Contrariamente a quanto riportato nella giornata di venerdì, i New York Knicks non avrebbero informato i Dallas Mavericks dell’accusa di stupro rivolta a Kristaps Porzingis.
Adrian Wojnarowski di ESPN aveva riportato che i Mavs avessero appreso della situazione durante la “trade call” con gli uffici della NBA per ufficializzare lo scambio che aveva spedito Prozingis a Dallas lo scorso 31 gennaio.
Brad Townsend del Dallas Morning Star riporta come i Knicks avessero parlato di “un tentativo di estorsione” ai danni del giocatore da parta della presunta vittima, senza citare l’accusa di violenza sessuale dietro alla richiesta di denaro. Secondo le fonti citate dal Morning Star, i Knicks erano convinti che la versione di Kristaps Porzingis corrispondesse al vero, ed avrebbero messo al corrente i Mavericks delle indagini del FBI sul tentativo di estorsione.
League sources strongly contradict Porzingis report: Knicks told Mavericks of 'extortion,' but never used word 'rape' https://t.co/IoJTGAW0Oj via @sportsdaydfw
— Brad Townsend (@townbrad) March 31, 2019
Ne Mark Cuban, ne coach Rick Carlisle hanno voluto commentare la vicenda, sulla quale sono ancora in atto le indagini di NYPD e FBI. L’ex allenatore di Detroit Pistons ed Indiana Pacers ha comunque precisato che la decisione di non schierare Porzingis in questa stagione non ha nulla a che vedere con le indagini in corso: “La cosa era già stata decisa tempo fa. Se (Porzingis, ndr) desidererà prendersi del tempo lontano dalla squadra o altro, certamente glielo concederemo. Sta a lui“.
Una donna di New York ha accusato Porzingis di averla stuprata la notte tra 7 ed 8 febbraio 2018, “poche ore dopo” il grave infortunio al ginocchio del giocatore lettone, allora in forza ai New York Knicks.
Tramite il suo legale, Kristaps Porzingis ha fermamente respinto ogni accusa, citando le indagini del FBI a sua difesa.
