In attesa della conference call con cui la NBA e le 30 squadre faranno il punto sulla strategia per affrontare l’emergenza coronavirus, alcuni dettagli delle proposte della lega sono già noti, e riguardano la possibilità di spostare alcune partite in zone degli Stati Uniti non interessate dall’epidemia.
Un’epidemia i cui numeri si allargano rapidamente anche in America, con oltre mille casi di contagio da covid-19 già accertati, trend destinato a crescere rapidamente prima che le misure di contenimento mostrino il loro effetto. Per la NBA, se il contagio dovesse arrivare a toccare città che ospitano una franchigia, l’opzione alternativa alle porte chiuse sarebbe quella di trasferire le partite in un’altra città, possibilmente invertendo il fattore campo, oppure giocando in un campo neutro. Al momento, l’opzione porte chiuse rimarrebbe un’ipotesi secondaria, da decidersi solo se giustificata da numeri certificati sul contagio: negli Stati Uniti un rilevamento pubblico dei casi viene effettuato solo tra coloro che manifestano sintomi collegabili all’infezione da covid-19, sistema che lascia da parte potenzialmente una buona parte di persone contagiate, ma asintomatiche.
Per il momento, le squadre NBA hanno adottato le misure indicate dalla lega, e limitato al minimo necessario gli accessi alle aree riservate agli atleti. Gli incontri con la stampa avvengono a distanza di sicurezza di almeno 2 metri, a staff e giocatori sono stati forniti presidi medici chirurgici come disinfettanti da viaggio per le mani. Ai giocatori è stato quindi indicato di evitare di firmare autografi, e soprattutto di evitare di maneggiare oggetti come penne o telefoni, possibili veicoli per il virus, e di ridurre le interazioni con i tifosi.
Le squadre hanno inoltre ricevuto l’ordine di presentare entro giovedì alla NBA un piano per la selezione del numero minimo indispensabile di persone cui garantire l’accesso agli impianti, in caso di partite a porte chiuse.
Negli Stati Uniti, i candidati alla nomination democratica Joe Biden e Bernie Sanders hanno cancellato per motivi di precauzione alcuni comizi, e a New York è saltata la Mezza Maratona in programma per domenica 15 marzo. Gli stati di New York, California e Washington DC hanno decretato nei giorni scorsi lo stato di emergenza.
