“Essere un top-scorer non è necessariamente segno di buon gioco”. Questa è stata l’accusa più frequente mossa a Carmelo Anthony negli anni recenti della sua carriera da veterano. Ora, a 33 anni, Melo sta cercando di invertire la tendenza fin dall’arrivo ad Oklahoma City, dopo la scelta di disputare nei Thunder la sua quindicesima stagione NBA. Il processo di modifica dell’atteggiamento offensivo non è semplice e non si può dire ancora concluso, ma a seguito della vittoria della scorsa notte per 114-90 sui Los Angeles Lakers, Anthony si è detto più che soddisfatto dei progressi finora raggiunti.
Una notte decisamente positiva per Carmelo Anthony, forte dei suoi 10 tentativi su 15 andati a segno dal campo e ben 4 triple a buon fine su 6. Sul tabellino 27 punti, sulla faccia un’espressione compiaciuta di quelle che da tempo non lo si vedeva più avere a New York. L’adattamento di Melo dal ruolo di finalizzatore principale dall’isolamento, a quello di esecutore catch-and-shoot è stata una presa di posizione responsabile e matura, oltre che una scelta obbligata per essere funzionale al gioco di Billy Donovan, e il giocatore si sente sempre più padrone del nuovo assetto:
“Una volta che accetti qualcosa, qualunque essa sia, cominci a trovartici a tuo agio. Cominci a metterci tutto te stesso e inizi a lavorare su quel ruolo e sull’accettarlo, e così inizia il divertimento. Ho accettato quel ruolo all’inizio di dicembre e il gioco ricomincia ad essere divertimento. Per me e per noi come squadra.”
Prima della partita contro i Lakers, il profilo Instagram degli Oklahoma City Thunder aveva celebrato Carmelo Anthony con un post che elogiava come, tra tutte le triple andate a segno, la quasi totalità fossero generate da assist dei compagni: un ulteriore segnale dell’apertura di Anthony al nuovo ruolo, seppure in determinate circostanze la mentalità di finalizzatore assoluto non gli permetta ancora di compiere sempre le scelte appropriate, con tiri molto forzati ad intaccare le percentuali.
Ai 27 punti di Melo si aggiungono i 21 punti di Adams, autore anche di 10 rimbalzi (di cui 7 offensivi), oltre al consueto contributo di Westbrook con 19 punti e 7 assist. Un incoraggiante 48% al tiro per i Thunder, che hanno piegato i Lakers da ogni punto di vista. C’è chi caldeggia un’ipotetica partenza dalla panchina per Anthony, chi invece lo ama com’è; di fatto, essere Melo è sempre una gran responsabilità. Accettiamolo.

