Lakers e Celtics a colloquio con i Pelicans per Anthony Davis, trade più vicina

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I Boston Celtics ed i Los Angeles Lakers a colloquio con i New Orleans Pelicans per Anthony Davis, come riportato da Adrian Wojnarowksi, Ramona Shelbourne, Brian Windhorst e Zach Lowe di ESPN.

L’obiettivo dei Pelicans è quello di ottenere quanti più asset possibili, se necessario ricorrendo ad una trade che coinvolga più di due team, come riportato nei giorni scorsi. I Lakers avrebbero proposto a David Griffin, presidente dei Pels, la loro quarta scelta assoluta al draft NBA 2019.

Per i Boston Celtics, l’arrivo di Anthony Davis potrebbe rivelarsi la miglior strategia per trattenere in bianco verde la star Kyrie Irving, dato in questi giorni sempre più lontano da Boston dopo una stagione deludente.

Lakers e Celtics in trattative per Anthony Davis, i Pelicans vogliono Kuzma

Proprio nella giornata di mercoledì, l’agente di Anthony Davis Rich Paul aveva confermato l’intenzione del suo assistito di sondare la free agency nel 2020, anno di scadenza dell’attuale contratto di AD, qualunque sia la squadra cui i Pelicans decideranno di cederlo.

“Non ho idea di dove andrà, e non importa” Così Paul “Perché dovrebbe importarmi? Esploreremo la free agency. Ha un anno di contratto, deve giocare, ma dopo di ciò, posso dirlo: Anthony Davis sarà free agent nel 2020”.

Come riportato da Tania Ganguli del LA Times, uno dei giocatori dei Los Angeles Lakers su cui l’attenzione dei Pelicans sarebbe particolarmente alta è Kyle Kuzma. I Lakers sarebbero però al momento restii a cedere il prodotto di Utah. L’offerta di Rob Pelinka, gm dei giallo-viola, sarebbe imperniata su Lonzo Ball, Brandon Ingram e la quarta scelta assoluta 2019.

In un ulteriore sviluppo di una trattativa sempre più ampia, i New Orleans Pelicans potrebbero girare la scelta dei Lakers ad un terzo team, in cambio di un giocatore di impatto immediato. Al contempo, i Los Angeles Lakers potrebbero “risparmiare” e conservare la loro scelta qualora decidessero di cedere su Kuzma.

I Boston Celtics, dal canto loro, saranno costretti dalla Designated Rookie Extension Rule ad attendere sino al 1 luglio (primo giorno della free agency 2019) per tentare ufficialmente l’assalto a Anthony Davis. Le regole salariali NBA vietano al momento a Boston di avere due “designated players” (Davis e Irving) sotto contratto contemporaneamente.

Lakers, Frank Vogel presenta la squadra su Twitter: “Mi piace studiare piani per il roster”

Frank Vogel, ex Head Coach di Indiana Pacers ed Orlando Magic, è salito in carica sulla panchina dei Los Angeles Lakers lo scorso 12 maggio. Nella giornata del 20 maggio, invece, il nuovo Coach si era presentato a media e tifosi in una conferenza stampa congiunta con Rob Pelinka. Da allora, l’account Twitter della franchigia, che vanta 7,6 milioni di followers, ha caricato diverse video-interviste dell’uomo copertina delle ultime settimane. Ultimo quello pubblicato questa notte, in cui Vogel discute del roster dei Lakers e delle sue potenzialità, in particolare di Lebron James e dei giovani che lo circondano.

Il nuovo allenatore esordisce così nel video, seduto nello spogliatoio dei suoi: “Mi piace davvero tanto studiare il roster e formulare un piano per la stagione”. L’ex vice allenatore dei Philadelphia 76ers procede poi ad analizzare singolarmente alcuni membri del roster. Per primo parla di Kyle Kuzma:

“Kuzma sta assolutamente sorprendendo tutti nei suoi primi due anni nella lega. Era stato selezionato a fine primo round, e c’erano dei dubbi su di lui. Ma ora molte franchigie si stanno dispiacendo per non averlo scelto. E’ un altro membro della squadra che può portare palla, passare, tirare e difendere. Quello che fa in attacco, è veramente speciale per un giocatore al secondo anno. Per lui il cielo è il limite.”

Vogel ha poi speso belle parole per Lonzo Ball:

“E’ uno dei giocatori più unici e particolari che abbia mai studiato. La sua abilità, la forza del suo gioco, sta nella volontà di passare sempre la palla ai compagni, come una patata bollente. E’ semplicemente in linea con come vorrei l’intera squadra giocasse.”

Dopo aver lodato il potenziale fisico e tecnico di Brandon Ingram, ha poi espresso la sua opinione su Josh Hart:

“E’ un giocatore tosto. Come allenatore vuoi sempre giocatori che sappiano portare palla, passarla e tirare, e lui sa fare tutto questo. No ha veri difetti, e sarà molto importante per noi.”

Vogel ha infine parlato di Lebron James, e di come sia diverso allenarlo oggi, piuttosto che qualche anno fa:

“I giocatori come Lebron James crescono durante tutta la sua carriera, questa è la differenza tra il Lebron di oggi e quello del passato. I giocatori come lui sviluppano una saggezza sul campo da basket, dove, per loro, tutto scorre in maniera meno frenetica che per gli altri. E’ evidente. A questo punto della carriera vede le cose accadere prima di chiunque altro. E’ anche migliorato molto al tiro. Dal quel punto di vista è cresciuto moltissimo dai tempi di Miami, e sarà assolutamente in grado di riprendersi dopo l’annata negativa.”

 

Jazz-Lakers: senza LeBron gialloviola sconfitti nello Utah

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Game 75 Recap: Jazz-Lakers

Back-to-back per i Los Angeles Lakers (33-41) che alla Vivint Smart Home Arena affrontano gli Utah Jazz (44-30).

Dopo aver salutato matematicamente i play-off con la sconfitta contro i Nets, i gialloviola – seppur privi di Lonzo Ball, Brandon Ingram e Josh Hart – hanno ritrovato il sorriso battendo allo Staples Center i Kings ed i Wizards.

I mormoni stanno vivendo un buon momento di forma – sette W nelle ultime otto gare – e fanno parte del gruppo che si gioca il quinto seed della Western Conference in meno di una gara di distanza.

Los Angeles Lakers
Los Angeles Lakers (Lakers.com)

Walton deve fare i conti con il roster ridotto all’osso poiché oltre che di Reggie Bullock, Tyson Chandler e Mike Muscala è costretto a fare a meno di LeBron James, tenuto a riposo precauzionale. Il figlio di Bill schiera Rondo, KCP, Lance, Kuz e McGee. Snyder non dispone del solo Dante Exum e risponde con Rubio, Mitchell, Ingles, Favors e Gobert.

Jazz-Lakers, avvio difficile per i californiani

In avvio di partita i lacustri sono imprecisi e, pur alternando tiri dall’arco ad iniziative nel pitturato, non riescono a trovare la via del canestro. A muovere il punteggio ci pensa Kyle Kuzma che realizza tue triple centrali – di tabella – ed un jumper.

Utah mette subito in mostra la sua eccellente esecuzione offensiva e costruisce, complice la difesa californiana, diversi tiri con contestati. Dopo aver segnato dall’arco, Ingles innesca i compagni sotto canestro. Derrick Favors – tre volte – e Gobert producono senza problemi, 10-14 con 7’32” da giocare nel quarto.

Dopo il timeout, coach Luke Walton inserisce i two-way player Caruso e Williams, salvo essere poi costretto a rimettere quasi subito McGee vista la disparità di cm tra Gobert e JWIII.

Non va meglio la difesa sugli esterni, Rubio spende subito la Rondo-Card e segna indisturbato nel pitturato, lo spagnolo poi assiste il lungo francese e non sbaglia dalla lunetta. I gialloviola segnano dall’arco con Caruso e RR9, risponde Crowder. 18-23 con 3’40” sul cronometro.

