Trade Deadline piccante, ma per i veri botti aspettare la prossima estate

Los Angeles Lakers playoffs

Il grande botto di febbraio alla fine non è scoppiato: Anthony Davis è rimasto a New Orleans, con buona pace dei Los Angeles Lakers che tenteranno una nuova sortita ad inizio luglio. Il duo Pelinka-Johnson ha messo sul piatto tutto il giovane core della squadra più i contratti di Rondo e Stephenson, ma la dirigenza dei Pelicans, nonostante l’esplicita richiesta di essere ceduto, non ha voluto sentir ragioni. Non si sono mossi nemmeno Mike Conley, a lungo conteso dagli Utah Jazz, e Nikola Vucevic, al centro di discussioni a poche ore dalla trade deadline. Questa breve sessione di mercato ha comunque offerto una serie di scambi intriganti, alcuni volti ad avere un impatto immediato nella corsa ai playoff, altri in ottica lungimirante. Ecco qui un riassunto dei principali affari conclusi questa settimana.

Alla conquista del Canada

Si parte dal Colpo per antonomasia di questa trade deadline. Marc Gasol ai Toronto Raptors, Jonas Valanciunas, Delon Wright, C.J. Miles e una seconda scelta 2024 ai Memphis Grizzlies. Il catalano non ha bisogno di presentazioni: centro versatile, abile nel tiro da fuori, elegante nel gioco in post e dotato di una visione di gioco pari a quella di Jokic. I lunghi di scuola europea hanno sempre detto la loro in NBA e il fratello di Pau non fa eccezione. I Raptors puntano al bottino grosso e considerati i contratti in scadenza di Leonard, Green e Siakam, questa potrebbe essere la loro unica occasione. Memphis invece dà inizio a un rebuilding troppo a lungo rimandato, l’era Grizz & Grind è ufficialmente giunta al termine e la cessione di Conley è stata solo posticipata a luglio. Il presente e soprattutto il futuro dei Grizzlies risponde al nome di Jaren Jackson Jr.

Marc Gasol non dovrebbe cambiare casacca prima della trade deadline.
Trade deadline: Gasol ai Raptors

New York si gioca tutto in estate, Dallas sempre più europea

Un infortunio al ginocchio ha impedito a Kristaps Porzingis di essere protagonista sul parquet ma non nelle vicende extra-cestistiche : la settimana scorsa ha chiesto la cessione e qualche ora dopo è stato ceduto ai Dallas Mavericks in cambio di Dennis Smith Jr, DeAndre Jordan e Wesley Matthews (immediatamente rilasciato). Alla corte di Carlisle sono arrivati insieme al lettone Courtney Lee, Trey Burke e Tim Hardaway Jr. New York punta tutto sulla free agency 2019, con il rischio di rimanere a bocca asciutta ma anche con la possibilità di pescare due All-Star del calibro di Durant e Irving. Molto dipenderà da quanti zeri sottoscriveranno nel contratto e dal rookie che approderà nella Grande Mela (Zion?). Il gioco vale la candela. La franchigia di Cuban, reduce dall’esperienza Nowitzki, affida le chiavi della squadra nelle mani di due giovani europei destinati alla grandezza. Qualora Porzingis tornasse l’anno prossimo al 100% in coppia con Doncic potrebbe seriamente rendere Dallas una mina vagante della Western Conference. Se poi dovessero sbarcare in estate dei talentuosi role-players, si potrebbero nutrire ben altre ambizioni.

Trade deadline: Porzingis ai Mavericks

L’era dei big-four

Quando si fa riferimento ai giocatori più sottovalutati della NBA, impossibile non citare Tobias Harris. Le stats annuali recitano 20.9 punti, 7.9 rimbalzi e 2.7 assist tirando con il 49% dal campo e con il 43% da tre. Avesse giocato subito ad Est sarebbe stato chiamato all’All-Star Game. E invece il trasferimento si è consumato qualche settimana dopo le nomination: I Philadelphia 76ers hanno scambiato Wilson Chandler,  Landry Shamet, Mike Muscala (subito girato ai Lakers) e un pacchetto di prime scelte in cambio di Tobias Harris e Boban Marjanovic. I Clippers si rifanno il look in vista dei playoff, perdendo il loro top scorer ma allungando le rotazioni, Philadelphia invece rinnova le sue ambizioni da titolo: solo il quintetto base (Simmons-Redick-Butler-Harris-Embiid) è in grado di garantire una produttività offensiva da almeno 90 punti a partita. Basterà per vincere la conference? Forse. Nel frattempo le altre contender dell’Est si sono rinforzate.

