Spulciando tra le varie classifiche riservate alla National Basketball Association, ce n’è una abbastanza curiosa: quella riservata ai rookie NBA più anziani di sempre.
L’approdo di Milos Teodosic, sponda Los Angeles Clippers, è solo l’ultimo in ordine di tempo. Il serbo va ad aggiungersi a una lista ben forbita di talenti internazionali che, solo in età avanzata, hanno portato i propri talenti nella lega più importante al mondo. Nessun filo conduttore tra le diverse esperienze: questi giocatori, per un motivo o per un altro, hanno saggiato l’avventura statunitense tardi. Un giovane rookie come Ricky Rubio, giunto a Minneapolis a soli ventuno anni, se la prese sin da subito con il grande freddo patito, fattore negativo per il suo gioco e per il suo spirito. Tipo caliente lui.
Tornando ai nostri adorabili vecchietti, nella top five risiedono solo giocatori che, parlando dal punto di vista anagrafico, avevano già scollinato i trenta una volta giunti nella lega. “La vecchiaia non è così male se considerate le alternative” – disse l’attore e cantante francese Maurice Chevalier al New York Times. E Se l’alternativa si chiama NBA, ben venga.
5) ARVYDAS SABONIS

Il principe del Baltico in azione con i Portland Trail Blazers
Una storia di attesa ripagata quella del padre di Domantas, nato a Kaunas il 19 dicembre 1964. Il lituano viene scelto nel draft 1985 dagli Atlanta Hawks, ma non avendo raggiunto il ventunesimo anno di età, la chiamata non viene convalidata. Successivamente, sono i Portland Trail Blazers a spendere su Arvydas la numero 24. La situazione tra USA e URSS, però, era accesa e solo nel 1995 Sabonis potrà raggiungere i Blazers, vincendo nel frattempo uno storico oro ai Giochi di Seoul con l’Unione Sovietica. All’età di 31 anni, il rincipe del Baltico approda dunque oltreoceano. In sette anni, Sabonis ha viaggiato a una media di 14 punti e 7 rimbalzi, grazie anche alla sua immensa stazza (220 cm per 130 kg) fermandosi però nel 1999 e nel 2000 alle finali di Conference contro Spurs e Lakers. Introdotto nella Hall of Fame nel 2011.
4) PERO ANTIC

Il macedone in lunetta alla Philips Arena
Il classe 1982 nativo di Skopje, attuale lungo della Stella Rossa di Belgrado, ha dovuto faticare non poco per arrivare negli States. Dopo anni traghettati tra Atene, Belgrado, Sofia e Rostov, Antic a 31 anni viene arruolato dagli Atlanta Hawks. Nei due anni di permanenza, il macedone fa registrare 6.4 punti e 4 rimbalzi in 17 minuti di media, divenendo un importante stretch 4 quando serviva liberare spazio in area ad Al Horford.
3) ANTOINE RIGAUDEAU

Due leggende della pallacanestro francese: Antoine Rigaudeau e Tony Parker
Non una parentesi da ricordare. Antoine Rigaudeau, nato a Cholet nel dicembre 1971, si dichiara eleggibile al Draft nel 1993. Non venendo pescato si rigetta in area FIBA dove vince tutto in Francia con la maglia del Pau Cholet, compagine transalpina più blasonata. A Bologna, alla corte di Ettore Messina e al fianco di Pedrag Danilovic, Hugo Sconochini e Alessandro Abbio, Rigaudeau si consacra a livello europeo vincendo scudetto ed Eurolega. Giunge infine ai Dallas Mavericks a 31 anni: in 11 partite giocate, 1.5 punti, 0.5 rimbalzi e 0.8 assist di media. Non certo un periodo facile. Entrato nella FIBA Hall of Fame, nel 2005 inizia la carriera da allenatore.
2) MARCELINHO HUERTAS

Marcelinho Huertas: per lui 78 presenze con i Lakers
Altra promessa, altra storia non andata a lieto fine. Il blasonato Marcelinho Huertas, classe 1983, viene ingaggiato nel 2005 dai Los Angeles Lakers. Con 32 primavere alle spalle, Huertas si vede scavalcato nelle rotazioni dai vari D’Angelo Russell e Jordan Clarkson, simboli della ricostruzione nel post Kobe Bryant. Una volta girato ai Rockets, viene poi tagliato. In 76 partite con i gialloviola: 14 minuti, 3.9 punti, 1.5 rimbalzi e 3.1 assist di media
1) PABLO PRIGIONI

2 novembre 2012: a 35 anni Prigioni diventa il rookie Nba più anziano di sempre
And the winner is… Pablo Prigioni. Madison Square Garden, 2 novembre 2012. I New York Knicks superano tra le mura amiche i Miami Heat per 104-84. Fino a qui niente di particolare. Durante il match fa il suo debutto sul parquet, con la casacca numero nove, il giocatore argentino. Ancora niente di particolare. Dando uno sguardo alla sua carta d’identità, però, una data fa uscire gli occhi dalle orbite: 17 maggio 1977. Alla veneranda età di 35 anni, Prigioni diventa il più anziano rookie ad aver solcato i campi NBA. Una matricola anomala che non aveva bisogno di presentazione. Il playmaker, insieme ai vari Ginobili, Scola, Nocioni e Delfino (tanto per citarne alcuni) faceva parte di quella generaciòn dorada argentina vicecampione del mondo a Indianapolis nel 2002 e medaglia d’oro ai Giochi di Atene nel 2004. Prigioni cambierà franchigia passando dai Knicks (3.9 punti, 3 assist di media) ai Rockets (3 ppg e 2.8 assist), finendo poi la sua avventura con i Clippers (2.5 punti e 2.2 assist).