Gobzilla continua ad agire indisturbato sotto le plance e gli Jazz allungano grazie anche alla tripla di Kyle Korver, i Lakers segnano con il solo Kuz fino alla tripla…

…di Alex Caruso che chiude la frazione, 25-32.

Sedici punti concessi nel pitturato, 30% scarso al tiro. Facile prevedere altri trentasei minuti di sofferenza.

Jazz-Lakers, L.A. soffre ma resta a contatto

Bonga (e poi Machado), Caruso, Lance, Moe e Williams la lineup scelta da Walton dopo il mini-break. Le terze linee lacustri pur soffrendo in difesa Favors, in attacco sfruttano la reciproca conoscenza maturata in G League e riescono a mantenere immutate le distanze.

Bonga segna un floater, Caruso realizza in penetrazione mentre Moe Wagner dopo un tap-in completa un gioco da tre punti, 36-44 ad 8’20” dall’intervallo lungo.

Il rookie tedesco segna anche dalla lunga distanza e resta in campo al rientro degli starter. Rondo e McGee non trovano la via del canestro così i mormoni allungano con la tripla di Thabo Sefolosha, 40-49 a 4’25” dalla fine del tempo.

I gialloviola provano a restare in partita, Kuzma segna dalla lunetta e col jumper mentre KCP colpisce dall’arco e realizza un libero per un tecnico ad Ingles, 48-53 e timeout per coach Quin Snyder.

Al rientro l’australiano segna dall’arco ed in penetrazione, risponde Lance Stephenson dall’angolo e dalla lunetta. La gara sembra destinata a raggiungere l’intervallo quasi assopita, ma a scuotere l’Arena ci pensa Donovan Mitchell con la monster dunk che chiude il tempo, 53-60.

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint Smart Home Arena
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint Smart Home Arena (Lakers.com)

L.A. continua a tirare male (35%) anche perché non riesce a spingere – nessun punto in transizione – e soffre nel pitturato. La franchigia di Salt Lake City pare giocare in ciabatte ed in attacco gira la palla che un piacere, 20 assist su 24 canestri realizzati nei primi ventiquattro minuti.

Jazz-Lakers, Utah domina nel pitturato ed allunga

La seconda parte di gara dei lacustri non inizia nel migliore dei modi: Rondo, Kuz e KCP sbagliano dall’arco consentendo ai Jazz di ripartire e giocare il pick-and-roll chiuso da due easy dunk di Rudy Gobert. 53-67 dopo neppure tre minuti di gioco, inevitabile timeout per Walton.

KCP interrompe il digiuno e Lance dopo aver segnato dalla media assiste due volte JaVale McGee, ma la difesa dei Lakers continua a fare acqua da tutte le parti. Favors imperversa nel pitturato, vengono commessi falli a ripetizione ed i mormoni sono liberi di spingere la transizione.

Dopo avere alzato un alley-oop a Mitchell, Ricky Rubio si mette in proprio e segna due liberi ed in penetrazione. 63-83 con poco più di quattro minuti da giocare nel quarto.

Due canestri di Kuzma ed i liberi di Wagner riducono lo svantaggio, prima del layup di Raul Neto ed il libero dello stesso Kuz che chiudono la frazione, 71-87.

Jazz-Lakers, South Bay in evidenza

Gli ultimi dodici minuti della gara iniziano nel segno della South Bay Connection: Scott Machado alza l’alley-oop…

…per Caruso che ricambia servendo due volte Johnathan Williams. Dopo la tripla ed i liberi di Jae Crowder tocca al fresco NBA G League Player of the Week segnare in sottomano. 79-93 dopo tre minuti di gioco.

L’intensità della gara è inevitabilmente calata, Favors e Gobert raggiungono quota 20 e concedono spazio a McGee che, oltre a segnare dalla media, schiaccia due volte servito da Machado. 88-103 a 5’34” dalla fine della gara.

I due centri si scambiano ancora un paio di affondate, mentre Joe Ingles segna la tripla del +22 dopo la quale Snyder svuola finalmente la panchina. I tifosi Jazz non approvano, dato che a Slow Mo Joe manca solo un rimbalzo per raggiungere la tripla doppia. Il We want Joe che si alza dagli spalti non è sufficiente a far cambiare idea al coach dei Jazz.

Una transizione seguita da una tripla di Machado ed un gioco tra tre punti di Wagner chiudono la gara, 100-115.

Jazz-Lakers, lacustri male al tiro

Con le rotazioni ridotte al minimo, naturale che tocchi a Kuzma farsi carico delle maggiori responsabilità offensive. Kyle chiude con 21 punti (8/18 al tiro, 2/7 da tre), 2 rimbalzi ed altrettante stoppate.

Meno efficace rispetto alle ultime uscite McGee che ha sofferto la caratura della frontline dei Jazz. Per JaVale 16+13 con 2 stoppate e 7/15 dal campo.

Polveri bagnate per KCP (7+4 con 2/9) e Lance (10+2+5, 3/11) che quanto meno in grado di innescare i compagni. Riesce a fare peggio Rondo (3+5+6 con 1/11 al tiro).

Tanta energia dalla panca per Caruso (13 punti, 4 assist e 2/4 dal campo), Williams (8+6, 2 recuperi e 2/6 dalla lunetta), Wagner (13+4, 4/9 al tiro). Tanti minuti anche per Machado (7+3) e Bonga (2+3+1).

Rajon Rondo and Luke Walton, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint Smart Home Arena
Rajon Rondo and Luke Walton, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint Smart Home Arena (Rick Bowmer, AP Photo)

Per i Jazz il top scorer è Gobert (22+11+3, 9/12) che con Favors (20+6, 9/13) ha dominato il pitturato. Sfiorala tripla doppia Ingles (11+9+14 con tre triple). Turno quasi di riposo per Mitchell (11+4+4) resosi comunque autore di giocate spettacolari. In doppia cifra anche Rubio (10+5+8), Crowder (16+6+2) e Sefolosha (11+4).

Box Score su NBA.com

Jazz-Lakers, ancora una stagione negativa per i californiani

-7. Nell’arco di due settimane si chiuderà la stagione lacustre, la sesta consecutiva con un record perdente.

Poco o nulla da dire sulla gara, troppa la differenza in primis nelle motivazioni e poi nella qualità a disposizione dei due coach, come confermato da Kuzma al termine della gara:

<La cose è semplice: loro sono una grande squadra, che giocano insieme da tanti anni. Questi ragazzi sanno come giocare insieme.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 3:30 italiane – tra Venerdì 29 e Sabato 30 Marzo per affrontare allo Staples Center gli Charlotte Hornets.

Lakers-Kings: tornano al successo i gialloviola, tripla doppia per LeBron

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center

Game 72 Recap: +Lakers-Kings

Quarto ed ultimo episodio della serie stagionale tra Los Angeles Lakers (31-41) e Sacramento Kings (36-36).

I gialloviola, reduci dalla sconfitta con i Nets che ha sancito la matematica eliminazione dai Play Off, hanno vinto solo una delle ultime undici gare disputate e non vedono l’ora di mettersi alle spalle questa disastrosa stagione.

Sacto è alla ricerca di una vittoria che possa tenere in vita le flebili speranze di agguantare l’ottavo seed della Western Conference, al momento a sei partite di distacco.

Lacustri ovviamente decimati dagli infortuni: Walton deve rinunciare – oltre che a Lonzo Ball e Brandon Ingram – a Josh Hart, Reggie Bullock e Mike Muscala. Torna disponibile Stephenson mentre Scott Machado ha sostituito Andre Ingram tra gli arruolabili.

Il figlio di Bill schiera Rondo, KCP, LBJ, Kuz e McGee mentre Joerger – che non dispone del solo Harry Giles III – risponde con Fox, Hield, Barnes, Bjelica e WCS.

Lakers-Kings, tanti errori al tiro

Nei primi minuti della gara Sacramento prova ad imporre un ritmo elevatissimo, L.A. non si tira indietro e rispolvera il PACE elevato visto nella prima parte di stagione.

