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L’arte del reparto arretrato: il difensore in NBA

di Alessandro Ranieri
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Per gli amanti del reparto difensivo, oggi andremo ad analizzare gli attuali migliori cinque difensori della lega. Fisicità, rapidità e grandi capacità tecniche. Con le difese si vincono i campionati e loro sono sempre più determinanti nelle rispettive squadre. Il difensore guida da dietro i compagni e deve studiare al massimo i suoi avversari.

I Boston Celtics sono sempre più sorprendenti, grazie ad una rosa varia e ben concepita. Kyrie Irving ha conquistato una posizione di rilievo nella leadership di squadra e sul parquet non sta deludendo. Nonostante la presenza di Irving e dei vari Jayson Tatum e Jaylen  Brown, però, i Celtics devono fare i conti con il vuoto lasciato da Avery Bradley, passato a Detroit coi Pistons, dove si sta imponendo alla grande. Rispetto agli anni scorsi è migliorato nella fase offensiva e ha fatto registrare il suo career high per media punti (16.3) e rimbalzi (2.6). Se dovessimo valutare le sue ottime prestazioni difensive dalle statistiche, verremmo smentiti: 1.1 palle rubate e 0.2 per partita.

Il lavoro di Bradley emerge soprattutto nello scontro individuale con le guardie avversarie, in cui dimostra di essere un vero e proprio valore aggiunto. Prendiamo un esempio della scorsa stagione per evidenziare le sue abilità. Nelle finali di Conference contro i Cavs, Irving è stato  in gran parte limitato, facendogli registrare nella prima partita solo 11 punti e una media di 3 palle perse per gara, su cinque scontri. Anche i Pistons sono in ottima forma e la difesa di Bradley è uno dei fattori principali, un vero mostro difensivo.

 

Vi sareste aspettati di vedere citato Kevin Durant, anche se non è un difensore? Partiamo dal presupposto che è stato l’ago della bilancia dei Warriors nella vittoria dell’ultimo titolo e ora si sta imponendo per una predisposizione maggiore al blocco dei tiri. Basta vedere l’ultima gara con New Orleans e la sua difesa su Davis; a questo proposito, sta dimostrando una forza difensiva di alto livello. L’unico punto a sfavore di tutto ciò è che sta commettendo molti falli (2.3), ma è il prezzo da pagare per ricoprire quel ruolo. Molto spesso si ritrova a giocare anche come ala grande, data la mancanza in quella posizione per Golden State, e sotto canestro diventa letale. Le sue penetrazioni sono quasi impossibili da fermare, cosi forti e aggressive. Essere arrivato nella miglior squadra della Lega lo ha fatto crescere esponenzialmente, senza creare alcun conflitto con Curry, anzi.

Il grande carattere di Kevin Durant.

Kevin Durant.

 

L’impressione iniziale per Rudy Gobert agli Utah Jazz non è stata delle migliori, ma anche lui col tempo si è trasformato in un difensore di primo ordine. Nella sua prima stagione da rookie aveva messo a referto solo 0.9 tiri per partita, da quella successiva a 2.3 e da allora è salito gradualmente. Sicuramente, non è il più tecnico o talentuoso dei giocatori, ma ha attraversato una evoluzione notevole. Un po’ rallentato dagli infortuni, Gobert non ha smesso di essere un avversario terribile nella zona perimetrale e sotto canestro. La partenza di Hayward gli ha permesso di essere più presente nella fase offensiva, insieme a tutta la squadra; allo stesso tempo, è diventato il responsabile principale del reparto difensivo e le 2.4 stoppate per gara stanno confermando la sua immensa forza.

 

Kawhi Leonard potrebbe essere il primo classificato senza ombra di dubbio, ma questa stagione non si è ancora visto. Chiariamo: il suo rapporto talento/forza/funzionalità non è variato, ma qualcuno sta giocando minuti in più di lui ed è oggettivamente molto solido e costante. Dopo la sua prima stagione d’esordio ha sempre giocato con 1.7 palle rubate di media e quasi una stoppata per partita. Segni inconfutabili. Il motivo principale per parlare del principale difensore del campionato sta nel difendere senza commettere falli: 1.8 di media in tutta la sua carriera, oltre a tutte le altre caratteristiche difensive impressionanti. Gregg Popovich, se dovesse scegliere un uomo da portare in guerra, sceglierebbe lui o al massimo Tim Duncan. In questi giorni dovrebbe fare il suo rientro sul parquet e provare a riconquistarsi il suo posto tra i pesi massimi dell’NBA e potrebbe essere una grande mano in attacco, oltre ai suoi compiti difensivi.

Con le sue grandi mani Kawhi Leonard domina la difesa di Popovich.

Con le sue grandi mani Kawhi Leonard domina la difesa di Popovich.

 

L’arrivo nel 2012 ai Warriors è stata una vera e propria benedizione del cielo. Draymond Green fu scelto con la trentacinquesima chiamata e nessuno immaginava che razza di difensore sarebbe diventato nel giro di qualche anno. Il premio come NBA Defensive Player Of The Year Award 2017 lo ha consacrato definitivamente ed è stato il culmine di quattro solidi anni di lavoro. In parallelo, sta aumentando le sue statistiche di punti per partita e registra costantemente 7.1 assist di media. Negli ultimi tempi si è messo in mostra per le numerose risse ed espulsioni, ma dimostrano la sua grande vena agonistica sul campo. La sua anima da guerriero è sempre presente e la sua mancanza si sente pesantemente (Finals 2016). I numeri di questa stagione sono leggermente più bassi di quelli precedenti (1.5 palle rubate e 1.3 stoppate ), ma sta compensando lavorando molto sui rimbalzi e gli assist (7,1). L’abilità di Green sta nell’adattarsi in ogni situazione, specialmente quando è chiamato a difendere su uomini più grossi di lui, eseguendolo alla perfezione. Coach Steve Kerr sta utilizzando Green come centro nella small ball lineup, prediligendo meno fisico ma più rapidità, agilità e punti da 3. Serve altro per motivare la sua prima posizione?

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