La stagione NBA 2018\19 avrà un significato particolare per i Golden State Warriors, non solo legato alla possibilità di siglare il primo “three-peat” dai tempi dei Los Angeles Lakers di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant.
Dopo 47 anni di onorata carriera, la Oracle Arena di Oakland, California, chiuderà i battenti, almeno per quanto riguarda il basket NBA. A partire dalla stagione 2019\20, Steph Curry e compagni si trasferiranno dall’altra parte della Baia, a San Francisco nel nuovissimo Chase Center.
Coach Steve Kerr e l’organizzazione tutta dei bi-campioni NBA in carica hanno sempre posto l’accento in questa stagione su tale particolare. L’obbligo morale da parte della squadra di salutare a dovere il popolo della Oracle Arena, dal 2015 (anno della prima delle 4 finali consecutive) casa di una delle squadre di pallacanestro più forti di sempre.
Gli Warriors torneranno in campo alla Oracle Arena nella notte tra venerdì e sabato per sfidare i Denver Nuggets di Nikola Jokic, in quella che sarà la 32esima partita stagionale tra le mura amiche. Mentre il count-down alla chiusura delle porte della Oracle scorre, si fa più forte per la squadra il senso di responsabilità verso i loro tifosi ed il loro “tempio”.
“Ne abbiamo parlato sin dal primo giorno di raduno a settembre, questa sarebbe stata la nostra ultima stagione alla Oracle Arena. Quest’anno abbiamo deluso i nostri tifosi più di una volta, qui in casa, soprattutto nelle tante sfide contro le squadre più forti, quelle da diretta TV nazionale. Finire bene la stagione è un obbligo verso noi stessi, verso i tifosi e verso la città di Oakland. Dovremo offrire uno spettacolo migliore nei mesi a venire, abbiamo una grande opportunità di finire la stagione in crescendo e prepararci ad una corsa playoffs che confidiamo possa essere lunga”
– Steve Kerr sui Golden State Warriors –
Steve Kerr: “Vogliamo il primo posto ad Ovest, triste lasciare la Oracle Arena”
I Golden State Warriors (44-20) sono reduci da un sonoro -33 casalingo subito dai Boston Celtics, ed in un periodo ben poco scintillante (5 sconfitte nelle ultime 8 gare). La lunga attesa dell’inizio dei playoffs ha provocato in una squadra virtualmente imbattibile un evidente calo di attenzione, al quale si è aggiunta la necessità di far rifiatare alcuni giocatori chiave (Klay Thompson e Kevin Durant su tutti).
Nine home games left in the regular season ‼️
Tomorrow, the Dubs take on the Nuggets.
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Il ritorno di Andrew Bogut servirà da “diversivo” nel finale di stagione regolare, durante il quale gli Warriors tenteranno di conservare il primato nella Western Conference, con un occhio al livello di usura dei giocatori.
“Vogliamo il fattore campo, vogliamo la testa di serie n.1. La salute dei giocatori è la cosa più importante, ma al tempo stesso i Denver Nuggets sono lì, ad una sola partita di distanza, e giocheremo due volte contro di loro, in casa. In più dietro ai Nuggets ci sono altre squadre in crescita, quindi è arrivata l’ora per noi di salire di livello. Il nostro obiettivo è lo stesso di sempre, la prima testa di serie ed il vantaggio del campo ad Ovest“
Il nuovo Chase Center di San Francisco, la cui costruzione è stata finanziata in larga parte dalla proprietà dei Golden State Warriors (un investimento da un miliardo di dollari) diverrà nelle stime della vigilia una “macchina” capace di produrre utili per oltre 500 milioni di dollari annui per la franchigia 5 volte campione NBA. Il Chase Center sarà il primo modello di impianto sportivo di proprietà esclusiva di una squadra NBA (che oggi “noleggiano” le arene su un modello analogo al leasing).
“Lasciare la Oracle Arena? Sarà triste. Ogni giorno, quando arrivo qui, ci penso, soprattutto oggi che la stagione volge al termine. Siamo elettrizzati all’idea di giocare nella nuova arena, ma tristi al tempo stesso di dover salutare Oakland“
