Teamwork
Entriamo più nel dettaglio ed andiamo ad analizzare la squadra nel complesso per capire come riescono ad essere una serie rivale degli uscenti campioni NBA nella conference orientale. Innanzitutto va detto che sono una squadra molto perimetrale e giocano spesso lontano da canestro anche con i lunghi (Horford, Olynyk e Johnson non sono “battezzabili” da dietro l’arco). Ed infatti ben il 33.5% dei punti della squadra arrivano da tiri da tre. Percentuali più alte le hanno solo Rockets e Cavs, due squadre che fanno del tiro da tre le fondamenta del loro gioco. Altra componente importante del gioco dei Celtics è il movimento di palla; i tocchi totali a partita sono 448.3, il 3° miglior dato della lega. Molti tocchi si traducono in molti assist (25.1 a sera, terzi dietro a Warriors e Rockets) e molti assist secondari (7.2 a gara, secondi solo ai soliti Warriors).
Avere un backcourt folto ma con pochi centimetri (Thomas, Bradley, Smart, Crowder e Rozier non arrivano a 2 metri) limita la possibilità di gestire i mismatch, ma permette un’ottimo movimento orizzontale degli uomini, che riescono ad effettuare ottimi closeout sui tiratori avversari. La percentuale dall’arco di chi affronta i Boston Celtics scende infatti fino al 34.7%, cioè la quinta peggior percentuale della lega.
Analizzando gli altri dati però si fatica a trovare altre voci statistiche in cui ragazzi di coach Stevens risultino eccellenti. Qual è allora il vero motivo della fantastica stagione che stanno disputando? CLUTCH>>>

Danny Ainge e Brad Stevens.

