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NBA Draft 2014, Noah Vonleh: il freshman di Indiana volerà a Utah?

di dunknba

Giocare a pallacanestro, fin da piccolo, è sempre stato il suo sogno. E, nonostante una stagione decisamente sfortunata, questo sogno potrebbe diventare presto realtà. Nella serata del Draft NBA che andrà in scena il 26 giugno prossimo sarà presente anche lui, Noah Vonleh, ala grande proveniente dall’Indiana University. Nato ad Haverhill, Massachusetts nel lontano 1995, il giovane Vonleh ha disputato una sola stagione tra le fila degli Hoosiers prima di dichiarare il suo ingresso al Draft: in una media di 27 minuti giocati è riuscito a mettere a segno 11 punti e 9 rimbalzi a partita, che gli sono valsi il titolo di Big Ten Freshman of the Year, ai quali si aggiungono le nomine nell’All-Big Ten Third Team e nell’All-Big Ten Freshman Team.

Noah Vonleh è un cestista dotato di un notevole potenziale che non è riuscito totalmente a mostrare durante la sua unica esperienza in Indiana, fa della sua stazza e delle sue braccia molto lunghe il suo punto di forza, non limitandone l’atletismo che lo ha contraddistinto nella scorsa annata collegiale. Sebbene superi i 100 kg di peso (ne pesa esattamente 109), Vonleh è in grado di sfoderare una rapidità e una coordinazione che lo rendono tanto determinante quanto imprevedibile: non a caso è conosciuto per essere un grande rimbalzista, sia in fase offensiva che difensiva. Ha dimostrato di sapersela cavare anche al tiro, con un’alta percentuale sia dentro che fuori dal perimetro ed un 71,3% dalla lunetta. Non male per una matricola che, come affermò anche Tom Crean, head coach di Indiana, ha sempre voglia di migliorarsi e mettere in atto i suoi progressi. In molti lo definiscono come un “gym rat”, letteralmente un topo da palestra, un appellativo con il quale si indica un atleta che cura molto la sua massa muscolare. La sua scarsa qualità di saltatore non ha costituito un problema per lui, perché sfruttando la sua altezza è comunque diventato uno degli stoppatori più promettenti della NCAA.

I difetti più evidenti nel suo stile di gioco sono essenzialmente tre: leadership, tiro in sospensione ed esperienza. Perché, nonostante stiamo parlando di uno dei giovani provenienti dal college più ammirati, un solo anno di università è fin troppo limitato per poter tentare subito il salto di qualità. E dunque l’ala del Massachusetts potrebbe risentirne fin dalla prima volta in cui metterà piede nei grandi palcoscenici del basket nordamericano. Il suo modo di giocare istintivo potrebbe rivoltarsi contro quando si troverà di fronte gente ben più esperta di lui, considerando che Vonleh è uno di quei giocatori che vanno sempre incoraggiati affinché rendano al meglio delle loro capacità. Cade troppo spesso nella trappola del fallo, deve coltivare una mentalità da “killer” specialmente in fase offensiva, dove lui mette in mostra tutte le sue abilità migliori, e ha bisogno di lavorare maggiormente sulle gambe per migliorare il suo posizionamento difensivo, nonostante sia un ottimo rimbalzista. Chi lo vorrà con sé si assumerà la responsabilità di farlo crescere con tutto l’aiuto e la stima possibile, permettendogli di spiccare il volo lassù, dove osano le aquile.

Per NBA Passion,
Valerio Scalabrelli

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