
I giovani leoni dei Lakers (fonte Getty Images)
Quando si guarda l’albo d’oro dell’NBA non si può non notare che due franchigie, da sole, mettono insieme quasi la metà del totale delle vittorie; parliamo ovviamente di Boston Celtics e Los Angeles Lakers, di fatto la storia del Basket Mondiale.
Se poi l’attenzione si sposta a chi è stato il più grande giocatore in assoluto, la scelta si restringe alle dita di una mano, e il pensiero, inevitabilmente, corre al più grande giocatore dell’NBA degli ultimi 15 anni Kobe Bryant.
Quella che sta per iniziare, per i Los Angeles Lakers, è la prima stagione, dal 1996 ad oggi, che parte senza “The Black Mamba” e tutto questo, ovviamente, ha un impatto sull’organizzazione, sulle ambizioni e sulle prospettive future della seconda squadra più titolata d’America.
La domanda che molti si fanno, e che noi oggi poniamo ai lettori di NBAPAssion, non è tanto chi raccoglierà il suo testimone, un quesito a cui forse è impossibile rispondere, ma chi sarà il leader, il front-man di un gruppo di giovani che finora non è stato altro che la ruota di scorta del Mamba.
Vediamo il profilo di quelli, che secondo il general manager Mitch Kupchak e il Coach Luke Walton, con la dovute dose di esperienza, potranno “riempire le scarpe di Bryant“.
Chi sarà il leader dei Los Angeles Lakers: D’Angelo Russell
D’Angelo Russell non sembra il tipo di giocatore che scappa dalla luci della ribalta. Certo, i suoi dietro le quinte, le scappatelle riprese da Nick Young e una conversazione privata che stavano per compromettere la sua carriera non sono il massimo per diventare un leader, ma gli amanti del basket amano le storie di riscatto, e Russell sembra proprio incamminarsi in quella direzione, soprattutto se quella direzione la traccia Walton.
Il Coach dei Los Angeles Lakers ha fatto capire, in più occasioni, di voler prendere sotto al sua ala protettiva il 20enne prodotto dell’Università dell’Ohio State, seconda scelta assoluta del Draft 2015. Walton vuole insegnargli tutto quello che serve per essere leader in un ambiente vincente, rendendolo più autorevole durante le partite, e dando forma ad un talento grezzo che, per molti, può diventare la spilla di diamanti che i Lakers del 2020 potranno appuntarsi sul bavero della giacca.
Chi sarà il leader dei Los Angeles Lakers: Brandon Ingram
Ingram è ancora un cucciolo, ha 19 anni e soprattutto è un rookie. Seconda scelta assoluta del Draft 2016. Di lui si dice un gran bene. Il suo fisico migliorerà nel corso del tempo, la sua tecnica verrà affinata, la sua capacità di leadership aumenterà in maniera esponenziale ma è oggettivamente difficile prevedere, oggi, cosa sarà Brandon Ingram.
Nella scorsa stagione la fase difensiva dei Lakers era ridotta ai minimi termini, ed Ingram entrando piano piano nei meccanismi e aumentando i minuti di gioco può aiutare la franchigia a trasformare quella debolezza in un punto di forza. I Los Angeles Lakers hanno in Ingram un secondo diamante grezzo, ma con la necessità di gestire la sua crescita con la massima cura.
Chi sarà il leader dei Los Angeles Lakers: Julius Randle
Il terzo candidato alla leadership dei Los Angeles Lakers è quello che per ora nessuno pronostica: Julius Randle. Eppure la 7° scelta del Draft 2014 ha tutto per esplodere: “Entrando nel mio terzo anno, o al secondo anno visto quello perso per l’infortunio alla tibia – ha detto Randle durante il Media Day dei Los Angeles Lakers – credo di dover diventare il riferimento di un gruppo di giovani di cui io sono diventato un po’ il veterano. Ricomincio da me, dalla volontà di giocare l’uno per l’altro, per adesso non importano le statistiche, ma presto arriveremo in alto“.
La volontà di Randle di assumere una posizione di leadership a soli 21 anni la dice lunga sul suo carattere, è il tipo di giocatore che desidera combattere in trincea, e probabilmente è proprio quello di cui in California hanno bisogno. Le opzioni sono in campo, si accettano le scommesse.

