Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors, KO pesante contro i Twolves, Curry e Kerr sbottano: “Diamo senso a stagione”

Warriors, KO pesante contro i Twolves, Curry e Kerr sbottano: “Diamo senso a stagione”

di Michele Gibin

Per Stephen Curry e coach Steve Kerr è difficile contenere la frustrazione dopo un’altra sconfitta pesante incassata dai Golden State Warriors, 126-114 sul campo dei Minnesota Timberwolves e a causa di un quarto quarto da 37-23 per Karl-Anthony Towns e compagni.

Non sono bastati a Curry 37 punti con 8 assist e 6 rimbalzi, gli Warriors devono fare i conti con le tante assenze (Kelly Oubre Jr, James Wiseman, Eric Paschall) e con rotazioni ristrette, e contro i Twolves vanno sotto nettamente a rimbalzo, 57-38. Minnesota (20-44 ma alla quarta vittoria di fila) è poi in serata di grazia al tiro da tre punti (20 su 41), soprattutto con Ricky Rubio che è il miglior realizzatore di serata con 26 punti.

Golden State paga la fatica e il gap a rimbalzo e crolla nel quarto quarto dopo una partita equilibrata, in cui però gli Warriors hanno sempre inseguito. La sconfitta segue quella disastrosa in casa contro i Dallas Mavericks e riporta la squadra sotto al 50% di vittorie in stagione (32-33) e al decimo posto nella Western Conference, con i New Orleans Pelicans ora distanti 3 partite.

Steve Kerr: “Non sappiamo andare a rimbalzo, basket di oggi è così”

Dopo la partita, Kerr e Curry masticano amaro: “E’ la NBA di oggi: i giocatori non sanno più fare i taglia fuori a rimbalzo, ogni sera vedo per tutte le squadre la stessa cosa, giocatori che fanno passare gli avversari sul lato debole e pensano solo a saltare per prendere il rimbalzo. E’ una specie di malattia che si aggira per la NBA e se sei una squadra piccola come siamo noi, è una mancanza che ti farà particolarmente male“.

Le assenze di Wiseman e Paschall non aiutano di certo una squadra già corta sotto canestro, e che a inizio stagione aveva perso anche Marquese Chriss. Per Steve Kerr però i problemi a rimbalzo sono dovuti anche alla mancanza di tecnica e fondamentali dei giocatori. “Tanti di questi ragazzi non hanno mai avuto un allenatore che al liceo o al college gli urlasse dietro per 8 anni. Il mondo è questo oggi, i giocatori vengono cresciuti in modo diverso e manca l’attenzione ai dettagli. Le potenzialità dei giocatori giovani non sono mai state così grandi, ma sulle piccole cose… ogni sera si vedono giocatori arrivare al ferro indisturbati in transizione, se 25 anni fa avessi permesso una cosa del genere, non avresti più giocato. Ora succede sempre e non puoi togliere tutti, no?“.

In fondo si tratta solo di trovare il tuo uomo, usare le mani ed evitare che vada a rimbalzo, qualcun altro lo prenderà“, spiega Kerr “Invece oggi si guarda in alto, si acchiappano le farfalle mentre gli altri ti saltano sopra. Non importa che momento sia della partita, che tiro sia. L’importante è fermare il proprio uomo“.

Warriors, Stephen Curry amaro: “Diamo un senso a questa stagione”

Stephen Curry, dal canto suo, ha chiuso con l’ennesima partita da oltre 30 punti in stagione. Prova resa vana dalla sconfitta.

E’ una situazione dura, ci serviva questa vittoria per rimetterci in pista e non ci siamo riusciti. Possiamo stare qui a parlare ma alla fine dobbiamo capire come aggiustare le cose, oppure no. Se siamo stanchi? Non so, si tratta però di mantenere un certo livello di attività fisica perché a questi livelli non si può dare nulla per acquisito. Prima della partita contro Dallas avevamo mostrato solidità, oggi no. Ma fatica e poco fiato non possono essere una scusa. Io voglio sempre vincere e quindi è una situazione frustrante, dobbiamo capire come dare un senso a questa stagione“.

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