Lo strapotere di Anthony Davis

Anthony Davis, New Orleans Pelicans

A New Orleans c’è un ragazzotto che per anni ha predicato nel deserto, ha portato l’acqua al mulino con le sue larghe spalle e con una forza al di sopra della media.  I suoi propositi di gloria però sono sempre stati sopiti da un contesto tecnico tutt’altro che all’altezza delle sue doti. E così rompere gli indugi e chiedere la trade ai Pelicans sembrava la soluzione giusta per dare una svolta alla sua carriera: Anthony Davis dovrà in ogni caso pazientare ancora un po’.

 

L’intenzione di cambiare aria, manifestata tramite l’agente Rich Paul. I Los Angeles Lakers che si fanno sotto per accaparrarselo. L’offerta gialloviola. Il rilancio. La controproposta di Dell Demps. Il silenzio. Il nulla di fatto. I giorni che hanno preceduto la trade deadline sono stati episodi di un drama ad alta tensione ma senza il colpo ad affetto sperato. Il finale cliffhanger ha rimandato i discorsi alla offseason 2019. Ma intanto Anthony Davis è salito alla ribalta per il mancato affare: meglio lasciarci tutto alle spalle e ricordare il perchè sia uno dei giocatori più chiacchierati in circolazione.

 

ANTHONY DAVIS:  POTENZA E VERSATILITÀ IN ATTACCO

Power forward di ruolo, Davis è capace di svariare su tutto il fronte offensivo a prescindere dall’avversario ha davanti. In post basso il nativo di Chicago banchetta agevolmente: prende la posizione, sfrutta il fisico per avvicinarsi al canestro e spostare il marcatore ed infine va a concludere grazie a delle parabole alte, sfruttando le sue lunghe leve. Nel pitturato detta legge (15 punti in media a gara, in soldoni), basta vedere come negli uno contro uno riesce facilmente ad attaccare il ferro in penetrazione, con un passo piuttosto svelto nonostante la stazza; senza dimenticare i tap in dopo aver abbrancato un rimbalzo offensivo.

 

Il pitturato è il suo terreno di caccia preferito, dove risulta incontenibile.

 

 

Ovviamente il suo contributo nei giochi in pick and roll. Prima compie il blocco in maniera granitica per il portatore di palla, poi si dirige lesto verso il canestro per chiudere il tutto, a volte anche su alley-oop (cosa che si vede spesso in altri frangenti). Anthony Davis è un giocatore dinamico, moderno, che sa destreggiarsi in diverse situazioni. L’alto ritmo del gioco dei Pelicans l’ha aiutato ad essere un’arma anche in transizione. Una volta afferrato che viene interrotto il possesso avversario, Davis riesce a percorrere il campo a grandi falcate e a volte conduce il pallone con naturalezza. Il computo dei punti messi a referto durante un contropiede son quasi 3 in media, forse non pochissimi se consideriamo che si parla di un lungo puro e che prima di lui, nella classifica ad hoc, ci sono esterni o guardie (tranne Pascal Siakam).

In termini di spaziature una mano la può dare quando si apposta sulla linea dei tre punti. Già, appena si presenta l’occasione tenta la gloria dalla suddetta zona di campo aspettando il passaggio giusto dettatogli da un compagno, come il classico spot up shooter; dagli angoli c’è da dire che tira di rado, anche se in toto viaggia su un rispettabile 32%.

 

ATTITUDINE E LETTURE IN DIFESA

Nella sua metà campo offensiva Anthony Davis fa la voce grossa, e non solo. Lo stesso discorso lo si può fare in difesa, dove emergono la sua attitudine e le sue letture. Di fatto è uno dei migliori rim protector della lega, grazie alle sue stoppate che arrivano puntuali negli aiuti dal lato debole: se l’attaccante riesce a penetrare,  interviene subito per frenare le velleità. Il suo spiccato senso della posizione è importante in questo tipo di giocata. 2,5 le stoppate rifilate a partita, il che ne fa uno specialista della categoria.

Accettare i cambi non è un problema, infatti l’ala grande è capace di contenere avversari più rapidi col suo buon footwork e un’apertura alare che ostruisce a dovere gli spazi.

 

Strada verso il ferro chiusa, a doppia mandata.

LA VOGLIA DI VINCERE IN UN FUTURO INCERTO

La prossima estate sarà più infuocata che mai. Oltre ai Lakers, che potrebbero bussare di nuovo alla porta, ci saranno inoltre Boston Celtics e New York Knicks pronti ad unirsi alla corsa e scatenare una potenziale asta. Sono queste tre le pretendenti più accreditate, seppur lo stesso giocatore abbia ribadito di guardare a tutte le 29 franchigie NBA. Anthony Davis è destinato a lasciare la Louisiana per compiere finalmente il grande passo e ambire così a qualcosa di importante, ossia lottare per vincere. Cosa che ai Pelicans, per svariati motivi, non ha potuto fare. Il futuro è aperto ad ogni scenario, tra possibili proposte indecenti, offerte al ribasso e attese strategiche. Insomma, si vedrà. Comunque farà parlare di sé, sia fuori che, soprattutto, sul parquet.