Fox e Barnes rispondono alla tripla di KCP, mentre McGee e WCS duellano sotto canestro. LeBron prova ad essere incisivo fin da subito e dopo una…

…schiacciata segna anche dalla media. 13-12 con 6’42” da giocare nel quarto.

La sfida vive un momento caratterizzato dagli errori di entrambe le squadre, che tirano abbondantemente al disotto del 40% dal campo. I lacustri tirano meno peggio ma perdono (5) banali palloni a ripetizione. Walton e Joerger mischiano le carte schierano le seconde linee insieme ad un titolare (Rondo e Barnes).

Tra le miriadi di errori i gialloviola muovono il punteggio con le triple di Pope e Kuzma, mentre i Kings producono con il solo Bagley III, a segno dall’arco e nel pitturato.

22-20 il punteggio al termine della prima frazione. 39.1% dal campo con 7 perse (per 9 punti concessi) per i californiani, 27.6% al tiro per Sacto: il riassunto numerico di dodici, brutti, minuti di gioco.

Lakers-Kings, si rivede Born Ready 🎸

L.A. parte forte nel 2Q: il redivivo Stephenson assiste alla sua maniera JaVale McGee, che nel possesso successivo genera due seconde opportunità chiuse dalla tripla di James.

Nonostante l’immediato timeout chiesto da coach Dave Joerger, Sacramento continua a perdere palloni alimentando la transizione dei gialloviola, condotta da LBJ e chiusa dalle schiacciate del lungo ex Warriors e da Born Ready.

Bogdanovic interrompe il parziale lacustre segnando un libero e nel pitturato. 31-23 ad 8’27” dalla fine del tempo.

L’attacco californiano perde di efficacia, Kuzma e Caruso non trovano la via del canestro. Ferrell riduce le distanze, Hield pareggia dall’arco e – complici una serie di errori di LeBron – MGIII trova il sorpasso Kings. A fermare il contro-parziale (2-15) degli ospiti è Lance Stephenson che pareggia a quota 35 a poco più di cinque minuti dall’intervallo lungo.

Rondo segna il primo canestro della gara da oltre i 7.25, risponde Buddy Hield con la sua terza tripla. Lance attacca il pitturato con successo, mentre De’Aaron Fox prima serve Bagley III poi realizza il jumper dalla media, 44-45 con 1’43” sul cronometro.

Dopo i liberi di KCP e Barnes, WCS e Caruso segnano i canestri che chiudono il tempo: 48-49.

Lakers-Kings, Kuzma on fire 🔥

Come nel periodo precedente, i gialloviola partono forte: Kentavious Caldwell-Pope dopo aver alzato l’alley-oop chiuso da McGee segna ancora dall’arco, imitato poi da James. 8-0 ed inevitabile timeout Kings.

La sospensione non giova a Fox e compagni che continuano a sbagliare, mentre i lacustri spingono ancora. Dopo un difficile primo tempo (3/10 dal campo) Kuzma completa un gioco da tre punti. LeBron segna ancora da tre prima della risposta di Hield che interrompe il digiuno dei suoi. 62-52 ad 8’52” dalla fine del quarto.

A trarre beneficio dalle transizioni è ancora Kyle Kuzma, che segna due liberi, un layup e due triple respingendo il rientro di Sacramento, 77-62 con 5’46” sul cronometro.

Sacto alterna buone giocate, soprattutto nel pitturato, a scelte a dir poco discutibili oltre a coprire per niente o quasi le ripartenze veloci dei Lakers. LeBron prima schiaccia poi serve ancora Kuz, risponde la seconda scelta dell’ultimo Draft che sale a quota 18.

A ridurre le distanze è Nemanja Bjelica abile a correggere gli errori dei compagni ma il rientro dei Kings viene stoppato dallo scatenano Kuzma che realizza altre due triple, 87-72 con 1’43” da giocare.

Il quinto fallo di Rondo consente l’esordio stagionale di Scott Machado, mentre due liberi ed una tripla di Yogi Ferrell fissano il punteggio prima dell’ultima pausa, 87-77.

Nella frazione, 21 con 7/8 al tiro e quattro triple 🏀🏀🏀 per lo scatenato Kuzma.

Lakers-Kings, LeBron infallibile dalla lunetta

Dopo la prestazione monstre contro i Nets, McGee continua a giocare a buoni livelli. Il bicampione NBA prima converte l’and-one, poi segna un bel gancio in movimento. Sacramento non molla e resta a contatto con le triple di Bogdanovic ed Harrison Barnes. 94-85 dopo tre minuti di gioco, timeout per coach Luke Walton.

Joerger sceglie la via small con Marvin Bagley III unico lungo. Scelta vincente, perché il rookie dopo aver sofferto contro LBJ sfrutta la maggiore mobilità rispetto a McGee per segnare dalla media e dall’arco. Con le giocate del prodotto di Duke e di Bogdan Bogdanovic i Kings annullano quasi del tutto lo svantaggio, 98-96 con 6’09” da giocare.

Al rientro in campo il serbo commette un paio di errori – un libero, una persa – consentendo ai Lakers di allungare con Alex Caruso, che non sbaglia dalla lunetta ed in transizione.

McGee nega la via del canestro a Bagley con la quinta stoppata della sua gara, consentendo a LeBron James di catturare il rimbalzo che certifica la tripla doppia.

Il quattro volte MVP attacca il ferro e realizza i due liberi, salvo poi gestire i due possessi successivi al limite dei 24” senza ottenere nulla. 104-101 con 1’17” sul cronometro.

BB8 e Kuz sbagliano dall’arco, LeBron lotta a rimbalzo guadagnandosi i liberi del +5 a -37.5”.

Barnes ed Hield non trovano la tripla ma i Lakers concedono due volte il rimbalzo offensivo a MBIII che trova Bogdanovic che questa volta non sbaglia, -2 con 16.6″ sul cronometro e fallo immediato su James.

L’ex Cavs ed Heat è freddo e dopo un’incredibile infrazione dei cinque secondi sulla rimessa dei Kings realizza altri due liberi che di fatto chiudono la gara. Il layup di Hield ed il libero di Kuzma fissano il punteggio finale, 111-106.

Lakers-Kings, 29 per LeBron e Kuzma

Come contro i Nets, con la partita in bilico LeBron è rimasto in campo più di quanto programmato. James chiude la gara con l’ottava tripla doppia (29+11+11) della stagione, compensando la non brillante serata al tiro (9/22) realizzando otto liberi senza errori negli ultimi 2’32” di gioco.

Terzo quarto da favola per Kuzma, in ombra per quasi tutto il resto della gara. Kyle torna quello di sempre, cercando in primis la via del canestro e poi i compagni. Kuz chiude con 29+6+2, 10/22 dal campo e 5/14 da tre.

McGee (17+14 con 5 stoppate ed 8/8 al tiro) conferma di aver ritrovato lo stato di forma di inizio stagione (17.6 punti, 13 rimbalzi e 3.4 stoppate con il 68.9% dal campo).

Quattro triple per KCP (16+7+4, 5/14 al tiro) mentre Rondo (3+5+9) è stato meno dannoso rispetto alle ultime gare. Solita dose di energia dalla panca per Caruso (6+2 con 2/6 al tiro). Si rivede Lance (8+7+3), pochi minuti per Wagner e Machado.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center
Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center (Marcio Jose Sanchez, AP Photo)

Migliore dei suoi Bagley III (25+11 con 10/19 dal campo e 2/3 dall’arco). Cinque triple per Hield (18+6+3, 6/21 al tiro), impreciso Fox (9+6+4, 3/16). Bene Bogdanovic dalla panca (17 con 6/12), doppia cifra anche per Barnes (10) e WCS (10+9).

Box Score su NBA.com

Lakers-Kings, Walton felice per il successo

-9. A prescindere dal successo conseguito, una gara in meno verso la conclusione di una stagione che deve quanto prima essere messe alle spalle e dalla quale bisognerà trarre insegnamento per quella successiva.

Ovviamente felice per la vittoria Walton, sul cui futuro nelle ore prima della partita si è scagliata l’ombra di Jason Kidd.

