Lubiana, 28 Febbraio 1999. Queste coordinate potrebbero essere per lo sport mondiale molto più importante di quanto ad oggi crediamo: nasceva il nuovo volto del basket europeo, Luka Doncic. Faccia da bravo ragazzo, 2 metri di altezza e un talento incontenibile; è veramente Luka Doncic il miglior candidato al premio di rookie dell’anno?
Già dalle giovanili dell’Union Olimpija, sua prima squadra, si intravedeva che Luka era un ragazzo speciale. A Madrid l’esplosione: d’altronde non tutti possono vantare in 5 anni di cantera e giovanili premi quali Miglior Giovane della Liga, Miglior Giovane Eurolega, MVP del campionato spagnolo, MVP Eurolega e MVP Finals Eurolega. Ma i premi raccontano parzialmente quello che è questo ragazzo cresciuto a pane e basket, con un pizzico di Drazen che non guasta mai.
LUKA DONCIC ROOKIE DELL’ANNO? IL CONTESTO DI DALLAS
L’impatto con la NBA molti addetti ai lavori lo pronosticavano, forse non a questo livello ma era un successo annunciato.
Nella scorsa estate Luka per non farsi mancare niente decide di caricarsi sulle spalle, insieme a Goran Dragic, una nazione e portarla al titolo europeo. Tornando a parlare di Luka e la NBA, la loro storia parte in sordina: selezionato alla 3 dagli Atlanta Hawks, scambiato subito a Dallas in cambio della scelta numero 5.
Tutti i riflettori sono su la prima scelta DeAndre Ayton, sul corso di LeBron a Los Angeles, e via discorrendo. Lui inizia subito a lavorare.
Dallas è uno dei contesti migliori in cui inserirsi per un giovane: un coach esperto e con una mentalità europea, una squadra ricostruita e senza troppe pressioni, un lungo da poter sfruttare per il gioco i pick and roll, specialità della casa Doncic ma soprattutto un maestro da osservare e da cui apprendere ogni dettaglio: Dirk Nowitzki.
L’impatto è devastante, a novembre il titolo di Rookie dell’anno sembra già suo. Ma Luka Doncic è il Rookie dell’anno? La risposta è si e no. Del rookie ha sicuramente l’età e l‘inesperienza NBA. Del rookie sicuramente non ha il timore nel gioco, la poca consapevolezza dei suoi punti forti, la determinazione.
Luka non è un rookie, pare non esserlo con quel palmares, con quelle responsabilità a Madrid e con il successo con la nazionale. La sfida per il titolo di matricola, per un affascinante gioco del caso, è proprio con il giocatore che ha ottenuto Atlanta al posto di Doncic, Trae Young. Una bella sfida, un duello a suon di triple e assist da una parte e triple doppie dall’altra.
IL FUTURO?
Ora il futuro cosa ci riserva? Quanto può migliorare ancora il suo gioco? Sicuramente per quanto riguarda la difesa può e deve notevolmente crescere. Il suo essere clutch è già molto sviluppato, ci sono già ottime capacità di playmaking unite alla visione di gioco e capacità realizzative.
Solo il tempo può darci la risposta e il prossimo anno ci sarà anche Kristaps Porzingis, per un duo tutto made in Europe niente male. Dallas scalda i motori, saranno una realtà da qui in avanti?



