Dal suo approdo nella NBA, Lonzo Ball ne ha passate di tutti i colori: dalle tante, troppe pressioni non ancora rispettate dal ragazzo, all’allontanamento del co-proprietario di Big Baller Brand.
Molte volte in questi anni l’ex UCLA è finito sotto i riflettori per colpa di dichiarazioni o errori del padre LaVar Ball. Secondo Charles Barkley, l’ex stella NBA ed ora analyst per TNT, ha incolpato il padre della point-guard dei Lakers per i suoi sbagli.
“Questo comportamento di LaVar è disastroso per il figlio, ed è la colpa di tutti i suoi sbagli” Ha dichiarato Barkley allo show di ESPN “Get Up” “Lo sapeva che non avrebbe mai funzionato il suo modo di mettere in mostra i propri figli e mi sento male perché lo ha fatto lo stesso. Così facendo ha messo Lonzo e i suoi fratelli in una situazione imbarazzante per tutto l’anno scorso“.
"It's this ol' big mouth, jackass dad that's put his kids in an awkward situation all year."
Charles Barkley did not hold back about LaVar Ball ? pic.twitter.com/Ng2yj0Cue0
— Get Up (@GetUpESPN) March 27, 2019
Charles Barkley su Lonzo Ball: “Avrebbe dovuto mollare LaVar già da tempo”
In più, Barkley, sostiene che la decisione di Lonzo di abbandonare l’azienda di famiglia sia stata giusta e probabilmente presa anche tardi. Per l’ex star di Sixers, Suns e Rockets, Ball avrebbe dovuto “sbarazzarsi” sin da subito del padre che aveva il totale controllo della sua immagine pubblica.
“Doveva assumere il controllo della sua immagine già tempo fa” ha concluso il due volte campione olimpico (1992 e 1996) “Non puoi lasciare che i tuoi familiari gestiscano il tuo successo, questo è il tuo momento“.
Lonzo possiede il 51% del marchio di Big Baller Brand, di cui è co-fondatore, insieme a Alan Foster. Proprio da quest’ultimo il giocatore dei Lakers ha deciso di prendere le distanze dopo aver scoperto un ammanco 1.5 milioni di dollari dai suoi conti aziendali e personali, con ogni probabilità occultati da Foster, personaggio con precedenti e condanne per frode postale e riciclaggio di denaro, sempre nascoste.