Felice che i nostri ragazzi abbiamo riassaporato il sapore della vittoria. Era trascorso troppo tempo dall’ultima volta.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 3:30 italiane – tra Martedì 26 e Mercoledì 27 Marzo per affrontare allo Staples Center i Washington Wizards.

Trae Young Rookie dell’anno? Donovan Mitchell e Kyle Kuzma non hanno dubbi

Trae Young ha aumentato i giri del motore con l'anno nuovo con prestazioni da urlo

Nella notte Trae Young, forte candidato a Rookie dell’anno, ha messo a referto un’altra ottima prestazione, portando i suoi Atlanta Hawks alla vittoria contro i Philadelphia 76ers, per 127-129, con un tiro sulla sirena finale.

La giovane guardia, prodotto del College di Oklahoma, ha fatto registrare 32 punti e 11 assist, facendo muovere la retina da oltre l’arco dei tre punti in 4 occasioni su 9 tentate.

Questo risultato è solo il culmine di un crescendo continuo che ha coinvolto il numero 11 da inizio stagione ad oggi. Nei primi due mesi si era limitato a 15 punti a partita, con il 24% da tre punti.

Da Febbraio ad oggi invece sembra aver messo il turbo: 23 punti, 4 rimbalzi e 9 assist di media, conditi dal 40% da tre. Young sta facendo cose straordinarie per la sua squadra e per sé, riaprendo una corsa per il Rookie dell’anno che sembrava chiusa, in favore di Luka Doncic.

Rookie dell’anno: Trae Young si sta facendo notare

Dal momento in cui si è dichiarato per il Draft, Young è stato paragonato a Stephen Curry: prodotto di un College minore e abile tiratore da lontanissimo. Ma questo non è stato l’unico paragone con cui ha dovuto convivere.

Nella notte del Draft 2018, infatti, i Dallas Mavericks, che l’avevano scelto con il Pick numero 5, l’hanno girato agli Hawks insieme alla loro prima scelta 2019 in cambio del Pick numero 3 dello stesso Draft: Luka Doncic.

Non si è trattato certo di una situazione facile: oltre alle pressioni di routine che investono i giovani rookie che entrano nella NBAYoung ha dovuto giocare con l’ombra del due volte MVP di Golden State e di un giocatore come Doncic, già MVP Eurolega e più pronto ad ambienti professionistici.

I due giovani saranno sempre ed inevitabilmente messi a confronto durante le loro carriere.

A partire della lotta per il titolo di Rookie dell’anno 2019, che li vede già l’uno contro l’altro. E se fino a qualche mese fa lo sloveno dei Mavs sembrava protagonista assoluto, le ultime uscite di Young stanno creando un nuovo caso di incertezza intorno al premio.

Diversi giocatori NBA si stanno schierando con il playmaker di Atlanta, come Donovan Mitchell, fresco di ROY 2018 sfumato per mano di Ben Simmons.

O anche Kyle Kuzma, al secondo anno di NBA come la guardia degli Utah Jazz.

Non sono i primi a schierarsi così apertamente. Nick Young, che ormai sembrerebbe essere un ex giocatore NBA, si era già dichiarato sostenitore della causa di Young, seppur riconoscendo le abilità di Doncic.

I due giovani arriveranno probabilmente appaiati alla corsa finale al premio, e, senza dubbio, chiunque lo dovesse vincere, daranno grande spettacolo nella Lega per molti anni da oggi.

 

Kobe Bryant: “Giusto scambiare Ball, Ingram e Kuzma per Davis”

Secondo Kobe Bryant i Lakers dovrebbero scambiare il loro nucleo giovane per arrivare ad Anthony Davis. Senza peli sulla lingue il Black Mamba che “demolisce” di fatto il progetto giallo-viola di puntare sui vari Lonzo Ball, Brandon Ingram e Kyle Kuzma in questi anni per svilupparli al meglio ed essere il futuro della franchigia.

Qualcosa in questo senso, tuttavia, si era già visto quando Magic e Pelinka provarono a portare il lungo dei Pelicans qui a Los Angeles mettendo di fatto sulla bilancia tantissimi giocatori, compresi, in una specifica offerta, anche questi 3.

Kobe Bryant sicuro: “Se puoi prendere Davis… “

“Kuzma, Lonzo, Ingram… questi 3 sono migliori di Anthony Davis? No! Ciao! Davis è uno dei migliori giocatori al mondo. Di cosa stiamo parlando? Se puoi fare trading per arrivare a lui lo fai sennò rimani con tre giocatori molto giovani che lavorano sodo, sono intelligenti ma devono ancora svilupparsi, vero, ma Anthony Davis è qualcosa di superiore”, le parole di Bryant a AS.com.

Le voci di un possibile approdo di Davis ad LA sono state infinite anche dopo la scadenza della trade deadline del 7 febbraio. Indipendentemente da come finirà, questa sarà la saga più drammatica della storia della NBA dal 2010, l’anno della famosa “The Decision” di LeBron James. In caso di arrivo di The Brow ai Lakers quella con James sarà sicuramente la coppia più forte vista in California da quando Kobe Bryant e Shaquille O’Neal hanno portato i giallo-viola alla conquista di 4 titoli della Western Conference e a 3 titoli NBA.

L’ex Lakers sa benissimo di quanto una coppia del genere potrebbe spostare gli equilibri nella Lega, avendo vinto sia con Shaq ma anche con Pau Gasol e dunque la sua posizione ha senso. La domanda è: riusciranno Magic e Pelinka a convincere a portare Davis da LeBron?

 

 

 

 

 

Knicks-Lakers: i gialloviola crollano, Hezonja stoppa LeBron

LeBron James and Mario Hezonja, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Seth Wenig, AP Photo)

Game 70 Recap: Knicks-Lakers

Il consueto matinée domenicale prevede al Madison Square Garden la sfida tra Los Angeles Lakers (31-38) e New York Knicks (13-56), quarta tappa del road trip lacustre sulla East Coast. Californiani e newyorchesi non hanno più nulla da chiedere alla stagione in corso e sono da tempo proiettati alla prossima, in particolare alla lottery – in ottica draft – ed alla free agency.

Rispetto alla gara, persa, contro i Pistons i gialloviola recuperano LeBron ed Hart. Fuori Lonzo Ball, Stephenson, Chandler e Brandon Ingram. Quest’ultimo ieri è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e pare verosimile il suo ritorno in campo per la prossima stagione.

Grazie al filotto di otto sconfitte consecutive, New York – già vittoriosa nella gara dello Staples Center – ha quasi raggiunto la matematica certezza di conquistare uno dei tre peggiori seed della Lega, ovvero quelli con le maggiori chance di vincere la lotteria e puntare jackpot Zion.

Walton schiera Rondo, Bullock, LBJ, Kuz e McGee. Fizdale – privo di Dennis Smith Jr., Vonleh e Ntilikina – risponde con Mudiay, Dotson, Knox, Hezonja e Jordan.

Knicks-Lakers, Dotson & Know on fire

Il primo canestro della gara è un jumper di LeBron, ma dopo uno scambio di schiacciate tra DAJ e McGee tocca a Dameyean Dotson (21.7 punti nelle ultime tre gare) usufruire del bonus Rondo. Il nativo di Houston sfrutta la consueta, rivedibile, difesa dell’ex Celtics e Pelicans per segnare tre volte. 4-11 e timeout per coach Luke Walton dopo neppure tre minuti di gioco.

Al rientro in campo i lacustri trovano subito la parità grazie alla tripla di Bullock ed a due canestri di JaVale McGee. Dopo un paio di possessi sciupati banalmente da entrambe le squadre, Hezonja e James segnano dalla lunetta e dal campo, 17 pari a metà quarto.

I Knicks continuano a segnare con una facilità disarmante (75% al tiro), Knox e Mudiay trovano la via del canestro praticamente senza nessuna opposizione. I gialloviola restano a contatto grazie al subito positivo Moe Wagner che dopo aver segnato da tre…

…schiaccia l’assist di Hart.

