Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsTanti dubbi sulla stagione NBA 2020/21: calendario troppo condensato?

Tanti dubbi sulla stagione NBA 2020/21: calendario troppo condensato?

di Francesco Catalano
damian lillard

Dopo l’approvazione ufficiale del piano Silver si è iniziato a parlare non solo della conclusione dell’attuale stagione, ma anche di quello che sarà della stagione NBA 2020/21; ne ha parlato in modo esplicito anche il GM degli Atlanta Hawks Travis Schlenk.

La franchigia della Georgia è una di quelle che finirà anzitempo la propria stagione. Infatti le otto squadre che non avevano nessuna possibilità di raggiungere i playoffs in base al format adottato sono state escluse dalla bolla di Orlando.

La decisione è stata accolta con favore dalle cosiddette escluse. Giocare otto partite senza significato sarebbe stato inutile. Ed avrebbe anche aumentato i rischi di contagio portando molti altri giocatori nella sede prescelta.

Per queste otto squadre, quindi, la off-season sarà molto lunga e ricca di attesa. Infatti, la free agency non dovrebbe iniziare prima del 18 ottobre, tre giorni dopo il Draft. Poi, il piano stilato, prevede che la nuova stagione inizi il primo dicembre. Solamente poche settimane dopo una eventuale gara 7 delle Finals NBA che sarebbe il 12 ottobre.

Questa vicinanza tra le due date ha fatto storcere parecchi nasi, compreso quello della NBPA. Tuttavia, il GM Schlenk ha spiegato così la scelta dei piani alti della lega. “Nonostante le circostanze, penso che la lega voglia mantenersi il più vicino possibile al solito format per quanto sia possibile. Se sei una delle squadre in finale, passerai dalle finali a metà ottobre alla nuova stagione il primo dicembre. E’ un passaggio molto veloce”.

Ma vogliono mantenersi più vicini possibile alle solite tempistiche” ha continuato Shlenk. “In una delle chiamate con tutti i GM hanno detto che il calendario potrebbe essere molto condensato il prossimo anno. Più che in passato. Come sapete si vogliono evitare i back-to-back e le possibilità di giocare quattro partite in cinque serate. Ma potremmo trovarci in una situazione in cui tutto sarà davvero condensato”.

L’intenzione della NBA è quella di non ridurre il calendario per la prossima stagione, ma di provare a giocare tutte le partite. Anche se in un tempo ridotto. Questo però comporterebbe forse uno sforzo esagerato per gli atleti. Giocare così tante partite in uno spazio temporale così ridotto significa appunto disputare tante gare ravvicinate e parecchi back-to-back. Questa condizione potrebbe essere insostenibile per i giocatori NBA e non stupirebbe vedere salire esponenzialmente il numero degli infortuni.

Seguendo questo piano, la NBA punterebbe a terminare la stagione successiva il 26 maggio. Per poi partire subito con i playoffs. In questo modo le finali NBA finirebbero il primo agosto, praticamente una settimana dopo l’inizio delle Olimpiadi di Tokyo che prenderanno inizio il 23 luglio. Questo è un altro problema: dato che molti giocatori NBA militano nei team nazionali che dovrebbero partecipare alla manifestazione olimpica.

Ecco, perciò, un altro nodo che la NBA dovrà sciogliere. Ma ancora tutto è da decidere. Anche se negli scorsi anni la NBA aveva eliminato la formula che vedeva giocare quattro gare in cinque serate consecutive, durante il prossimo anno potrebbe essere reinserita. In ogni caso, per partire il primo dicembre ci vorrà anche la firma della NBPA che ancora non è arrivata.

Probabilmente perché nel frattempo ci sono da risolvere tutte le problematiche legate alla ripartenza ad Orlando. Tuttavia, tutti i cantieri aperti riguardo la prossima stagione, dovranno essere, prima o poi, portati a termine.

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