Morris sui Celtics: “Non ci divertiamo più come squadra”

Boston Celtics

Morris sui Celtics: il giocatore di Boston si è espresso a margine della bruciante sconfitta patita dal suo team contro i Clippers questa notte. La squadra biancoverde, infatti, dopo aver accumulato un vantaggio di 28 punti nel secondo quarto, ha subito una clamorosa rimonta culminata nel 123 a 112 finale.

MORRIS SUI CELTICS: LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Marcus Morris
Il numero 13 di Boston, alla seconda stagione in biancoverde

Il nativo di Philadelphia, nello specifico, si è sfogato con i giornalisti, ammettendo il periodo non semplice in casa Celtics, contrariamente alle attese previste ad inizio stagione.

Non è divertente perdere così giocando in questo modo. Guardo gli altri team, i ragazzi in panchina, e vedo che sono entusiasti in campo. Noi non stiamo facendo squadra, vedo soltanto un gruppo di individui.

The Celtics lost ugly, again. And this time, Marcus Morris wasn’t having it, going off on his team for its lack of attitude and toughness. From @ByJayKing: https://t.co/JPSN0w0vxA pic.twitter.com/AKetnWdOUK

I problemi di Boston, quindi, non sembrano quindi finiti, nonostante il record di squadra di 35-21 valevole il quinto posto nella Eastern Conference.

Non ci divertiamo proprio, non abbiamo nessuna durezza, sembra che giochiamo per perdere. Questo è un atteggiamento che dobbiamo cambiare obbligatoriamente, perchè ormai il periodo degli scambi si è chiuso e il team rimarrà quello attuale fino alla fine dell’anno. I ragazzi non riescono ad essere competitivi e, ribadisco, non è divertente giocare così.

Marcus Morris, che nella partita contro i Clippers ha chiuso con 15 punti e 6 rimbalzi, non è il primo ad aver criticato apertamente i più giovani membri della squadra biancoverde. Qualche settimana fa, infatti, anche Irving si era espresso in toni piuttosto netti, contribuendo però ad alimentare ulteriormente la tensione.

In conclusione, la situazione nell’ex team di Bird e Russell non è tra le più rosee. Coloro che si aspettavano un’annata trionfale nel deserto dell’Est, finalmente libero del dittatore LeBron, si sono dovuti presto ricredere. Ovviamente non tutto è perduto: mancano ancora due mesi all’inizio dei playoff e la stagione, fin qui altalenante, di Boston, può ancora volgere al meglio. Il tempo, però, inizia a scarseggiare e la concorrenza continua a migliorare.