L’attacco dei Lakers si ferma mentre in difesa i californiani non riescono a contenere le scorribande di Dootson e Kevin Knox. Le triple della nona scelta dell’ultimo draft fissano il punteggio alla fine del quarto, 30-41.

Tredici punti a testa (11/13 dal campo) per il duo di New York (72.7% dal campo), abile a sfruttare gli spazi concessi.

Knicks-Lakers, LeBron ricuce lo strappo

LBJ – con Caruso, KCP, Hart e Williams – prova a riportare sotto i suoi. Dopo aver segnato due liberi, LeBron prima pesca JWIII con un no-look, poi lancia Hart ed infine…

…schiaccia in transizione 40-45 a nove minuti dall’intervallo. Il quattro volte MVP continua a produrre – nonostante un wedgie dall’arco – e realizza altri cinque punti.

I gialloviola tornano sotto perché le percentuali di New York sono lontanissime da quelle della prima frazione. A muovere il punteggio dei Knicks ci pensa Jordan, schiacciando un putback dopo l’ennesimo errore dei compagni. 45-49 a 5’41” dalla fine del tempo.

I Lakers completano la rimonta e trovano il sorpasso grazie alla tripla di Caruso ed al gioco da tre punti di KCP.

Dopo aver assistito gli ultimi due compagni a segno, Kyle Kuzma si mette in proprio segnando tre canestri oltre ad alzare l’alley-oop per McGee…

…che schiaccia il +4.

I lacustri pasticciano per qualche possesso e consentono alla franchigia della Grande Mela di rientrare grazie alle iniziative di Emmanuel Mudiay – che realizza sei liberi oltre un jumper – ed Hezonja.

Kuzma serve due volte Reggie Bullock, che fissa il punteggio all’intervallo lungo: 66-63.

Knicks-Lakers, prosegue l’equilibrio

La guardia ex Pistons segna subito in avvio del secondo tempo, risponde ancora uno volta Mudiay che segna dall’arco ed assiste la schiacciata di Jordan.

LeBron e Kuz guidano l’attacco lacustre e tengono testa allo scatenato E-Man, ancora a segno con tre liberi ed una tripla. 78-77 dopo poco meno di cinque minuti nel quarto.

La partita non vive il suo momento migliore, gli attacchi vivono di sole iso ed le due avversarie alternano quale – rara – discreta giocata ad alcune perse (già 16 quelle di NY) a dir poco scolastiche.

Dotson segna ancora da oltre i 7.25 mentre Bullock è più efficace con il catch-and-shoot dal mid range piuttosto che dal perimetro. James & Kuzma…

…tengono avanti i gialloviola, i Knicks restano in scia grazie ai canestri di DeAndre Jordan ed Hezonja, 90-86 a 2’47” dalla fine del quarto.

I liberi di Caruso e Kuzma e le triple di Dotson e Lance Thomas chiudono la frazione, 96-94.

Knicks-Lakers, LeBron e compagni sbagliano tutto nel finale

L’ultimo periodo inizia nel segno dei due two-way player lacustri: Caruso ci mette tanta energia in difesa – subisce anche un flagrant one di Trier – mentre Johnathan Williams è attivo sotto canestro. Il lungo corregge un errore di LBJ prima di schiacciare in transizione – completando anche il gioco da tre punti – e segnare ancora imbeccato dallo stesso Alex.

Dopo il jumper e la tripla di Kadeem Allen, i Lakers allungano con KCP ed ancora Alex Caruso, che recupera un possesso e schiaccia in contropiede, 112-105 con 7’10” da giocare.

Il vantaggio gialloviola raggiunge la doppia cifra grazie a LeBron James, che prima segna subendo il fallo e poi schiaccia…

…in transizione. Dopo i canestri di Knox e Mudiay, LeBron assiste la tripla di Kentavious Caldwell-Pope e segna il canestro del 122-111 a 3’45” dalla termine.

La gara però, non è finita. La franchigia della Big Apple capitalizza una persa di Kuzma ed un errore dall’arco di KCP con il canestro di Dotson e Mario Hezonja. James sbaglia da tre, Jordan è freddo dalla lunetta: 123-120 con 65” secondi dal cronometro.

L’ex Clippers e Mavs stoppa LBJ ed in transizione ancora Dotson segna il meno uno. Il quattro volte MVP non trova la via del canestro, Mudiay segna i liberi del sorpasso a 22.3″ dalla sirena.

1-13 il parziale degli ultimi tre minuti. LeBron nonostante i tre errori precedenti, frutto di brutte iso, si prende l’ultimo tiro…

…subendo la stoppata di Hezonja sulla sirena, 123-124 il finale e Lakers che subiscono lo sweep stagionale dai Knicks.

Knicks-Lakers, 33 per LeBron

James chiude con 33 punti (11/26 dal campo, 0/6 dall’arco ed 11/13 ai liberi), 6 rimbalzi ed 8 assist in 35 minuti di gioco. Sul quattro volte MVP pesano però gli errori e le scelte degli ultimi possessi, che di fatto sono costati la vittoria ai lacustri.

Dopo i 10 assist della gara precedente, Kuzma si ripete smazzando 8 assist. Kyle chiude con 18 punti (8/14) senza catturare rimbalzi oltre che registrare il peggior Def Rating (-23.3) e +/- (-17) della gara.

Meglio delle ultime uscite Bullock (14, 6/10), discreto McGee (12+7, 6/10). Ancora male Rondo (3+5+5, -11 di +/-), che non vede il campo nell’ultimo quarto.

Buone prove per Caruso (12+3+2 con cinque recuperi e tre stoppate) e Williams (12+7), mentre Hart (1/5) e KCP (4/11) sono troppo imprecisi. Ancora troppo pochi (meno di cinque) i minuti concessi a Wagner.

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Nathaniel S. Butler, NBAE via Getty Images)

Top scorer della squadra di coach David Fizdale Mudiay (28+2+8, 8/11 dal campo) e Dotson (25). Buone prove anche per Knox (19+6 con tre triple) ed Hezonja (17+8, 8/8 ai liberi). 15 punti, 17 rimbalzi e 7 assist per DeAndre Jordan.

Box Score su NBA.com

Knicks-Lakers, sconfitta buona per la lottery

Concedendo la seconda – su quattordici… – vittoria stagionale a New York, L.A. consolida la propria posizione in vista del prossimo draft, ovviamente unico aspetto positivo di una gara che in altri momenti sarebbe definita disastrosa.

Lacustri che dopo aver toccato il +11 a poco più di tre minuti dalla fine, hanno completamente mollato, come riconosciuto a fine gara da Walton:

<Non è solo l’ultima giocata di LeBron ma la capacità di chiudere le partite una volta che hai costruito il vantaggio. Abbiamo alzato il piede dall’accelaratore.>

Dal canto suo James non può che rendere merito ad Hezonja per l’ultima giocata:

<Poco da dire, gran difesa di Mario. Tutto qua.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Martedì 19 e Mercoledì 20 Marzo per affrontare al Fiserv Forum i Milwaukee Bucks.

Pistons-Lakers: senza LeBron inevitabile sconfitta per i gialloviola

JaVale McGee and Andre Drummond, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena

Game 69 Recap: Pistons-Lakers

Il road trip dei Los Angeles Lakers (31-37) – dopo il successo di Chicago e la sconfitta di Toronto – prosegue alla Little Caesars Arena, casa dei Detroit Pistons (34-33).

Tante cose sono cambiate rispetto alla gara di Gennaio dello Staples Center: i lacustri vinsero trascinati dallo scatenato Kuzma (41, nuovo career high) restando in zona play-off nonostante l’assenza di LeBron. Al contrario, la franchigia del Michigan ha vinto diciassette delle successive ventotto partite, risalendo fino ad insidiare il sesto seed nella EC occupato dai Nets.

Il finale di stagione gialloviola assomiglia sempre di più ad un bollettino di guerra: oltre ai lungodegenti Lonzo BallBrandon Ingram, Walton deve rinunciare anche a LeBron James – niente back-to-back onde evitare sorprese -, Josh Hart ed agli acciaccati Stephenson e Chandler.

