Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors ad un passo dal crollo, Raptors sul 3-1, Curry: “Non è finita, ci siamo già passati”

Warriors ad un passo dal crollo, Raptors sul 3-1, Curry: “Non è finita, ci siamo già passati”

di Michele Gibin
steve kerr warriors

I Golden State Warriors sono ufficialmente ad un passo dal crollo, i Toronto Raptors passano ancora alla Oracle Arena di Oakland battendo i bi-campioni NBA in carica sul loro stesso terreno, il “famoso” terzo quarto di gioco, marchio di fabbrica degli uomini di Steve Kerr.

37-21 Raptors il parziale della terza frazione, ispirato da Kawhi Leonard e chiuso da Serge Ibaka, Toronto prende il largo e non si volta più indietro dopo un primo tempo equilibrato ed a basso punteggio.

9 delle 10 triple mandate a bersaglio per i Raptors arrivano nel secondo tempo, dopo il misero 1 su 15 della prima metà, i Golden State Warriors di un impreciso Steph Curry non riescono ad invertire la tendenza nel quarto periodo e la partita si chiude sul 105-92 Toronto, che si porta in vantaggio per 3-1 nella serie e si giocherà tra 3 giorni il primo match point in casa, alla ScotiaBank Arena.

Dei 37 punti del Raptors, sono 16 quelli del solo Leonard. Dalla panchina, Ibaka sopperisce alla cattiva serata di tiro di Kyle Lowry, Danny Green e Fred VanVleet e chiude con 20 punti e 9 su 12 al tiro in 22 minuti di gioco.

Dall’altra parte, il rientrante Klay Thompson non vuol sentire parlare di minutaggio limitato, rimane in campo per ben 42 minuti nonostante una zoppia a tratti evidente e segna 28 punti, e 6 delle 8 triple segnate dalla sua squadra (8 su 27 il totale).

Klay è stato incredibile” Steve Kerr ha solo parole di ammirazione per il suo giocatore a fine gara “Giocare come ha fatto, in quelle condizioni… lui e Kevon Looney (rientrato a sorpresa, ndr) sono due veri guerrieri, non si arrendono mai ed io sono estremamente orgoglioso di loro. Purtroppo per noi non è bastato“.

Hanno finora pesato come un macigno sulla serie dei Golden State Warriors gli infortuni. Il rientro in campo di Kevin Durant appare sempre più lontano, e la fine della serie sempre più vicina. Kevon Looney è mancato in gara 3, così come – ovviamente – l’impatto offensivo di Klay Thompson: “L’infortunio? Non mi ha condizionato. Stagione lunga, 100 partite alle spalle, siamo tutti un po’ infortunati arrivati a questo punto. Bisogna scavare per trovare energie supplementari, si va in campo e si gioca, perché nessuno ti compatirà“.

I Golden State Warriors sono naturalmente troppo esperti per premere ora il bottone del panico. Due sconfitte casalinghe consecutive in una finale NBA sono qualcosa di inedito per Steph Curry e compagni, sebbene in questa stagione più di un passo falso commesso dai campioni NBA 2018 è avvenuto proprio tra le mura amiche: “Scioccati? No” E’ il commento di Curry “Non è cosa che ci appartenga, non si arriva fino a qui con una mentalità del genere. Finché nessuna delle due squadre non ne vince quattro, la serie non è finita, nel terzo quarto, quando le cose sono precipitate per noi, abbiamo comunque tenuto duro e tentato di rimediare. Da lunedì si riprende, vedremo se saremo in grado di reagire o no, si tratta di questo“.

Partita difficile per Stephen Curry, che chiude con 27 punti in 43 minuti ma con 9 su 22 al tiro (2 su 9 al tiro da tre punti): “La serie non è finita, è certo una situazione complicata… in passato ci siamo trovati sia in questa situazione che in quella diametralmente opposta, abbiamo ancora la possibilità di ribaltare la serie. Può sembrare scontato ma è davvero l’unica cosa che possiamo fare. Ci crediamo, ci affideremo alla nostra esperienza“.

Gara 4 potrebbe essere stata l’ultima partita giocata dai Golden State Warriors alla Oracle Arena, prossima alla pensione dopo oltre 40 anni di onorato servizio. L’unico modo per dare ai tifosi ed alla città di Oakland un’ultima cavalcata assieme alla sua squadra è allungare una serie complicatissima per gli Warriors: “Andiamo a Toronto e proviamo a vincere la partita“, è la semplice ricetta di coach Steve Kerr.

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