Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiMondiali FIBA 2019 preview, semifinali: Francia-Argentina

Mondiali FIBA 2019 preview, semifinali: Francia-Argentina

di Andrea Ranieri
francia roster olimpiadi

Cadono, una dopo l’altra, cadono le grandi nazioni del basket internazionale contemporaneo in questi Mondiali FIBA. Cade la Grecia di Giannis Antetokounmpo, cade la Turchia, cade la favorita Serbia, cadono gli Stati Uniti, inventori del gioco. E ora spetta ad outsider di nobili tradizioni contendersi il titolo mondiale. Tra queste ci sono Francia e Argentina, due mondi diversi sì, ma accomunati da un medesimo fattore: avevamo sottovalutato la loro grandezza. Chi delle due saprà essere più grande adesso?

Mondiali FIBA 2019: qui Francia

Hanno detronizzato gli inventori del Gioco, costringendoli a un fallimento che pareva solo annunciato, in una partita che ci ha mostrato una Francia mai parsa realmente in difficoltà, neanche sul meno sette di inizio ultimo periodo. Una Nazionale, quella francese, sempre di grande talento e che ora ha risolto alcuni dei suoi storici equivoci. Ha identificato in Evan Fournier (21 punti di media) e in Nando de Colo (17 punti) le sue facce realizzative, togliendo questo ruolo a Nicolas Batum, finalmente adibito al suo lavoro di tuttofare efficientissimo.

Mondiali FIBA 2019: finalmente Nicolas Batum non deve prendersi sulle spalle tutto l'attacco francese

Mondiali FIBA 2019: finalmente Nicolas Batum non deve prendersi sulle spalle tutto l’attacco francese

E poi Rudy Gobert, il pilastro intorno cui coach Vincent Collet ha costruito la sua difesa. Protezione del ferro sublime, garantita da aiuti resi sempre possibili dai grandi atleti che la Francia può schierare sul perimetro. D’altronde non tutti possono disporre, a mettere pressione sul pallone, di Frank Ntilikina, Andrew Albicy o Axel Toupane, tre difensori di rare abilità. Quando pensiamo all’ottimo mondiale dei Blues, non dobbiamo mai dimenticarci che le partite le vincono soprattutto con l’uno contro uno in difesa. 

Qui Argentina

E’ stata l’altra grande impresa dei quarti di finale, quella di aver battuto la favoritissima Serbia, messa davanti ai propri limiti mentali e di durezza dalla prova di grande cuore di tutta la nazionale argentina. L’asse Facundo Campazzo-Luis Scola continua a dominare ogni singola partita e avversaria dei Mondiali FIBA, con fantasia, precisione e concretezza. Attorno tanti gregari che sanno sempre dove piazzarsi e cosa fare, pur non avendo il talento e l’esperienza di edizioni precedenti dell’Albiceleste.

Mondiali FIBA: Luis Scola, a 39 anni, è ancora perno di una nazionale di successo

Mondiali FIBA: Luis Scola, a 39 anni, è ancora perno di una nazionale di successo

I gregari, dicevamo. Quelli che contro la Serbia hanno fatto una partita straordinaria, per intensità e non solo. Su tutti le prove di Patricio Garino e Gabriel Deck, sempre pronti ad anticipare le rotazioni difensive e a lottare su ogni carambola, oltre che a colpire in attacco quando chiamati in causa. Ma non solo. Da non dimenticarsi il grande lavoro dei lunghi sotto taglia come Marcos Delia, mai in difficoltà contro la stazza serba. Infine, Nicolas Laprovittola e Luca Vildoza: se il loro contributo è questo, Campazzo ha le spalle coperte e non deve giocare troppi minuti, e questo è ossigeno puro per coach Sergio Hernandez.

Le chiavi della partita

A livello tecnico-tattico, se c’è una squadra che può mettere in difficoltà il modo di giocare dell’Argentina, quella squadra si chiama Francia. Il focus principale sarà in difesa, dove gente come Ntilikina e Albicy sarà chiamata, con la pressione, a togliere linee di passaggio alla fantasia di Campazzo, Vildoza e Laprovittola. Una pressione che magari sarà anche estesa sui ventotto metri, per impedire che i ritmi si alzino, elemento che permetterebbe all’Argentina di fare corsa di testa. In attacco coinvolgere Campazzo e Scola come bersagli di giochi a due potrebbe essere una chiave, non tanto perché siano cattivi difensori, ma per togliere loro energie per la fase offensiva. Tanto spazio quindi a pick and roll, post-up per sfruttare la maggiore stazza e, a giochi rotti, ai grandi giocatori di uno contro uno come Fournier e De Colo.

Tra le armi offensive della Francia il pick and roll di Fournier è tra le principali

L’Argentina è chiamata inevitabilmente a correre, per evitare la fisicità e la rapidità laterale dei difensori francesi a metà campo. Esprimere in campo aperto le invenzioni dei playmaker sopra citati è la reale ricetta per strappare il biglietto per l’atto finale. La scelta dello small ball è quasi una necessità, dettata anche dal bisogno di tirare fuori Gobert dall’area. Servirà quindi che Scola sia efficace anche nel tiro perimetrale, soprattutto in probabili situazioni di pick and pop. In difesa i soliti mastini come Garino e Deck saranno chiamati a mettere il corpo sui migliori attaccanti francesi, mentre tutta la squadra dovrà aiutarsi a rimbalzo, come fatto con la Serbia, per limitare lo strapotere atletico francese. Il controllo dei tabelloni è condicio sine qua non per giocare ad alti ritmi e, quindi, battere la Francia. Ai ritmi visti contro Team USA, questa Francia in missione ha pochi rivali.

Ritmi alti potrebbero favorire questo genere di giocate

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