Con il roster in versione South Bay, scelte obbligate per il figlio di Bill che schiera Rondo, Bullock, Kuzma, Muscala e McGee. Nessun problema per Casey che risponde con Jackson, Ellington, Brown, Griffin e Drummond.

Pistons-Lakers, dodici minuti di confusione

L’avvio della gara non è adatto ai deboli di stomaco. I lacustri si affidano alle iso di Rondo e Kuzma ed a qualche sporadico scarico convertito da McGee. Detroit affida il pallone nelle mani di Griffin, che segna due triple ma è inefficace nel pitturato.

Entrambe le squadre faticano a costruire buoni tiri e le percentuali – ed il punteggio – al primo timeout sono emblematiche: 9/24 dal campo combinato, 10-11 il parziale con 6’31” da giocare nel quarto.

I californiani provano a raddoppiare Griffin, scelta tanto scellerata quanto mal eseguita dato che JaVale commette tre falli in un amen, venendo sostituito da Wagner. Non va meglio in attacco, dove Bullock sbaglia due volte dall’arco e perde tre possessi, inevitabile l’ingresso dell’altro ex Pistons, KCP.

I Lakers muovo il punteggio grazie ad un paio di drive & dish chiusi da Kuzma ed il neo entrato Williams, ma l’attacco continua ad essere confusionario. Dopo una transizione sprecata, KCP risponde alla tripla di Thon Maker, 19-23 a meno di un minuto dalla fine della frazione.

Moe e Williams quantomeno ci provano e si procurano tre viaggi in lunetta (4/6), prima del jumper di Galloway che chiude il quarto, 22-27.

16.7% dall’arco e sei perse per L.A., 35.7% dal campo per Motor City.

Pistons-Lakers, gli attacchi latitano

Walton riparte con Caruso, Bonga, KCP, Moose e JWIII e per l’occasione coach Dwane Casey riporta alla luce i resti del due volte Campione NBA Zaza Pachulia. Il georgiano stoppa subito – di petto – Williams prima di atterrare Alex Caruso.

Il two-way player, reduce dal career high contro i Raptors, è tra i pochi positivi e prova ad attaccare il pitturato oltre a segnare l’unico canestro – da oltre i 7.25 – del quarto dei Lakers. Non che facciano meglio i Pistons, a segno solo due volte con Langston Galloway. 27-32 a 6’52” dall’intervallo lungo.

Rientrano gli starter ed i gialloviola trovano il vantaggio grazie a JaVale McGee – a segno due volte – e Kuzma.

L’ex Warriors poi stoppa Griffin ed in transizione corregge l’errore di Kyle, 35-32.

Il parziale lacustre viene fermato da Galloway, a segno due volte dall’arco, rispondono gli ex Bullock e Pope, parità a quota 40 ad 1’28” dalla fine del tempo.

Le triple di Ellington e, dopo che Rondo sciupa l’ennesima transizione in superiorità, Jackson – sulla sirena, come da tradizione californiana – fissano il punteggio al rientro negli spogliatoi, 40-46.

Entrambe le contendenti faticano a superare il 35% dal campo, in favore della franchigia del Michigan le otto triple (contro tre) a segno ed i sette punti in più prodotti dalle perse. Solo due i punti in transizione per i californiani.

Pistons-Lakers, Motor City allunga con le triple 🏀🏀🏀

Al rientro in campo Detroit prova ad allungare, sfruttando le seconde possibilità generate dal dominio di Andre Drummond – 14 rimbalzi, la metà offensivi – ed il canestro dall’arco di Ellington.

I lacustri restano in scia grazie ad un layup e due liberi di Rajon Rondo ed un canestro di Kuzma, ma nei possessi successivi non riescono a ridurre lo svantaggio fallendo sei conclusioni consecutive, 50-57 a 6’19” dalla fine della frazione.

LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Carlos Osorio, AP Photo)

Rondo e Kuzma scuotono ancora l’attacco gialloviola, ma Detroit continua a non trovare opposizione sul perimetro e segna ancora con Ellington e Reggie Jackson. Il nativo di Pordenone è on fire e realizza dall’arco ed il jumper del massimo vantaggio, 56-68 con 3’10 da giocare, timeout per coach Luke Walton.

L.A. continua a lasciare troppo spazio ai tiratori di Motor City: Wayne Ellington segna per la quarta volta da oltre i 7.25 e Galloway – complice l’altra specialità della casa, il fallo sul tiro – realizza tre liberi.

Due layup del play ex Celtics e Pelicans ed i liberi di Caruso riducono il passivo, 62-77 il parziale all’ultimo mini-break.

Pistons-Lakers, Kuzma in versione facilitatore

I lacustri provano a tornare sotto grazie all’energia di Caruso – che completa due giochi da tre punti – e Kentavious Caldwell-Pope, che segna dall’arco, realizza tre liberi e…

…schiaccia in contropiede subendo il fallo, 78-87 a 7’52” dalla fine.

A contenere il rientro dei Lakers è Ish Smith, che segna sette punti in un amen oltre a servire l’alley-oop per Drummond.

In una serata poco brillante al tiro, Kyle Kuzma evita di forzare preferendo cercare i compagni. Dopo aver servito Caruso e KCP, Kyle imbecca due volte McGee, raggiungendo per la prima volta in carriera la doppia cifra negli assist.

L’ultimo sussulto gialloviola – la prima tripla della gara di Rondo – viene spento dal solito Galloway, a segno due volte dall’arco. 90-104 a 3’13 dalla fine e gara praticamente finita.

McGee, KCP e Caruso riducono il passivo prima dei liberi dell’impreciso Blake Griffin ed il tip di Drummond che chiudono la gara, 97-111.

Pistons-Lakers, McGee e Galloway top scorer

Top scorer lacustre McGee (20+13 con 3 stoppate e 10/16 dal campo) da qualche gara tornato ai livelli pre polmonite. Ovvero, tanto efficace JaVale nel convertire vicino al canestro quanto in difficoltà contro big man della stazza di Drummond.

Bravo Kuzma a cercare di coinvolgere maggiormente i compagno (12+6+10) in una serata in cui ha faticato tantissimo a trovare la via del canestro (5/14 al tiro con 0/4 da tre). Discreta la prova di KCP (17 con tre triple), salito di livello dopo un brutto avvio.

Impietoso, in linea con le ultime uscite, il confronto tra Caruso (16+4+2, 4/11 al tiro, 2 triple e 0 di +/-) e Rondo (15+8+7, 6/13 al tiro, 3 perse e -20 di +/-). La differenza di energia, abnegazione e determinazione tra i due è imbarazzante.

Poco meno che impalpabile Muscala (4+4), clamorosamente preferito a Wagner (3+3+2, 0/5 dal campo) nello starting five. Ancora male al tiro (0/5 dall’arco) Bullock. Meno efficace rispetto ad altre occasioni Williams, pochi minuti per Ingram e Bonga.

Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Ty Nowell, Lakers.com)

Drummond domina sotto le plance (19+23, con 11 rimbalzi offensivi e +25 di +/-) mentre Griffin (15+2+9) è troppo impreciso sia dal campo (3/12) che dalla lunetta (7/12). Quattro triple a testa per Galloway (23, 8/10 al tiro), Jackson (20+5+5, 6/19 dal campo) ed Ellington (12, 4/8 da tre).

Box Score su NBA.com

Pistons-Lakers, quattordici triple in più per Detroit

Con il roster ridotto all’osso, impossibile competere per i lacustri. Soprattutto poi quando la differenza delle percentuali dall’arco assume la forma di una voragine: sei triple col 24% per KCP e compagni contro le venti con il 43.6% di Detroit.

A fine gara Walton ha elogiato la capacità di Kuzma di coinvolgere i compagni:

<È cresciuto da quando è arrivato da noi. Certo, ci sono alti e bassi, ma credo che stasera sia stata la sua migliore gara dal punto di vista di cercare i compagni. Quanto più riuscirà a combinare il playmaking con la capacità di segnare, tanto meglio sarà per noi.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo – 17:00 italiane – Domenica 17 Marzo per affrontare al New York Knicks.

