Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersRich Paul torna sulla trade Davis: “Poteva cambiare le cose, lo ha fatto”

Rich Paul torna sulla trade Davis: “Poteva cambiare le cose, lo ha fatto”

di Michele Gibin
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Rich Paul, plenipotenziario di Klutch Sports e agente di tante star NBA, LeBron James in primis, è tornato dalle pagine di GQ alla famosa richiesta di trade di Anthony Davis, altro suo assistito ed all’epoca giocatore dei New Orleans Pelicans.

Davis e Paul chiesero ai Pelicans alla vigila della fase più calda del mercato NBA invernale, i giorni che precedono la trade deadline di febbraio, uno scambio verso Los Angeles, sponda Lakers, citando la necessità di “cambiare aria” da una situazione perdente ed annunciando, contestualmente, che il giocatore non avrebbe firmato alcuna estensione contrattuale con New Orleans, la squadra che nel 2012 lo aveva scelto con la prima chiamata assoluta.

Anthony Davis non ottenne la trade in quell’occasione, e dovette attendere l’estate 2019 per raggiungere James in California.

In una lunga intervista a Clay Skipper di GQ.com, Rich Paul ripercorre la sua rapida ascesa ad agente sportivo tra i più influenti dello sport americano, dall’anno della fondazione di Klutch Sports, e parla della sua amicizia di lunga data con LeBron James. Tra i passaggi più interessanti il suo punto di vista sull’affare Davis dello scorso febbraio:

AD (Davis, ndr) sentiva che era arrivato il momento per lui di cambiare” Così Paul “E non c’è nulla di male in questo. Prendiamo un giocatore NBA: ciò che la gente non vede è che alcuni di loro possono segnare 40 punti a partita, ma non possono scegliersi quali pezzi avere attorno a sé, non ne hanno il potere. Devono quindi scommettere sulla capacità di altri (di farlo, ndr). E se succede che questi altri non ne siano in grado? E quel giocatore può cambiare le cose attorno a sé? Perché non farlo allora?

Da fuori non hanno capito in che situazione fosse (Davis, ndr), loro non hanno giocato per anni in quel posto per arrivare poi al punto di sentire di aver bisogno di cambiare. A volte non si dà credito a queste cose, perché è ‘solo’ sport. E lo sport è un’attività ricreativa, finché non arrivi in alto e non diventa un maledetto affare milionario

Nel suo caso, Davis ha cercato di fare il meglio possibile per sé stesso” Prosegue Rich Paul “Da fuori non si possono conoscere tutti i fatti, e dicono che lo facciamo solo per la pubblicità, per i soldi, per andare in TV e creare una narrazione. E’ comprensibile, non ci ha disturbato. Ci sono 30 squadre (nella NBA, ndr), e giocare per ognuna di queste è un privilegio, ma raggiungere un certo status dà delle possibilità di piegare alcune cose, di cambiarle. Ed è una possibilità che ci si guadagna“.

rich paul rule

Rich Paul con John Wall e LeBron James

Mesi dopo l’affare Davis, il nome di Rich Paul è salito di nuovo alle cronache con i dissidi tra NCAA e mondo professionistico, con la Associazione Nazionale dello sport universitario che in estate aveva introdotto per agenti ed agenzie che avessero voluto rappresentare gli atleti prossimi al professionismo, alcuni requisiti obbligatori, tra cui il possesso di una certificazione NCAA, ed un diploma di laurea (bachelor’s degree).

I media, “complice” un tweet virale di LeBron James, avevano ribattezzato le nuove regole “Rich Paul Rule”, pensate apposta per impedire a Klutch Sports di rappresentare una fetta dei futuri professionisti: “All’università non si insegna ciò che ho imparato io nella vita (Paul non è laureato, ndr), un atleta che si dichiara eleggibile al draft entra nel mondo reale (…) ciò che non capiscono è che un agente vive dei contratti dei suoi assistiti, e non ha tempo di pensare a procurarsi un’istruzione di alto livello. In più nel mio caso, avrebbero trovato altri modi di ostacolarmi (…) vogliono che la gente pensi ‘è solo un amico di LeBron James’. In più, si usa la parola ‘agente’ come se fosse una parola cattiva. A me non piace e non voglio che la si usi. E poi mettiamoci il fatto che sono nero, e questo non aiuta, ci sono dei motivi per cui qualsiasi cosa faccia, viene sottolineata. Ma io ho passato di peggio in vita mia, ci sono abituato“.

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