Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiManuale Utah Jazz 2018/2019: la mina vagante dell’Ovest

Manuale Utah Jazz 2018/2019: la mina vagante dell’Ovest

di Giovanni Oriolo
donovan mitchell

L’anno scorso la squadra di coach Quin Snyder ha sorpreso tutti arrivando quinta in regular season e fino alle semifinali di playoff ad Ovest, contro ogni pronostico. In molti pensavano che gli addii estivi di George Hill (in direzione Sacramento) e di Gordon Hayward (in direzione Boston) avrebbero costretto i Jazz ad una stagione di transizione. Però, la rinascita cestistica di Ricky Rubio, le grandi capacità di gestione e di valorizzazione della squadra di Snyder (candidato al premio coach dell’anno), l’aver pescato Donovan Mitchell (candidato al premio di ROTY) allo scorso draft e l’aver avuto la miglior difesa della lega, ha permesso alla franchigia di Salt Lake City di giocare una stagione che neanche il tifoso più ottimista si aspettava.

Mentre, a differenza della scorsa stagione, per questa regular season gli Utah Jazz 2018-2019 partono da outsider in una Western Conference più competitiva che mai. Infatti, dopo i Golden State Warriors (decisamente di un altro pianeta) ci sono diverse squadre più o meno sullo stesso livello (Thunder, Rockets, Spurs, Lakers e gli stessi Jazz) che si contenderanno il ruolo di contender principale.

MANUALE UTAH JAZZ 201872019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 48-34
  • Piazzamento: seed #5, Western Conference
  • Playoff: Semifinali di Conference (sconfitta contro gli Houston Rockets, 1-4)
  • Offensive rating: 104.1
  • Defensive rating: 99.8
  • Team leaders: Donovan Mitchell (20.5 PTS), Rudy Goberts (10.7 REB), Ricky Rubio (5.3 AST)

MANUALE UTAH JAZZ 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

La franchigia degli Utah Jazz è stata una delle meno attive della lega in questa sessione di mercato estiva. A salutare lo stato dello Utah è stato il solo Jonas Jerebko che non ha voluto rinnovare, ma ha accettato l’offerta dei Golden State Warriors, firmando per un’anno al minimo contrattuale. Mentre in entrata niente da registrare, per quanto riguarda la free agency, e dal draft arriva il solo Grayson Allen (16esima scelta assoluta dello scorso draft). L’ex guardia di Duke ha mostrato un di avere tanta personalità e poca paura di provare la giocata, anche se di alto coefficiente di difficoltà. Nella sua ultima stagione al college ha realizzato una media di 15.5 punti, 3.3 rimbalzi e 4.6 assist tirando col 41% dal campo e con un sorprendente 37% da oltre la linea dei 3 punti. Proprio il tiro dalla lunga distanza è la specialità in casa Allen che, insieme a un po di pazzia e a una discreta abilità nell’attaccare il canestro, lo rende un giocare pericoloso da qualunque mattonella del campo.

Sempre a inizio luglio sono arrivati i rinnovi di Derrick Favors, Dante Extum e Raul Neto, i quali prenderanno rispettivamente: 18.5 milioni di dollari l’anno per 2 anni il primo, 11 milioni l’anno per 3 anni il secondo e 2.2 milioni l’anno per 2 anni il terzo. Il nativo di Atlanta, a differenza dei due playmaker, ha tentennato un po, ma alla fine ha deciso di rifirmare.

MANUALE UTAH JAZZ 2018-2019: L’ANALISI

Non essendo cambiato praticamente nessun giocatore nel roster degli Utah Jazz non ci sono motivi per cui Quin Snyder dovrebbe cambiare quella filosofia di gioco che l’anno scorso ha stupito tutti. Il quintetto titolare dovrebbe essere composto da: Ricky Rubio, Donovan Mitchell, Jae Crowder, Derrick Favors e Rudy Gobert, con Joe Ingles a fare da sesto uomo. La coppia di guardie l’anno scorso è stata l’arma in più dell’attacco dei Jazz con l’americano che ha mano mano guadagnato minuti e rispetto fino a mettere in dubbio Ben Simmons del premio di ROTY; mentre è il centro francese il principale artefice dell’efficacia del muro difensivo. Inoltre, quest’anno, la franchigia di Salt Lake City ritroverà l’esperienza di Thabo Selososha, che ha saltato quasi tutta la scorsa stagione per via di un infortunio al crociato e di Dante Extum, anche lui a lungo infortunato nel corso della scorsa stagione.

Nel complesso la squadra è composta da difensori di primo piano, tiratori di assoluto livello, giocatori molto possenti sotto canestro e abili nel ribaltare velocemente l’azione. A dimostrazione della grande difesa, da parte di tutta la squadra, ci sono le statistiche che dicono che i Jazz recuperano una media di 8.6 palle a partita (solo Thunder, Pacers e Bucks meglio di loro) e realizzano 5.1 stoppate a notte (noni nella lega). Proprio la vasta gamma di palle recuperate spiega come la squadra dello Utah riesca a mettere a segno tanti punti in contropiede. Ovviamente ciò non sarebbe possibile senza giocatori molto veloci e abili ad aprire il campo: il profilo degli uomini di Quin Snyder.

Palla rubata e contropiede: specialità targata Utah Jazz

In più quest’anno il livello di pericolosità dal perimetro dei Jazz aumenta, nonostante lo scorso anno fosse già abbastanza elevato,visto l’arrivo di Allen e la presenza nel roster di Crowder, Mitchell e Ingles. E’ giusto però aggiungere anche Rubio alla lista che, non è un cecchino puro, però sta allenando con molto impegno il tiro dalla distanza e i risultati si sono visti già l’anno scorso. Infatti lo spagnolo è passato dal 31% del 2017 al 35% del 2018.

Ricky Rubio da oltre l’arco

Proprio il ragazzo ex Duke potrebbe essere la sorpresa di quest’anno per gli Utah Jazz, in quanto ha le qualità per sfondare in NBA e ha già la personalità adatta per farlo subito. Sarà interessante vedere come Quin Snyder ne sfrutterà le capacità e quanti minuti gli darà (visto che davanti ha lui ha un’altro talento come Mitchell). Una cosa è sicuro il coach dei Jazz dovrà lavorare sul carattere del nativo di Jacksonville, alquanto impulsivo e che ogni tanto si lascia andare in atteggiamenti poco sportivi.

CONCLUSIONI

Il team di Salt Lake City sarà molto ben messo a Ovest e non sarà difficile per gli Utah Jazz 2018/2019 raggiungere i playoff. Discorso diverso per ciò che concerne le NBA Finals. La franchigia mormonica potrebbe infatti arrivare tra il terzo e il quinto posto e dunque passare il primo turno, più complesso sarà invece vincere anche il secondo round. Ma per sollevare il trofeo della Western Conference e quindi arrivare alle Finals la squadra della Baia è assolutamente la favorita.

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