Los Angeles ha dato mostra di tutte le sue abilità creative, e del suo senso per lo spettacolo (che diventa arte, e non fenomeno da baraccone) per dare il suo ultimo, doloroso saluto in un memoriale pubblico al campione prediletto Kobe Bryant, scomparso lo scorso 26 gennaio assieme a Gigi, la secondogenita 13enne del Mamba e di Vanessa e giocatrice di basket in erba e di talento, e ad altre 7 persone in un incidente aereo a Calabasas: John, Alyssa e Keri Altobelli, Sarah e Peyton Chester, Christina Mauser, e Ara Zobayan, il pilota.
Vanessa Bryant ha parlato per 21 minuti, ha ricordato il Kobe padre di famiglia e marito, ha permesso per un attimo alla platea ed al mondo di guardare dentro la meravigliosa famiglia che lei e Bryant hanno costruito: “Ora Kobe, tu pensa a Gigi, il nostro raggio di sole, da lassù. Io ho le ragazze quaggiù, siamo ancora una squadra“. Bellissimo e spontaneo il gesto di Michael Jordan che porge a Vanessa la mano mentre la donna lascia il palco, provata.
Memoriale per Kobe Bryant, Shaq: “Io e Kobe come Lennon e McCartney”
Sono stati Shaquille O’Neal, che in poche parole ha ricordato i tempi dei trionfi ai Los Angeles Lakers con Kobe, “Una relazione complicata la nostra, ma più distesa una volta spente le telecamere“, il coach di UConn Geno Auriemma, Rob Pelinka – presidente dei Lakers, ex agente e amico di lunga data – la promessa del basket femminile di Oregon Sabrina Ionescu, la stella NBA Diana Taurasi, e Michael Jordan gli oratori della serata. “Io e Kobe siamo stati come Jonn Lennon e Paul McCartney”, così O’Neal in un passaggio “La loro rivalità li ha spinti a fare grande musica, e così è stato per noi“.
Pelinka ha ricordato la tragica mattina del 26 gennaio, e raccontato come lui e Kobe si fossero scambiati alcuni messaggi pochi minuti prima dell’incidente. Bryant, racconta Pelinka, aveva chiesto informazioni per un contatto con un agente sportivo nel mondo del baseball, per il tirocinio di una delle figlie dell’amico John Altobelli, anch’egli a bordo dell’elicottero. “Il suo ultimo gesto è stato eroico. Kobe voleva usare la sua piattaforma per aiutare un amico, e per plasmare il futuro di un’altra persona“.
Il leggendario coach della squadra femminile dei record di Connectcut University, Geno Auriemma, ha ricordato la visita di Kobe e Gianna Maria al campus e alla squadra. La 13enne Gigi era considerata un talento, ed uno dei suoi sogni era quello di poter giocare per le Huskies in futuro.
Michael Jordan: “Kobe, sei stato il mio fratellino”
Beyonce Knowles, Alicia Keys, che ha eseguito al piano assieme ad un quartetto d’archi l’adagio “al chiaro di luna” di Ludwig Van Beethoven, e Christina Aguilera si sono esibite sul palco da 24 per 24 piedi montato al centro del parquet dello Staples Center, il celebre comico e conduttore TV Jimmy Kimmel il maestro di cerimonie.
Toccante l’elegia di Michael Jordan, che ha definito Kobe Bryant il suo “fratello minore”, parlando dei suoi messaggi alle ore più impossibili della notte, dei consigli, e della determinazione feroce di Kobe nel voler essere il miglior giocatore di basket possibile. “Quando Kobe è morto, è morta una parte di me. In lui ho visto una persona davvero e genuinamente appassionata nel mio modo di giocare a pallacanestro (…) ho fatto del mio meglio per essere il miglior fratello maggiore per lui“.
Tanti volti celebri in platea della NBA di ieri e di oggi: Kareem Abdul-Jabbar, Magic Johnson, e poi ancora James Harden e Russell Westbrook, Stephen Curry, Anthony Davis, coach Gregg Popovich con Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker. L’ex general manager dei Lakers Mitch Kupchak e coach Phil Jackson, il grande Jerry West, “padre” cestistico di Kobe, gli amici Kyrie Irving e Pau Gasol, ed il Commissioner NBA Adam Silver, Lamar Odom.
Sul palco dello Staples, 33634 rose rosse, ciascuna per ogni punto segnato in carriera da Kobe, ed lo stupendo tributo video “Mamba Forever” prodotto da Nike.