Bulls-Lakers: i gialloviola tornano al successo

lakers

Game 67 Recap: Bulls-Lakers

I Los Angeles Lakers (30-36) giungono in Illinois per affrontare allo United Center i Chicago Bulls (19-49), prima delle cinque trasferte sulla East Coast.

I lacustri, reduci dalla sconfitta interna con i Celtics, hanno come solo obiettivo quello di chiudere dignitosamente una stagione terminata anzitempo e nel peggiore dei modi. I padroni di casa, nonostante la doppia sconfitta patita con i Pistons, stanno vivendo un buon momento di forma – sei vinte nelle ultime undici – grazie alla, apparentemente, ritrovata armonia del gruppo.

Per far fronte all’emergenza infortuni – out Ball, Ingram, Lance e Chandler – i gialloviola ha richiamato dai South Bay Andre Ingram, firmato con un contratto decadale. Walton quantomeno recupera Kuzma, schierato subito in quintetto con Rondo, Bullock, LBJ e McGee.

Chicago, priva di Zach LaVine – 29 di media nelle ultime otto gare disputate – e del rookie Wendell Carter Jr., risponde con Dunn, Arcidiacono, Porter Jr., Markkanen e Lopez.

Bulls-Lakers, pessimo avvio di Rondo e compagni

L’avvio di gara dei lacustri non è dei migliori: dopo l’alley-oop…

…schiacciato da McGee, i californiani si accontentano di sparacchiare dall’arco, fallendo tre conclusioni. Chicago attacca con ordine e punisce la pigra difesa degli ospiti segnando da tre e nel pitturato. 2-7 dopo neppure tre minuti di gioco, timeout immediato per coach Luke Walton.

I gialloviola smuovono il punteggio grazie alle penetrazioni di James e Rajon Rondo, tuttavia l’attenzione difensiva continua ad essere non all’altezza. I Bulls correggono un paio di loro errori e segnano ancora dall’arco con Porter Jr. e Dunn. 14-23 a poco più di quattro minuti dalla fine del quarto.

Walton sostituisce la frontline in toto inserendo Hart, Wagner e Williams, prima di schierare qualche possesso dopo KCP per Bullock.

I Lakers continuano a sparare a salve consentendo ai Tori di allungare. Rondo, dopo aver perso un paio di possessi, sbaglia dall’arco ed in penetrazione oltre a concedere troppo spazio a Kris Dunn prima ed Arcidiacono poi. Con la tripla di Arch, i Bulls doppiano gli avversari (+16).

Per L.A. non va meglio nel pitturato, dove lo scatenato Robin Lopez schiaccia il canestro che chiude la frazione, 16-34.

38% dal campo, cinque perse e venti point in the paint concessi. Obbligatorio cambiare approccio per scongiurare che la partita si tramuti in un facile blowout.

Bulls-Lakers, James scuote L.A.

I lacustri ripartono con LeBron a guidare la second unit e, finalmente, Alex Caruso per RR. Il two-way player ha subito un buon impatto segnando la prima tripla dei californiani oltre a recuperare un possesso e lanciare Moe in transizione.

Dopo lo 0/7 dall’arco dei primi dodici minuti di gioco, i gialloviola trovano ancora il canestro dall’arco con Moe Wagner e KCP, riducendo lo svantaggio a sole sette lunghezze, 31-38 ad 8’26” dall’intervallo lungo. Timeout per l’infuriato coach Jim Boylen.

Il rientro dei Lakers (18-4 il parziale) viene stoppato da Ryan Arcidiacono, abile a punire ancora dall’arco le lente rotazioni di James e compagni. Il quattro volte MVP inizia a produrre in attacco tagliando dopo il pick-and-roll ed…

…attaccando dal post. Dieci punti nella frazione per l’ex Cavs ed Heat, 40-48 a 5’27” dalla fine del tempo.

Dopo le triple di Pope e Selden si sblocca il rientrante Kuzma, che a bersaglio con il suo gancio in penetrazione. LeBron risponde due volte ai canestri di RoLo, prima di lasciare il campo a Rondo – dopo la terza tripla di Wayne Selden Jr. – sul 51-58 con 1’53” da giocare.

I canestri del discreto – nonostante qualche rivedibile scelta – KCP e Kuzma chiudono il tempo, 55-60.

Bulls-Lakers, bene Kuzma e KCP

I lacustri tornano in campo con la stessa intensità del quarto precedente. LeBron James segna in penetrazione e col jumper prima di…

…di esibirsi in una reverse dunk in transizione.

I gialloviola riescono finalmente a correre e pareggiano prima con il gioco da tre punti di Reggie Bullock e trovano il primo vantaggio della gara poi con Kuz, 66-64 dopo poco più di tre minuti di gioco.

Chicago non si scompone e segna ancora dall’arco con Dunn e Otto Porter Jr., preludio all’allungo alimentato dai canestri di Markkanen e Lopez, 71-79.

I Lakers rispondono subito al parziale dei Bulls con le triple di LBJ e Bullock e tornano in vantaggio grazie a Kyle Kuzma, che in transizione completa il gioco da tre punti. Rondo riesce a spingere ed assiste le triple dello stesso Kuz e KCP, 88-84 con 2’19” da giocare.

Il comando delle operazioni è nelle mani degli angeleni che allungano con Kentavious Caldwell-Pope a segno da oltre i 7.25 e due volte dalla lunetta – doppio tecnico per proteste e conseguente espulsione per Selden Jr. – prima della tripla del play ex Celtics e Pelicans che chiude la frazione, 98-84.

Sette triple 🏀🏀🏀 a bersaglio e nuovo season-high per punti segnati nel 3Q (43) per L.A. che in poco più di tre minuti (24-3) costruisce il parziale che ribalta la gara.

Bulls-Lakers, LeBron chiude la gara

Walton schiera Caruso, KCP, Hart, LBJ e Moe. Nei primi possessi la scelta small non paga: Cristiano Felicio trova due putback ed i Bulls in meno di 120 secondi dimezzano lo svantaggio, 98-92 ed inevitabile timeout per Walton.

Il figlio di Bill aggiunge kg al quintetto inserendo Muscala per Wagner ed affida l’attacco nelle mani di LeBron, che dopo aver segnato due jumper sfrutta il mismatch con Lopez segnando da tre e con…

…una schiacciata delle sue. James poi pesca sul perimetro KCP – che subisce fallo e non sbaglia dalla lunetta – e, dopo il canestro di Lopez, assiste anche la tripla di Kuzma prima di recuperare un possesso che conclude…

…ancora una volta con una reverse dunk dopo l’alley-oop alzatogli con l’aiuto del tabellone da Josh Hart. 115-101 a cinque minuti dal termine, timeout Bulls.

Arcidiacono prova a far rientrare Chicago segnando ed assistendo Dunn, ma la franchigia dell’Illinois paga la pessima serata al tiro di Lauri Markkaen. Il finlandese sbaglia sia dall’arco che nel pitturato, non riuscendo a chiudere neppure un alley-oop.

Dopo il canestro di Kuzma, Rondo serve prima JaVale McGee e segna poi il layup che chiude di fatto la gara, 121-105 a 2’05” dal termine. Negli ultimi possessi i Lakers cercano Andre Ingram, ma è KCP a segnare il canestro che chiude la gara.

Bulls-Lakers, trentasei per LeBron

James chiude con 36 punti (15/23 dal campo con due triple), 10 rimbalzi, 4 assist e 5 perse in poco più di trentatré minuti di giochi. LBJ, come nella gara contro i Celtics, è apparso in uno stato di forma quasi ai livelli pre-infortunio.

Bene il rientrante Kuzma (21+5+4, 9/17 al tiro), accesosi col trascorrere dei minuti ed anch’egli in buona condizione fisica. Finalmente di buon livello la prestazione di KCP (24+6 con quattro triple), che mette più punti a referto di quanti ne aveva realizzato complessivamente nelle sei uscite precedenti.

Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center
Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center (Nuccio DiNuzzo, AP Photo)

Solita prestazione in chiaroscuro per Rondo (14+4+10) che dopo un disastroso avvio, quantomeno riesce a salire di livello in attacco, pur concedendo troppo a chiunque nella propria metà campo. Doppia doppia (10+11 con tre stoppate) per McGee, autore del miglior +/- della gara, +26.

Continua lo slump al tiro di Bullock (1/6 dall’arco), mentre si vede poco negli oltre 24 minuti d’impiego Hart. Meno minuti e gloria rispetto alla gara contro Boston per Caruso, Wagner e Williams. Ancora meno i minuti concessi a Muscala e Ingram.

Top scorer dei Bulls è Robin Lopez (20+7), buone le prove di Dunn (18+7+9) ed Arcidiacono (14+4+6). Male al tiro Porter Jr. (19+9 con 5/14) e soprattutto Markkanen (11 con 4/17 dal campo e 0/8 dall’arco).

Box Score su NBA.com

Bulls-Lakers, vittoria utile solo per il morale

Sotto di venti nel primo quarto, i Lakers rientrano ed allungano grazie agli 82 punti a referto nei quarti centrali contro i soli 50 concessi agli avversari.

Vittoria che non aggiunge niente alla stagione, salvo alzare il morale di un gruppo distrutto da sconfitte, rumor, infortuni e pessima gestione di proprietà e front office.

<Era da un po’ che non vincevamo, sono felice per i ragazzi. So che si sentono bene, mi piace come hanno reagito e lottato. Il modo migliore per iniziare un lungo road trip.>

Le parole di Walton al termine della gara.

Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center
Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center (Nuccio DiNuzzo, AP Photo)

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Giovedì 13 e Venerdì 14 Marzo per affrontare all’Air Canada Centre i Toronto Raptors.

Lakers, infortunio per Kyle Kuzma, caviglia destra KO, possibile una settimana di stop?

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Miami Heat at Staples Center

La pesante sconfitta nel derby cittadino contro i Los Angeles Clippers ha lasciato in dote ai Lakers di LeBron James l’infortunio di Kyle Kuzma.

Il giocatore al secondo anno da Utah è stato costretto ad abbandonare il campo a causa di un infortunio alla caviglia destra, procuratosi a circa 6 minuti dal termine della gara. Dopo essere atterrato malamente sulla caviglia destra dopo un salto, Kuzma è rimasto a terra dolorante per alcuni attimi, prima di raggiungere gli spogliatoi assistito dallo staff medico dei Los Angeles Lakers.

Gli esami radiografici non hanno evidenziato danni strutturali, le condizioni di Kyle Kuzma verranno rivalutate nelle prossime ore.

I Los Angeles Lakers hanno ceduto per 113-105 contro i Los Angeles Clippers di un Danilo Gallinari da 23 punti e 6 rimbalzi. Per Kuzma, 15 punti con 5 su 15 al tiro in 36 minuti. L’infortunio di Kyle Kuzma è l‘ultimo di una serie di problemi fisici che ha interessato Lonzo Ball (Caviglia destra), Lance Stephenson, Tyson Chandler e Brandon Ingram (spalla destra), assenti per la sfida dello Staples Center.

Nel posto partita, coach Luke Walton ha dichiarato: “Kuzma? Date le condizioni, sarei sorpreso di rivederlo in campo per la prossima partita“.

I Los Angeles Lakers (30-34) ritorneranno in campo mercoledì notte allo Staples Center per sfidare i Denver Nuggets di Nikola Jokic.

Infortunio di Kyle Kuzma, MRI negativa

La risonanza magnetica effettuata nella giornata di martedì sulla caviglia destra di Kyle Kuzma ha dato esito negativo. Le condizioni del giocatore saranno rivalutate giorno per giorno, appare dunque probabile che Kuzma possa essere costretto a saltare i prossimi impegni dei Los Angeles Lakers, a partire dalla sfida casalinga contro i Denver Nuggets di mercoledì.

Domenica 10 marzo i Lakers ospiteranno allo Staples Center di Los Angeles i Boston Celtics di Kyrie Irving, prima di una serie di 5 trasferte ad est tra Chicago, Toronto, Detroit e Milwaukee.

Rising Stars Challenge 2019, Kyle Kuzma MVP e vittoria per Team USA

LA Lakers-Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Rising Stars Challenge 2019, è Kyle Kuzma dei Los Angeles Lakers l’MVP dell partita di esibizione tra i migliori rookie ed i migliori giocatori al secondo anno NBA.

A Charlotte, North Carolina, sede dell’edizione 2019 dell’All-Star Weekend NBA, i 35 punti finali di Kuzma conducono “Team USA” alla vittoria per 161-144 su “Team World”. Oltre ai 35 del giovane talento dei Lakers, da segnalare i 30 punti di Jayson Tatum dei Boston Celtics ed i 25 punti con 10 assist della point-guard degli Atlanta Hawks Trae Young.

Per “Team World”, è l’australiano Ben Simmons il migliore in campo. Per la star dei Philadelphia 76ers, che sarà impegnato anche domenica notte nella partita dei “grandi”, 28 punti con soli 3 errori dal campo a fine gara. Per i rappresentanti della selezione internazionale ci sono anche 21 punti dl Lauri Markkanen ed i 13 con 9 assist di Luka Doncic.

Rising Stars Challenge 2019, schiacciate e spettacolo, Collins scalda i motori per la gara delle schiacciate

In un partita di pura esibizione, lo spettacolo e le tante schiacciate regalate dai giovani giocatori in campo sono lo spettacolo principale. A Marvin Bagley, Ben Simmons e John Collins degli Atlanta Hawks (che sarà impegnato anche sabato notte nella gara delle schiacciate) il compito di intrattenere il pubblico con numeri ad alta quota.

I portacolori statunitensi sono sempre avanti nel punteggio, e schiacciata dopo schiacciata, Donovan Mitchell e compagni costruiscono un vantaggio insormontabile per gli sfidanti (154-140 a due minuti dal termine).

A fine partita, Kyle Kuzma viene premiato col titolo di MVP. Team USA torna alla vittoria dopo due sconfitte consecutive (2017 e 2018), e si porta in vantaggio per 3-2 nella “serie” del nuovo formato del vecchio Rookie Challenge, adottato dalla NBA nel 2015.

Lakers, LeBron James si allena, in campo martedì contro i 76ers? Kuzma fuori contro i Suns

LeBron James al Los Angeles Lakers Training Camp

Buone notizie per i Los Angelese Lakers, LeBron James è stato autorizzato a partecipare a sedute d’allenamento complete e con contatto, ultimo step necessario prima del ritorno in campo del 3 volte campione NBA.

James salterà l’impegno casalingo dei suoi Lakers (25-24) di domenica sera contro i Phoenix Suns. La partita dello Staples Center sarà la 16esima gara saltata in stagione da LeBron, che non gioca dal giorno di Natale e dalla vittoria contro i Golden State Warriors.

I Los Angeles Lakers sono reduci da tre sconfitte consecutive, ed il record di squadra in assenza LeBron James parla di 5 vittorie e 10 sconfitte. I Lakers si trovano attualmente al nono posto nella forte Western Conference, a due gare di distanza dai cugini” Los Angeles Clippers.

Pesa in casa Lakers, oltre a quella di leBron, anche l’assenza della point-guard titolare Lonzo Ball. Il prodotto di UCLA ha riportato una distorsione di terzo grado alla caviglia sinistra, ormai 8 giorni fa in casa degli Houston Rockets, e rimarrà fuori per almeno altre 3-5 settimane.

Possibile contro i Phoenix Suns inoltre l’assenza di Kyle Kuzma. Il secondo anno da Utah ha accusato nei giorni scorsi un problema all’anca, che ne ha condizionato movimenti e prestazioni in campo: “Ho detto a Kyle (Kuzma, ndr) che se lo avessi visto in difficoltà in campo come nell’ultima partita, lo avrei tenuto fermo domenica (contro i Suns, ndr). Vedremo come si sentirà” Così coach Luke Walton.