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NBA Finals, gara-2: gli Heat rialzano la testa, Bosh e James sugli scudi

di Marco Tarantino

I Miami Heat riportano subito la serie in parità, con una prestazione determinata in gara-2, di nuovo all’AT&T Center di San Antonio, dove la temperatura è nettamente inferiore rispetto al clima tropicale di gara-1. La serie è sull’1-1, si vola adesso in Florida dove gli Heat cercheranno di far valere il fattore campo a proprio favore.

NBA: Miami Heat at Indiana Pacers

Miami Heat-San Antonio Spurs 98-96

Il fattore decisivo in gara 2 è sicuramente la voglia e determinazione degli ospiti, che si presentano con un Lebron James, che nel primo quarto balbetta pericolosamente, con soli 2 punti nel 26-19 con cui si va al secondo quarto.
Gli Spurs però non vivono una grande giornata offensiva, chiudendo i due quarti decisivi, il secondo ed il quarto, con 17 e 18 punti rispettivamente: la palla si muove lenta e il poco movimento senza la sfera tra le mani, unito alla ottima difesa degli Heat, e di Lebron James in particolare, condannano la squadra di Popovich.

Come detto dal secondo quarto sale in cattedra il Prescelto: 33 punti negli ultimi 3 quarti, con numeri da fantascienza. Lebron James tira con il 100% da tre punti, con 3-3, dalla lunetta è quasi infallibile (fallisce solo un libero nel finale, subendo la pressione e la stanchezza) con 4-5, recupera 10 rimbalzi, 3 assist per gradire ma soprattutto in difesa è indemoniato, con 2 palle rubate ai padroni di casa, ed una marcatura sui vari Parker che gli si presentano contro davvero super.

La differenza non la fa solo James, che isola il gioco degli Heat, ma anche due giocatori molto sottovalutati: il primo è Boshzilla, Chris Bosh, mentre il secondo è Lewis, che mettono 4 triple in due su 9 tentativi, e chiudendo con 32 punti complessivamente che faranno la differenza, nel momento decisivo. Soprattutto il centro degli Heat è fondamentale, e lo ammetterà (e ci mancherebbe altro) Spoelstra nelle interviste post-gara: 18 punti, una tripla decisiva nel finale, l’assist per il canestro di Wade a dir poco fondamentale per la vittoria. Dopo aver fritto la difesa dei Pacers, portando a spasso Roy Hibbert e David West per tutto il pitturato, Bosh in due gare contro gli Spurs si dimostra in palla, chiudendo entrambe le partite con 18 punti.

Il momento fondamentale della gara è ovviamente nell’ultimo quarto: possesso per i Miami Heat, palla in mano al peggiore delle prime due apparizioni della franchigia della Florida, Mario Chalmers, che sfonda con troppa irruenza nella difesa degli Spurs e rifila una gomitata nella bocca dello stomaco a Tony Parker sul risultato di 85-87 in favore di San Antonio. Flagrant Foul, ovvero due liberi per il Play francese e possesso palla degli Spurs: dalla lunetta però Parker li sbaglia entrambi, e nel possesso successivo, anche Tim Duncan, mandato dalla lunetta da un fallo di Birdman, li sbaglia entrambi.
Dall’altra parte palla a James che da tre porta i Miami Heat dal possibile -6 al +1: Spurs in confusione a 5 minuti e 30 dalla fine, ed il quintetto di Miami in controllo della gara.
Nel finale out Leonard per falli, le due squadre si rispondono punto su punto, ma alla fine, sul 15-15 nell’ultimo quarto, sale in cattedra Bosh, che ad 1:18 fa bingo e mette una tripla in campo aperto consentendo agli Heat di andare sul più 2.
Gli Spurs provano a rispondere ma Manu sbaglia molto, troppo, dopo una gara buonissima, prima con un passaggio impossibile per Tim Duncan, poi con una tripla forzatissima per riaprire la gara.
Gli Heat vincono con un Lebron James che si vendica dopo gara-1, 98-96 il finale, gli Heat tornano in Florida spostando il fattore campo.

Per NBA Passion,
@MarkTarantino89

Fonte Tribuna Italia

 

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