James sulle Finals 2016: “Mi hanno reso il GOAT per molti”

James sulle Finals 2016: il giocatore dei Lakers, fermo ai box a causa di un infortunio, è tornato a parlare della clamorosa vittoria del titolo 2016 dei suoi Cleveland Cavaliers. In particolare, il Re si è voluto soffermare sulle sensazioni da lui vissute immediatamente dopo il successo, raccontando sé stesso nel programma a lui dedicato “More Than an Athlete”, in onda su ESPN.

JAMES SULLE FINALS 2016: LE DICHIARAZIONI DEL PRESCELTO

LeBron James con il titolo delle Finali conquistato contro i Golden State Warriors: in quell’occasione vinse anche il premio di miglior giocatore della serie.

Nello specifico, l’ala piccola ha espresso la sua sincerità nel credere che quelle finali lo hanno legittimamente inserito nel tavolo dei più grandi giocatori NBA. Ad avviso del Re, quell’impresa ha facilitato il pensiero che egli possa essere ritenuto, un giorno, il più grande giocatore di sempre.

Ero davvero entusiasta di aver vinto quel titolo per Cleveland, una città che non aveva mai vinto nulla in 52 anni. Tutti mi hanno visto piangere, a dimostrazione di quanto davvero tenessi a questa magnifica impresa. Una volta che mi sono fermato, ho pensato: “Ehi, sei davvero il più grande di tutti adesso”.

James ha anche discusso di quanto sia stato incredibile battere la squadra in grado di superare il record delle 72 vittorie stagionali, e per questo motivo qualificata come “la più grande compagine sportiva mai creata”. Se poi vincere significa ribaltare un deficit di 3-1, con le spalle costantemente al muro, allora tutto questo assume un sapore leggendario.

Probabilmente è stata una delle uniche volte in carriera in cui ho pensato di aver fatto qualcosa di speciale. Ad onor del vero, non ho mai avuto davvero il tempo di sedermi e riflettere su tutto quello che è successo in quella circostanza. Ancora oggi faccio fatica.

Il trionfo in gara 7 sugli Warriors fu l’unico del team dell’Ohio in 4 apparizioni consecutive alle Finali NBA. In tutte le serie disputate, comunque, LBJ ha giocato probabilmente il miglior basket della sua carriera, mostrando un livello di pallacanestro celestiale, al limite della perfezione. Tutto questo, in ogni caso, non basterà per dare una risposta univoca su chi sia effettivamente il più grande giocatore che questo meraviglioso sport ci abbia mai regalato. Del resto, come sosteneva anche Socrate, ognuno ha la sua personalissima e reale verità. Ma è innegabile che, quando quest’uomo si ritirerà, avremo perso un talento che, forse, non rivedremo mai più. Per il momento, comunque, abbiamo ancora la fortuna di goderci un autentico fenomeno, che continua a ricevere incetti di premi.

JAMES SULLE FINALS 2016: ANCHE IL RICONOSCIMENTO DI “ATLETA DELL’ANNO”

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Cleveland at Quicken Loans Arena
LeBron James, Los Angeles Lakers vs Cleveland at Quicken Loans Arena (Tony Dejak, AP Photo)

Per la terza volta consecutiva, infatti, the Chosen One è stato selezionato come “Atleta maschile dell’anno” dall’Associated Press. Nell’anno 2018, infatti, James ha sicuramente collezionato numerosissime soddisfazioni personali, sia a livello sportivo che umano. In quest’ultimo senso, infatti, va collocata l’apertura della scuola “I Promise”, istituto scolastico creato appositamente per i bambini disagiati della città di Akron.

L’ex Miami Heat ha commentato anche questo riconoscimento, esprimendo la sua grande soddisfazione.

Lo descriverei come un successo davvero importante per me. Sono davvero orgoglioso di essere stato in grado di ispirare così tante persone in tutto il mondo, da Pechino a Parigi. E’ sempre stato questo il mio obiettivo, far pensare a tutti che possono essere molto di più di quello che sono ora.

L’asso dei Lakers ha ricevuto 78 voti, battendo la concorrenza di altri sportivi americani, quali Mookie Betts dei Boston Red Sox e Alex Ovechin dei Washington Capitals. E’ diventato il terzo uomo a vincere per almeno 3 volte tale prezioso premio, insieme a Tiger Woods (1997, 1999, 2000, 2006), Michael Jordan (1991, 1992 e 1993) e Lance Armstrong, i cui riconoscimenti sono stati però revocati al seguito dello scandalo doping che lo hanno visto coinvolto.