Il 23 giugno 2017 si è tenuto al Barclays Center di Brooklyn il Draft NBA. Tra le tante giovani promesse c’era un ragazzo, cresciuto ai confini della città metropolitana di New York, che aveva colpito tutti per lo straripante atletismo e le eccellenti doti difensive. Quando gli Utah Jazz lo hanno chiamato con la tredicesima scelta assoluta, però, non si aspettavano di trovare un potenziale All Star, ma un giocatore di contorno da inserire nelle rotazione. Donovan Mitchell, invece, si è subito rivelato uno dei talenti più cristallini della NBA e si è imposto come leader della squadra.
Il giovane Mitchell è approdato in NBA dopo due discrete stagioni a Louisville, sotto gli ordini i coach Rick Pitino. Le aspettative su di lui non erano altissime e si limitavano, principalmente, alla metà campo difensiva. I Jazz, dopo il doloroso addio di Hayward, erano pronti ad affrontare una stagione di transizione con cui far crescere i giovani e dare nuova forma alla squadra. Utah ha scelto, quindi, un giocatore ritenuto ancora da formare completamente, con cui lavorare nel lungo periodo. Donovan Mitchell, invece, si è dimostrato subito pronto al livello NBA. È entrato facilmente in sintonia con l’ambiente e si è inserito perfettamente nel sistema di gioco del coach Quinn Snyder. I Jazz giocano in maniera simile ai Louisville Cardinals: aggressività in difesa e ritmo basso in attacco. Donovan si è, quindi, ritrovato con gli stessi compiti, in particolare difensivi, che lo hanno fatto brillare al college.
Quello che ha sorpreso tutti, però, è ciò che il ragazzo ha mostrato in attacco. Alle note doti atletiche si aggiungono, infatti, quelle da realizzatore. Donovan Mitchell, infatti, è in grado di far canestro in diversi modi. Legge molto bene il gioco lontano dalla palla, arriva sempre al ferro e tira da 3 punti col 34.3%. Sta migliorando costantemente ed è diventato un giocatore fondamentale per i Jazz. Dopo aver iniziato in panchina le prime gare della stagione, Donovan Mitchell si è guadagnato la fiducia di tutti e sta trascinando Utah ai playoff . Un risultato insperato ad inizio stagione ottenuto grazie ad una matricola che sta stupendo il mondo.
Autore di prestazioni incredibili, in questo momento Donovan Mitchell ha una media di 19.9 punti a partita con 3.7 assist e 3.6 rimbalzi. Medie ottime per un rookie. Inoltre può già contare ben 6 partite sopra i 30 punti e due sopra i 40. Semplicemente magica la prestazione del 2 febbraio contro i Phoenix Suns in cui ha fatto registrare 40 punti con 7 triple (77.8%) e 6 assist.
Tutti questi successi valgono ampiamente il titolo di Rookie Of The Year. Mitchell, però, deve scontrarsi con un altro incredibile talento che sta travolgendo l mondo NBA: Ben Simmons, attualmente favorito.
La certezza è che Donovan Mitchell è una pedina di rilievo per il futuro della franchigia: crescendo ancora di più potrà inoltre scalare le gerarchie dell’intera lega.


