Per gli amanti del reparto difensivo, oggi andremo ad analizzare gli attuali migliori cinque difensori della lega. Fisicità, rapidità e grandi capacità tecniche. Con le difese si vincono i campionati e loro sono sempre più determinanti nelle rispettive squadre. Il difensore guida da dietro i compagni e deve studiare al massimo i suoi avversari.
I Boston Celtics sono sempre più sorprendenti, grazie ad una rosa varia e ben concepita. Kyrie Irving ha conquistato una posizione di rilievo nella leadership di squadra e sul parquet non sta deludendo. Nonostante la presenza di Irving e dei vari Jayson Tatum e Jaylen Brown, però, i Celtics devono fare i conti con il vuoto lasciato da Avery Bradley, passato a Detroit coi Pistons, dove si sta imponendo alla grande. Rispetto agli anni scorsi è migliorato nella fase offensiva e ha fatto registrare il suo career high per media punti (16.3) e rimbalzi (2.6). Se dovessimo valutare le sue ottime prestazioni difensive dalle statistiche, verremmo smentiti: 1.1 palle rubate e 0.2 per partita.
Il lavoro di Bradley emerge soprattutto nello scontro individuale con le guardie avversarie, in cui dimostra di essere un vero e proprio valore aggiunto. Prendiamo un esempio della scorsa stagione per evidenziare le sue abilità. Nelle finali di Conference contro i Cavs, Irving è stato in gran parte limitato, facendogli registrare nella prima partita solo 11 punti e una media di 3 palle perse per gara, su cinque scontri. Anche i Pistons sono in ottima forma e la difesa di Bradley è uno dei fattori principali, un vero mostro difensivo.
Vi sareste aspettati di vedere citato Kevin Durant, anche se non è un difensore? Partiamo dal presupposto che è stato l’ago della bilancia dei Warriors nella vittoria dell’ultimo titolo e ora si sta imponendo per una predisposizione maggiore al blocco dei tiri. Basta vedere l’ultima gara con New Orleans e la sua difesa su Davis; a questo proposito, sta dimostrando una forza difensiva di alto livello. L’unico punto a sfavore di tutto ciò è che sta commettendo molti falli (2.3), ma è il prezzo da pagare per ricoprire quel ruolo. Molto spesso si ritrova a giocare anche come ala grande, data la mancanza in quella posizione per Golden State, e sotto canestro diventa letale. Le sue penetrazioni sono quasi impossibili da fermare, cosi forti e aggressive. Essere arrivato nella miglior squadra della Lega lo ha fatto crescere esponenzialmente, senza creare alcun conflitto con Curry, anzi.

Kevin Durant.
L’impressione iniziale per Rudy Gobert agli Utah Jazz non è stata delle migliori, ma anche lui col tempo si è trasformato in un difensore di primo ordine. Nella sua prima stagione da rookie aveva messo a referto solo 0.9 tiri per partita, da quella successiva a 2.3 e da allora è salito gradualmente. Sicuramente, non è il più tecnico o talentuoso dei giocatori, ma ha attraversato una evoluzione notevole. Un po’ rallentato dagli infortuni, Gobert non ha smesso di essere un avversario terribile nella zona perimetrale e sotto canestro. La partenza di Hayward gli ha permesso di essere più presente nella fase offensiva, insieme a tutta la squadra; allo stesso tempo, è diventato il responsabile principale del reparto difensivo e le 2.4 stoppate per gara stanno confermando la sua immensa forza.
Kawhi Leonard potrebbe essere il primo classificato senza ombra di dubbio, ma questa stagione non si è ancora visto. Chiariamo: il suo rapporto talento/forza/funzionalità non è variato, ma qualcuno sta giocando minuti in più di lui ed è oggettivamente molto solido e costante. Dopo la sua prima stagione d’esordio ha sempre giocato con 1.7 palle rubate di media e quasi una stoppata per partita. Segni inconfutabili. Il motivo principale per parlare del principale difensore del campionato sta nel difendere senza commettere falli: 1.8 di media in tutta la sua carriera, oltre a tutte le altre caratteristiche difensive impressionanti. Gregg Popovich, se dovesse scegliere un uomo da portare in guerra, sceglierebbe lui o al massimo Tim Duncan. In questi giorni dovrebbe fare il suo rientro sul parquet e provare a riconquistarsi il suo posto tra i pesi massimi dell’NBA e potrebbe essere una grande mano in attacco, oltre ai suoi compiti difensivi.

Con le sue grandi mani Kawhi Leonard domina la difesa di Popovich.
L’arrivo nel 2012 ai Warriors è stata una vera e propria benedizione del cielo. Draymond Green fu scelto con la trentacinquesima chiamata e nessuno immaginava che razza di difensore sarebbe diventato nel giro di qualche anno. Il premio come NBA Defensive Player Of The Year Award 2017 lo ha consacrato definitivamente ed è stato il culmine di quattro solidi anni di lavoro. In parallelo, sta aumentando le sue statistiche di punti per partita e registra costantemente 7.1 assist di media. Negli ultimi tempi si è messo in mostra per le numerose risse ed espulsioni, ma dimostrano la sua grande vena agonistica sul campo. La sua anima da guerriero è sempre presente e la sua mancanza si sente pesantemente (Finals 2016). I numeri di questa stagione sono leggermente più bassi di quelli precedenti (1.5 palle rubate e 1.3 stoppate ), ma sta compensando lavorando molto sui rimbalzi e gli assist (7,1). L’abilità di Green sta nell’adattarsi in ogni situazione, specialmente quando è chiamato a difendere su uomini più grossi di lui, eseguendolo alla perfezione. Coach Steve Kerr sta utilizzando Green come centro nella small ball lineup, prediligendo meno fisico ma più rapidità, agilità e punti da 3. Serve altro per motivare la sua prima posizione?

