Per la serie “Le ragioni per cui amare l’NBA”, ieri notte è andata in scena quella che potremmo definire la gara più entusiasmante della stagione fino ad oggi. Celtics-Rockets ha regalato emozioni dal primo all’ultimo minuto, mettendo in mostra tutto ciò che rende la pallacanestro d’oltreoceano un mondo davvero speciale. Boston e Houston respirano già aria di playoff e non hanno avuto alcuna paura di dimostrare, come rispettive rappresentanti di East e West, che entrambe lotteranno a viso aperto per le Finals. Senza se e senza ma. Chi l’ha spuntata sono stati Mike D’Antoni e la sua corazzata portando a casa un sudatissimo 123-120, grazie ai generali James Harden e Chris Paul, al sesto uomo per eccellenza Eric Gordon, ad un cold-blooded Trevor Ariza e… a Kyrie Irving.
I matadores di Houston. Per Trevor Ariza Celtics-Rockets prova del nove
Ritmi serratissimi, parquet bollente da postseason e Toyota Center in visibilio: gli ingredienti per il grande show dell’NBA c’erano tutti. Gara da manuale all’inizio per i Celtics, dal contenimento di James Harden all’uso sapiente della panchina, Marcus Morris in testa (21 punti) con l’arma chiave degli stessi Rockets: il tiro da fuori, anche contestato. Ma la gara è stata un crescendo fino ad arrivare al culmine nelle fasi finali, con Trevor Ariza protagonista tra gli altri con una tripla e una successiva palla rubata, entrambe di vitale importanza. Per lui 21 punti pesanti. I Rockets non hanno affrontato molte gare combattute finora: quella di ieri è solo la quinta con una differenza di 3 punti o meno. Proprio Ariza ha indirettamente lanciato una sfida all’intera lega:
È un grande passo per noi. Non ci sono capitate molte gare del genere quest’anno. Stasera abbiamo definitivamente provato a noi stessi che sappiamo vincere giocando quel tipo di pallacanestro, con uno stile di gioco ‘lavora sodo, spacca tutto’.
Con una prova di forza eccezionale anche per se stessi, quelli di Houston hanno risolto Celtics Rockets anche anche grazie alla mentalità. James Harden (26 punti, 7 rimbalzi, 10 assist), Chris Paul (15 punti, 7 assist) ed Eric Gordon (29 punti) si sono giostrati alla perfezione i possessi chiave, e sono stati semplicemente superiori ai Celtics nel chiudere la pratica.
Chris Paul sotto pressione, Kyrie uomo in più… Per i Rockets
Lo zoccolo duro del gruppo di D’Antoni ha risposto alla perfezione, con le giocate decisive scaturite dalle mani giuste al momento giusto. Ad esempio, la tripla del pareggio sul finire, guizzo decisivo sull’asse Chris Paul – Trevor Ariza. I Celtics hanno comunque giocato la loro pallacanestro, soprattutto servendosi dell’ultimo arrivato Greg Monroe (18 punti e 6 rimbalzi) come centro finalizzatore vecchio stampo. Chris Paul ha riconosciuto a mani basse il valore dei Boston Celtics: “Bisogna dargli tanto credito. Hanno giocato duro, e bene. È stata davvero una bella gara. …Prego, ABC!”, ha concluso CP3 riferendosi alla TV nazionale. Per lui il rischio espulsione è stato dietro l’angolo per tutta la gara, con i Celtics molto aggressivi in attacco e Paul costretto a rimanere composto e prudente, con 4 falli già ben prima degli ultimi minuti di gioco.
C’è da dire però che Kyrie Irving ha reso il lavoro più semplice agli avversari, perdendo due preziosissime occasioni ai tiri liberi. Mandato in lunetta nelle fasi conclusive, Irving (18 punti e 6 assist) la prima volta ha segnato quando invece avrebbe dovuto sbagliare per riprendere e giocare la palla; nella seconda occasione, ancora nel tentativo di sbagliare di proposito, non è arrivato al ferro regalando da regolamento il possesso ai Rockets. Ma immaginiamo che per Harden e compagni questa sarà la parte meno interessante da ricordare… Gara da squadra vera e vittoria consecutiva numero 15, Celtics-Rockets archiviata. Golden State, occhi aperti.
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