I Golden State Warriors renderanno omaggio alla città di Oakland con la nuova maglia City Edition presentata lunedì, ma si preparano ad andare in tribunale contro la città per oltre 40 milioni di dollari di debiti contratti per la ristrutturazione della vecchia Oracle Arena.
Dal 2019 gli Warriors si sono trasferiti a San Francisco, nel nuovissimo Chase Center, e uno degli effetti collaterali del trasferimento è che la squadra aveva chiesto di non essere più obbligata a versare l’ultima tranche del finanziamento per la ristrutturazione di quella che si chiama oggi Oakland Arena. I lavori risalgono al 1996-1997.
Già nei mesi scorsi in sede di tribunale, gli Warriors erano stati invitati a saldare per intero il debito con la Oakland-Alameda County Coliseum Authority che gestisce oggi la vecchia Oracle Arena, decisione cui la franchigia ha esposto un appello alla Corte Suprema dello stato della California. “La nostra posizione è sempre stata la stessa: pagheremo ciò che il tribunale ci dirà di pagare, abbiamo fiducia e sappiamo di avere ragione, e siamo più che disposti a combattere per quello che crediamo sia giusto“, così un portavoce dei Golden State Warriors.
Il gruppo proprietario della Oakland Arena ha quantificato in ben 47 milioni di dollari il debito della squadra.
Un tempismo infelice, quello tra la presentazione della maglia e il nuovo atto del contenzioso legale con la loro veccia casa a Oakland, che non è sfuggito ai tifosi via social.
Su Twitter soprattutto, diverse sono state le critiche all’iniziativa degli Warriors di omaggiare la città e la tradizione, proprio mentre in tribunale la squadra tenterà di evitare di pagare oltre 40 milioni di dollari alla città stessa, proprietaria della Oakland Arena.


