Di anno in anno, in qualche città NBA si ripropone la questione palazzetto dell sport.
Tante squadre NBA giocano le loro partite casalinghe ancora in arene costruite anni e anni fa.
La miglior squadra della decade, i Golden State Warriors, lasceranno l’anno prossimo l’arena più vecchia tra i 29 palazzetti oggi in uso, la Oracle Arena edificata negli anni ’70.
Dalla stagione 2019\20, Steph Curry e compagni giocheranno nel nuovissimo (e di proprietà esclusiva) Chase Center di San Francisco, all’altro capo del Golden Gate.
L’ultima squadra ad iscriversi alla querelle su arena, manutenzione e minaccce di trasferimento sono i Phoenix Suns di Robert Sarver, uno degli owner NBA più longevi e mal sopportati d’America.
UPDATE: City official tells me Suns owner Robert Sarver is threatening to take Suns to Seattle or Las Vegas. https://t.co/SLHEwpbpL7 via @azcentral
— Laurie Roberts (@LaurieRoberts) December 12, 2018
Come riportato da Laurie Roberts di azcentral.com, Sarver avrebbe minacciato di trasferire la “baracca” (nessuna offesa per gli attuali Suns) a Las Vegas o Seattle, città che attendono frementi l’arrivo, o il ritorno, della NBA, se la questione relativa ai lavori di manutenzione – ed annessi costi – della datata Talking Stick Resort Arena non sarà risolta in fretta.
Il sindaco di Phoenix Thelda Williams ha recentemente posticipato il voto della giunta cittadina sulla vertenza. I lavori di ammodernamento dell’ex America West Arena dei tempi di Charles Barkley ammonterebbero a circa 230 milioni di dollari, 150 dei quali coperti dalle tasse dei residenti nella metropoli dell’Arizona.
Phoenix Suns: “La priorità è rimanere in Arizona”
Un sondaggio recente ha svelato che più del 60% della cittadinanza di Phoenix si opporrebbe ad un aumento delle imposte per co-finanziare i lavori di ristrutturazione della casa dei Suns.
Robert Sarver, proprietario della squadra dal 2004, ha garantito che i Suns si faranno carico esclusivo dei restanti 80 milini di dollari necessari alla realizzazione dei lavori. La cifra versata andrebbe a coprire inoltre attività laterali alla pallacanestro, concerti ed eventi.
Il rinvio della votazione avrebbe però infastidito il lunatico Sarver, che avrebbe dunque sfoderato la minaccia del trasferimento verso lidi (e pubblico) più entusiati.
Il presidente e CEO dei Phoenix Suns Jason Rowley ha dichiarato, nel tentativo di gettare acqua sul fuoco:
“Apprendiamo del rinvio della votazione, e dell’intenzione del consiglio cittadino di proseguire nelle trattative sui lavori di manutenzione per la (Talking Stick Resort, ndr) arena sino al prossimo 23 di gennaio. I Phoenix Suns premono affinché risultino chiari i vantaggi che deriverebbero da un migliore impiego dell’impianto per la citta di Phoenix, e si rendono disponibili a rispondere a qualuncque richiesta da parte del consiglio, in materia di lavori e programmi futuri. La nostra priorità è rimanere a Phoenix, e la nostra organizzazione guarda con fiducia ed entusiasmo alle grandi possibilità che si prospettano“

