Tra i tanti giocatori ad aver speso parte della loro off-season allenandosi con Carmelo Anthony c’è Kyle Kuzma dei Los Angeles Lakers. L’ala giallo viola si prepara ora ai Mondiali con la nazionale USA, e non ha dubbi: Melo è ancora uno da NBA.
“Allenarsi con Carmelo Anthony è stato fantastico” Così il talento dei Lakers a Arash Markazi del LA Times “Melo è uno dei più grandi giocatori di sempre, uno dei più grandi realizzatori, spero di aver appreso tante più cose possibili da lui“.
Carmelo Anthony che è ormai fuori dalla lega dallo scorso novembre, dall’ultima partita disputata con gli Houston Rockets. Di recente, l’ex star di Nuggets e Knicks ha rotto il silenzio, dicendosi stupito che nessuna squadra non si sia fatta avanti per lui. Questione che ha dell’incredibile anche per Kuzma: “Ancora oggi Anthony è superiore a metà dei giocatori NBA, non c’è dubbio. Che sia senza squadra è incredibile, tutti gli attacchi gratuiti che ha ricevuto, non li ho proprio compresi… forse è solo il modo in cui va il mondo oggi“.
Kyle Kuzma has been working out with Carmelo Anthony and believes he should be in the NBA, whether that's with the Lakers or elsewhere. “Melo is easily better than half the league right now. The slander people throw at him is something I don’t understand." https://t.co/MtlwRBlRXb
— Arash Markazi (@ArashMarkazi) August 2, 2019
Le ultime due stagioni e le esperienze fallimentari con Oklahoma City Thunder e Houston Rockets hanno danneggiato forse irreversibilmente la reputazione (sul campo, s’intende) del 9 volte All-Star Anthony. Dichiarazioni orgogliose seppur comprensibili (“non sono un panchinaro, sono uno starter”) non lo hanno aiutato ed hanno al contrario alimentato la sua fama di “realizzatore senz’anima”.
Anthony gode però dell’assoluto rispetto dei suoi colleghi, vecchi e giovani e che tante volte lo hanno affrontato in campo. Kyle Kuzma è sicuramente uno di questi: “Vederlo qui a LA l’anno prossimo sarebbe fantastico. Non spetta a me decidere, Rob Pelinka (il general manager dei Lakers, ndr) ha fatto sinora un gran lavoro e farà ciò che ritiene meglio per la squadra“.
Kuzma parteciperà da lunedì 5 agosto al training camp pre-mondiali di Team USA. Il talento dei Lakers potrebbe essere una delle rivelazioni della competizione in una squadra con tantissime assenze eccellenti ma comunque temibile e favorita d’obbligo: “I Mondiali? Un’opportunità che on potevo lasciarmi scappare. La nazionale me la sono guadagnata, non ero un All-American al liceo, e nemmeno uno dei prospetti migliori, e non prendo pertanto per scontata nemmeno la nazionale… so di tanti giocatori che hanno avuto grandi benefici dal giocare con Team USA, e spero di poter essere uno tra questi“.

Kyle Kuzma ha “studiato” da Carmelo Anthony in estate, ed ora si prepara ai Mondiali FIBA
Kyle Kuzma è stato di fatto l’unico membro del celebrato “young core” dei Los Angeles Lakers a passare le dure selezioni dello scorso anno. Gli ex compagni Lonzo Ball e Brandon Ingram sono volati a New Orleans quale parte principale del pacchetto per Anthony Davis, ed in sede di trattativa è stato proprio quello di Kuzma il nome su cui i Lakers non hanno voluto cedere.
Il prodotto di Utah ha incrementato lo scorso anno i suoi numeri rispetto alla già ottima stagione da rookie: 18.7 punti e 5.5 rimbalzi a partita con il 30.3% al tiro da tre punti (dato nettamente peggiore del 36% del primo anno), fondamentale in cui però il nativo di Flint, Michigan, ha dimostrato maggior fiducia, margini di miglioramento ed un raggio di tiro virtualmente infinito.
La presenza di Anthony Davis e DeMarcus Cousins, oltre naturalmente a quella di LeBron James, aprirà altri spazi per Kuzma, che dovrà guidare assieme a Danny Green la batteria di tiratori dei Los Angeles Lakers. Tra i giocatori interpellati sul potenziale di Kuzma c’è Klay Thompson, che vede nell’ex Utes un possibile suo “emulo”:
“Kuzma è fatto apposta per il gioco di oggi, con la sua abilità di segnare da fuori. E’ un 3 che gioca d 4, dovrà migliorare esecuzione e velocità in situazioni di catch and shoot, soprattutto ora con LeBron e Davis, ma credo che sarà in grado di ritagliarsi il ruolo di terza star della squadra (…) per me giocare con la nazionale pagò tanti dividendi, fu davvero un punto di svolta per me. Se saprà sfruttare l’occasione, lavorare sodo e mettersi la squadra sulle spalle, questo gli darà grandissima fiducia per il futuro, esattamente come successe a me nel 2014“
