Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiVictor Oladipo: dalle stalle alle stelle

Victor Oladipo: dalle stalle alle stelle

di Giovanni Rinaldi
Victor Oladipo Oladipo All Star 2017-2018

Da promessa a giocatore non incisivo, questa sarebbe stata fino a qualche mese fa la definizione che chiunque, dagli addetti ai lavori dell’NBA fino ai tifosi o appassionati del basket a stelle e strisce, avrebbero utilizzato per definire Victor Oladipo. Sicuramente nessuno avrebbe etichettato il cestista statunitense classe 1992 con lo status di stella.

Dopo essere stato draftato come seconda scelta assoluta dagli Orlando Magic nel Draft del 2013, ha militato per tre stagioni nella franchigia della Florida, facendo registrare statistiche nei tre anni agli Orlando Magic di 15,9 punti, 4,4 rimbalzi e 4 assist a partita. Queste statistiche non sono servite però a dare ai Magic la superstar che si aspettavano, visto anche il mancato raggiungimento della post season nei tre anni in cui Oladipo ha giocato ai Magic. Il 23 giugno 2016 fu scambiato agli Oklahoma City Thunder in cambio di Serge Ibaka, e ai Thunder fu seguito dall’appena draftato Domantas Sabonis. Sulla carta avrebbe formato insieme a Russell Westbrook un’accoppiata niente male, visto che la guardia e il playmaker sono dotati di un ottimo atletismo.

Invece per Oladipo la stagione 2016/2017 non è andata come si sperava. Dopo aver firmato un estensione contrattuale di 84 milioni di dollari per quattro anni con i Thunder, è iniziato il calvario. Ai Thunder ha messo a referto 15.9 punti, 4.3 rimbalzi e 2.6 assist a partita. Statistiche di tutto rispetto, per carità, ma probabilmente per un giocatore da 84 milioni di dollari in quattro anni forse la dirigenza dei Thunder s’aspettava un apporto superiore, quasi da secondo violino nel quintetto base.

La stagione dei record di Russell Westbrook avrà sicuramente influito nella decisione di liberarsi del giovane giocatore insieme allo stesso Sabonis con cui era arrivato ad Oklahoma, ad intavolare uno scambio con gli Indiana Pacers, in cambio della superstar Paul George. Una superstar in cambio di un giovane dalle belle speranze, conosciuto per il momento solo come il figlio di Arvydas, e un giocatore strapagato per quello che aveva fatto vedere in campo fino allora. Destinazione Indiana Pacers, franchigia che ormai priva di Paul George si preparava a viaggiare nei bassifondi della Eastern Conference in un clima da rebuilding prepotente.

Il buon Victor Oladipo si apprestava ad iniziare la sua quinta stagione NBA nella sua terza franchigia senza pretese e molte aspettative. Invece la sua presenza sta giovando tanto alla franchigia dell’Indiana, visto che è in corsa per i playoff. Anche le medie personali sono aumentate per Oladipo, che ai Pacers in questo momento fa registrare 24.4 punti, 5.4 rimbalzi e 4.1 assist. Senza considerare che da quando è agli Indiana Pacers ha ritoccato tre volte dei suoi career high, ovvero: 47 punti, contro i Denver Nuggets il 10 dicembre 2017; 15 rimbalzi, contro i Detroit Pistons il 17 novembre 2017; 7 palle rubate, contro gli Orlando Magic il 20 novembre 2017.

Inizialmente si pensava che la sua media realizzativa fosse in aumento in quanto unica opzione affidabile”dei Pacers. Successivamente sono arrivati canestri importanti nei finali combattuti di partita in situazioni in bilico o con punteggio punto a punto, e l’impressione che non si trattasse più di un caso. Oladipo sa destreggiarsi anche in situazioni da clutch player. Per il momento è stato eletto Player of the Week a Est, e in una recente intervista ha dichiarato che quello che tutti stanno vedendo non è che l’inizio.

Anche dal punto di vista delle statistiche Oladipo si sta mettendo in mostra. Nelle advanced stats relative al’Usage Percentage Oladipo risulta settimo con il 31.1%, a pari merito con Kyrie Irving. Nelle advantage splits Oladipo ha fatto registrare un incremento di minuti giocati (34.2 contro i 33.2 della scorsa stagione), un incremento dell’offensive rating (109.3 contro i 104.5 della scorsa stagione), un incremento del defensive rating (103.8 contro i 102.1 della scorsa stagione), e un incremento della percentuale degli assist, che l’anno scorso aveva una percentuale del 12.2% mentre quest’anno coinvolge di più i compagni di squadra con il 19.6%.

Cosa ci si può aspettare ancora da Oladipo? Sicuramente per il momento non si tratta di episodi sporadici, ma di una realtà consolidata. Una franchigia destinata a marcire in modalità rebuilding dopo l’abbandono di Paul George in campo e di Larry Bird in dirigenza faceva presagire il peggio. Ad oggi i Pacers si stanno dimostrando al di sopra delle aspettative, con un roster giovane e pieno di giocatori pronti ad affermarsi, come Myles Turner, Bojan Bogdanovic e l’idolo dei tifosi Lance Stephenson. Di questo passo i playoff sono un obiettivo più che pronosticabile per i Pacers. Chissà che non diventino uno scomodo avversario per le Contender a Est? LeBron James, Kyrie Irving, siete avvisati: state attenti a Oladipo e ai suoi Indiana Pacers.

 

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