Draymond Green, che cosa combini? La faccia di Steph Curry che mastica come sempre il suo paradenti e guarda per terra la dice tutta sulla scelta del compagno nel finale di gara tra Golden State Warriors e San Antonio Spurs, partita persa per 105-100.
Per gli Warriors (12-12) è la seconda sconfitta consecutiva, su tre partite giocate finora in una trasferta da 4 gare e ancora senza James Wiseman e Kevon Looney, ma stavolta con un Eric Paschall ritrovato. Golden State è in vantaggio anche di 10 punti nel secondo quarto a San Antonio e resiste fino in fondo al ritorno degli Spurs con DeMar DeRozan e soprattutto Dejounte Murray, che a fine partita avrà sfiorato la tripla doppia con 27 punti, 10 rimbalzi e 8 recuperi difensivi.
L’ultima possibilità per pareggiare la partita sul 103-100 a 5 secondi dal termine, però, Draymond Green la spreca con un improbabile tiro da oltre 9 metri sulla rimessa laterale Warriors dopo il timeout. Forse per cercare un fallo, forse perché per una volta anche un cervello da pallacanestro come Green può aver fatto confusione con i secondi effettivamente a cronomentro.
Resta il fatto che Green riceve a metà campo e scaglia un tiro imposibile che trova solo il tabellone. Rimbalzo Spurs, partita finita e Curry cui non resta altro che dedicarsi al paradenti di cui sopra.
Draymond Green spiega la sua decisione nel finale contro gli Spurs
Dopo la partita Green è ovviamemte il primo a sapere di aver fatto un errore: “Credo sia stata la più stupida giocata intelligente di sempre, della storia. Perché era una cosa intelligente da fare, ma si è rivelata alquanto stupida“. Sino a quel momento Green aveva segnato 7 punti con 3 su 11 al tiro, 10 rimbalzi e 10 assist con 5 palle perse. Steph Curry, che non è riuscito a smarcarsi sulla rimessa, ha chiuso con 32 punti e 7 timbalzi con 6 assist, e 6 su 11 al tiro da tre tre punti due giorni dopo aver segnato 57 punti nella sconfitta contro i Dallas Mavs.
L’intezione di Draymond Green era certamente quella di procurarsi un fallo sul tiro e tre tiri liberi. Dopo la partita in conferena stampa, Steve Kerr si assume la colpa del “corto circuito” finale: “Gli Spurs non fanno mai fallo in quele situazioni, ho sbagliato io a non ricordarlo ai ragazzi che gli Spurs non fanno fallo praticamente mai in situazioni di cronometro così“.
Per Golden State una brutta serata offensiva per Andrew Wiggins da 4 su 12 a tiro, Kelly Oubre jr ha invece chiuso con 24 punti.

