In una serata sportivamente drammatica è sfumato il primo dei due match point per il titolo NBA 2019 per i Toronto Raptors.
I Golden State Warriors hanno resistito al devastante infortunio di Kevin Durant, alla rimonta dei Raptors guidata da Kawhi Leonard e da un ultimo minuto da incubo di DeMarcus Cousins per forzare un’ultima partita alla Oracle Arena di Oakland.
Quale sarà – se vi sarà – il contraccolpo mentale dopo l’infortunio di Durant per gli Warriors, solo il campo potrà dirlo nella notte italiana tra giovedì e venerdì. Ciò su cui i Toronto Raptors vogliono focalizzarsi è la seconda opportunità, per assicurarsi di non sprecarla.
“Non vedo l’ora di allenare un’altra partita di queste finali” Coach Nick Nurse conta i minuti alla palla a due “Tutto ciò che è successo, tutte le emozioni, le azioni, le cose che sai di aver potuto fare meglio (…) se riguardiamo oggi (gara 5, ndr), ci sono state delle occasioni in cui abbiamo giocato bene e preso i tiri che volevamo, poi c’è stata un’azione in cui Marc (Gasol, ndr) ha subito un fallo evidente, ma niente fischio, e poi un minuti dopo Kyle (Lowry, ndr) ha preso un buon tiro da tre… piccole cose che avrebbero potuto cambiare tutto“.
Toronto Raptors verso gara 6, Lowry: “Ci siamo”
I Raptors avranno in gara 6 il (presunto) vantaggio di una squadra in salute migliore rispetto ai malmessi Warriors: Kevon Looney sarà della partita nonostante un infortunio al costato, DeMarcus Cousins rimane in difesa un anello debolissimo per coach Kerr, Andre Iguodala e Klay Thompson stanno giocando su alcuni piccoli problemi muscolari.
“Dobbiamo solo scendere in campo e fare il nostro dovere” Kyle Lowry vuole lasciarsi alle spalle l’errore sulla sirena di gara 5 e la stoppata di Draymond Green “Non è una situazione nuova per noi, sappiamo cosa dobbiamo fare. Non siamo una squadra che vive di picchi e cali vistosi, viviamo il momento. Sappiamo che incontreremo una squadra pronta a battersi, ma lo siamo anche noi“.
Never too high, never too low pic.twitter.com/bi2JdMdbVu
— Toronto Raptors (@Raptors) June 12, 2019
La vittoria di gara 5 gara ha regalato ai tifosi di Oakland un’ultima recita alla vecchia Oracle Arena, che andrà in pensione dalla prossima stagione. I Golden State Warriors dovranno forzare tra le mura amiche una gara 7 che terrebbe aperto il sogno “Three-Peat” per gli uomini di coach Kerr.
Steph Curry, Klay Thompson, Draymond Green ed il nucleo storico degli Warriors hanno già testato in passato entrambi i lati di una rimonta da uno svantaggio di 1-3, il record casalingo ai playoffs di Golden State non è a dire il vero il viatico migliore per affrontare una partita da dentro o fuori, ma per tanti motivi di versa da tutte le altre già disputate.

