Lonzo Ball, point-guard dei Los Angeles Lakers e socio di maggioranza di Big Baller Brand, ha annunciato di “aver interrotto qualsiasi rapporto professionale e personale” con Alan Foster, amico di famiglia di lunga data e co-fondatore e socio di minoranza del marchio di abbigliamento sportivo di proprietà della famiglia Ball.
Foster, proprietario del 16.3% delle quote societarie di BBB, sarebbe accusato di aver distratto una somma pari a 1.5 milioni di dollari dai conti personali ed intestati alla società di Lonzo Ball.
Secondo Ball, Foster avrebbe “Usato l’accesso ai miei conti, personali e societari, al solo scopo di arricchirsi. Di conseguenza, ho deciso di recidere ogni legame con Foster, con effetto immediato“.
Il legame tra Foster e la famiglia Ball risale al 2010. La Big Baller Brand fu fondata da LaVar Ball, padre del giocatore dei Los Angeles Lakers, nel 2014 come società a responsabilità limitata. L’ammanco nei conti societari e personali di Ball sarebbe emerso lo scorso ottobre, a seguito dell’impossibilità da parte di Lonzo e della società di rintracciare i circa 1.5 milioni di dollari presumibilmente distratti da Foster.
Lonzo Ball has severed ties with the co-founder of Big Baller Brand. Story with @pinepaula and @malika_andrews https://t.co/xoxZw5orR7
— Ramona Shelburne (@ramonashelburne) March 22, 2019
Interpellato da ESPN, LaVar Ball non ha voluto commentare la vicenda (definita “devastante”), affidando ad un comunicato stampa la propria posizione: “Ho sempre avuto grande fiducia nelle qualità umane delle persone. Sfortunatamente, ho deciso di affidare ad Alan Foster la gestione degli affari di mio figlio Lonzo, avendo piena fiducia nel suo operato (…) la famiglia viene per me sempre al primo posto, e supporterò Lonzo senza riserve. Assieme, risolveremo la questione”
I primi dubbi sull’operato di Foster nella gestione delle finanze di Lonzo Ball e del Brand furono avanzati da Humble Lukanga, consulente finanziario della famiglia Ball, già nei giorni successivi la scoperta degli ammanchi sui conti esaminati, come riportato da ESPN.
Foster, che nel 2002 fu condannato a 7 anni di reclusione per una truffa da 4 milioni di dollari ai danni di una settantina di investitori, ha declinato ogni invito a commentare la vicenda ed a chiarire la propria posizione. Di recente, Lonzo Ball aveva dichiarato di non essere a conoscenza dei problemi giudiziari dell’ormai ex-socio:
“Alan Foster era più di un socio” Così Darren Moore, manager personale di Lonzo Ball “Foster era considerato un mentore ed una figura paterna, una figura rispettata e degna di considerazione. Sono fiero del fatto che Lonzo (Ball, ndr) abbia finalmente preso coscienza della situazione e riassunto il controllo. Chiederemo giustizia“.
https://twitter.com/SlashCEO/status/1109235461027844096
ESPN riporta inoltre di possibili irregolarità nei bilanci relativi al popolare show “Ball In The Family”, prodotto ed interpretato dalla famiglia Ball su Facebook Watch. E’ possibile che Foster abbia potuto distrarre alla stessa maniera parte degli introiti pubblicitari del programma. Degli oltre 2 milioni di dollari amministrati da Foster, circa 1.5 mancherebbero dunque all’appello, come rivelato da Lukanga.
Come annunciato formalmente da Lonzo Ball, Lukanga, Moore e Harrison Gaines – agente del giocatore – sono stati incaricati di gestire la vicenda: “Questa è stata per me una decisione sofferta. Provo un profondo rispetto per Alan (Foster, ndr) ma è giunta l’ora di prendere in mano la gestione della mia carriera, dentro e fuori dal campo, direttamente“.
I Los Angeles Lakers non hanno voluto commentare la vicenda. Nel corso del 2018, l’organizzazione no-profit a tutela del consumatore “Better Business Bureau” aveva attribuito a Big Baller Brand una valutazione negativa, relativa ai numerosi problemi e disservizi riscontrati dai clienti, in materia di costi e tempi di spedizione e customer care.