Trade deadline: Harris ai 76ers

Mirotic-Bucks: l’ennesimo tiratore alla corte di Budenholzer

Che i Bucks siano la rivelazione di questa stagione non fa più notizia. Antetokounmpo sta giocando da MVP, Bledsoe ha messo la testa a posto e Middleton sta proseguendo una impetuosa crescita che lo ha portato al primo All-Star Game in carriera. Il vero segreto dell’attuale capolista però siede in panchina: Mike Budenholzer ha tirato fuori il massimo dai suoi giocatori e orchestrato un sistema di gioco affine con il roster a disposizione. Antetokoumpo è libero di gestire i possessi, penetrare ogni qualvolta ce ne fosse l’occasione per poi concludere in lay-up o scaricare per uno degli altri 4 tiratori presenti sul parquet (i due lunghi, Lopez e Ilyasova stanno tirando con il 40% da oltre l’arco). Milwaukee ha il secondo miglior attacco ed è la franchigia che ha realizzato più triple in stagione. Ecco perciò spiegata la trade per Nikola Mirotic scambiato con Stanley Johnson, Thon Maker, Jason Smith e tre seconde scelte. Lo spagnolo allunga le rotazioni e garantisce ulteriore pericolosità da oltre l’arco (17 punti di media con il 37% da tre). Una potenza di fuoco che rende questi  Bucks i principali Anti-Warriors.

Trade deadline: Mirotic ai Bucks

Step-by-step Kings

A proposito di rivelazioni, nemmeno il tifoso più ottimista avrebbe mai pensato di trovare i Sacramento Kings in zona playoff a questo punto della stagione. Eppure Fox e compagni, giocando un corale basket champagne, si sono presi lo scalpo delle squadre più accreditate e occupano il nono posto della Western Conference. Il passo successivo è stato inserire in questo solido meccanismo un giocatore quale Harrison Barnes, campione NBA con i Warriors, difensore roccioso e tiratore impeccabile. Tralasciando le modalità con cui è stato comunicato, l’acquisto di Barnes rappresenta un colpo interessante in ottica lungimirante. Prossimo passo, raggiungere quella postseason che manca da ormai 13 anni. La strada è ancora lunga e in salita, ma questi giovani Kings hanno ampi margini di miglioramento e, passo dopo passo, ritorneranno in vetta alla classifica.

Trade deadline: Barnes ai Kings

Provaci ancora Fultz

Tra Philly e Markelle Fultz non è mai scoccata la scintilla. Selezionato con la first pick al draft 2017, negli ultimi due anni ha passato più tempo in infermeria che sul campo a causa di un problema alla spalla che continua a tormentarlo ancora oggi. 33 partite giocate, 7.7 punti, 3.4 rimbalzi e 3.4 assist in media con il solo merito di essere diventato il più giovane di sempre ad aver realizzato una tripla doppia in regular season. Ancora più impetuose le percentuali al tiro: 41.9% dal campo, 26.7% da tre e 53.4% ai liberi. Il rischio di essere ricordato come il peggior bust della NBA è alto, i 76ers lo hanno aspettato e coccolato ma alla fine hanno perso la pazienza. Nel ultimo giorno della trade deadline è stato spedito agli Orlando Magic per Jonathon Simmons, una prima e una seconda scelta al prossimo draft. Orlando mette le basi per un rebuilding prossimo ed inevitabile, la scelta di Fultz potrebbe essere stata un azzardo ma, se dovesse tornare lo splendido diamante ammirato a Washington State, allora il presidente Weltman si troverebbe fra le mani una sicura All-Star in futuro.

Trade deadline: Fultz ai Magic

Dalle stelle alle stalle

Non ce ne voglia Mike Muscala, ma i tifosi Lakers si aspettavano ben altro alla fine della trade deadline. Anthony Davis, malgrado le estenuanti trattative di Magic, è rimasto a New Orleans ed i Lakers hanno perciò virato sull’ex power forward dei 76ers, spedendo all’altro lato della città Micheal Beasley e Ivan Zubac. La caccia alle All-Star riprenderà in estate, per il momento coach Walton potrà comunque disporre di un giocatore versatile, capace di garantire pericolosità nel pitturato e oltre l’arco. Negli ultimi anni molti semplici role-player hanno superato i loro limiti stando al fianco di LeBron James. Che Muscala possa ripercorrere le loro orme? I “delusi” tifosi purple-gold se lo augurano.

Mike Muscala
Trade deadline: Muscala ai Lakers