Tutti sono pronti a scommettere, per il terzo anno di fila, che i Minnesota Timberwolves giocheranno la post season. Il talento dei singoli è potenzialmente da contender, le posizioni in classifica degli ultimi anni sono però pessime. Questa squadra vale molto di più di un qundicesimo ed un tredicesimo post: ora è vietato sbagliare.
Il ritiro di Garnett toglie sicuramente molta esperienza, gli arrivi di Hill, Rush e del rookie Dunn aiuteranno i T-Wolves ad avere più sostanza dalla panchina. Il quintetto titolare sarà quindi lo stesso dell’ultima stagione: Rubio-LaVine-Wiggins-Dieng-Towns.
I CAMBIAMENTI DI GIOCO
La franchigia di Minneapolis è tra quelle che sono cambiate meno di tutta la lega. In panchina è però arrivato Tom Thibodeau, che molti di voi ricorderanno già alla guida dei Bulls. Rose e compagni grazie a lui erano diventati una macchina perfetta, sempre ai primi posti della Eastern Conference e con un’efficenza difensiva fuori dal comune: nella stagione 2011/2012 concedettero agli avversari appena 88.2 punti a partita. Proprio alla base di questa statistica possiamo trovare il motivo della sua chiamata: nelle ultime due stagioni la media di punti concessi dai Timberwolves si aggirava spaventosamente intorno al numero 106, bisognava decisamente correre ai ripari. Dopo l’eccellente lavoro svolto con giovani diventati superstar (vi dicono niente Rose e Butler?) è lecito aspettarsi molto anche dai vari LaVine, Dunn, Wiggins e Towns (anche se gli ultimi due sembrano già essersi messi da soli sulla buona strada).

KEVIN GARNETT E KARL-ANTONY TOWNS, PASSATO E FUTURO DEI T-WOLVES
PREVISIONI MINNESOTA TIMBERWOLVES
Il futuro è dei Minnesota Timberwolves, bisogna solo fare in modo che inizi il prima possibile. Il roster ha un potenziale enorme, il freno dei lupi potrebbero però non essere i giovani. Rubio negli anni è stato molto criticato per il range di tiro ridotto, Pekovic si è nuovamente infortunato e salterà l’intera stagione, Hill dalla panchina può essere un buon innesto ma negli ultimi anni non ha fatto faville. Il rischio è che una squadra troppo giovane, senza dei veterani a bilanciarla, si perda. Le partenze di Garnett e Prince potrebbero rallentare la crescita dei tanti talenti, orfani dei loro maestri. Minneapolis ha però tanta voglia di respirare le atmosfere dei playoff, ha voglia di vincere. State attenti quando entrate nella foresta: i lupi hanno fame.

