difesa i cambi che lo portano spesso ad occuparsi di Durant. Deludente.
Rodney Hood, voto 7:lo separiamo nella valutazione dal resto della panchina Cavs. Entra in campo con una voglia matta di rendersi protagonista. Lotta, rende più imprevedibile l’attacco ed alla fine porta a casa 15 punti con un buon 7/11 dal campo. Possiamo dire serenamente che Lue avrebbe potuto schierarlo prima? Carico a palla.
GOLDEN STATE WARRIORS
Draymond Green, voto 7: il solito vecchio Draymond, prendere o lasciare. Rischia di farsi espellere già nel primo quarto rischiando il secondo tecnico ma poi gioca la solita partita di sublime intelligenza. La difesa dei Cavs estremizza le scelte concentrandosi sugli Splash Brothers e su Durant così molto spesso a lui a dover prendere le decisioni giuste in attacco, trovandosi la palla in mano dopo un pick and roll. I suoi numeri, 10/2/9, dicono molto poco sul suo impatto sulla partita. Imprescindibile.
JaVale McGee, voto 7: McGee decisamente un fattore. Non ha paura di lottare in difesa e in attacco si prende quello che gli lasciano. 5/7 dal campo, 10 punti e tanta energia. Ancora una volta, bravo Javalone! Piacevole sorpresa.
Steph Curry, voto 6,5: polveri bagnatissime questa volta per Stefanino, con 1/10 dalla lunga distanza. Partita completamente incolore del figlio di Sonia, ma mette 5 punti in un momento decisivo del quarto quarto ed in difesa è un fattore. E se riesci ad essere decisivo anche quando fai una partita del genere sei un campione. Di classe.
Klay Thompson, voto 6,5: stesso discorso vale per l’altro Splash Brother. Il suo infinito arsenale difensivo lo rende imprescindibile anche quando, come in quest’occasione, non si mostra una grande fattore offensivo. Sicurezza.
Panchina, voto 7,5: Jordan Bell in doppia cifra si dimostra un fattore ( 10 punti), Shaun Livingston con la sua eleganza e sue percentuali pazzesche ( un solo errore al tiro nella serie) e il ritorno di Iguodala. La presenza del numero 9 si sente eccome: mette pochi punti ( 8), ma decisivi ed in difesa fa sentire il suo peso rendendo, per quanto possibile, la vita difficile a LeBron. I Warriors possono senza timore affidarsi alla loro panchina. Un fattore.
IL MIGLIORE
Kevin Durant, voto 9: inizia malissimo, come tutta Gsw, perdendo due palle sanguinose dopo due grandi azioni difensive. Ma poi si mette a lavoro, risolve i problemi offensivi dei Warriors e inizia a mostrarci tutto il suo sterminato repertorio. Segna in tutti i modi possibili, porta a casa 43 punti con un irreale 15/23 dal campo ( con tiri veramente senza alcun senso). La tripla finale in faccia a Hood è sinistramente simile a quella delle scorse finals. A tutto ciò addiziona 13 rimbalzi e 7 assist. Un padrone
Panchina Cavs, voto 4,5: nemmeno il campo casalingo riesce a svegliare la panchina di Cleveland. In questo modo, contro questi Warriors, non si inizia nemmeno a giocare. Inaccettabile il misero contributo di Green e Korver ( 3 punti solo di Jeff, nessuno di Kyle) e l’energia di Nance non può bastare. Inesistente.

