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Wizards preview 2019/20: salvate il soldato Bradley

di Giovanni Oriolo
Wizards preview 2019/20

Uno dei tormentoni della stagione NBA ormai alle porte potrebbe portare tranquillamente il titolo “salvate il soldato Bradley“. Prima di iniziare la preview degli Washington Wizards 2019/20, facciamo un breve riassunto di ciò che è successo l’anno scorso. La scorsa stagione era partita male per la franchigia di Washington, che dopo 6 match avevano un record di 0-6. Poi è arrivato l’infortunio alla schiena di Dwight Howard a complicare le cose, però, la notizia peggiore, ancora non era arrivata. Il 30 dicembre, con la franchigia di Washington undicesima nella Eastern Conference con 14 vittorie e 23 sconfitte, la point guard titolare, John Wall, si infortuna al tendine d’Achille. La prima diagnosi dice 8 mesi di stop, che però diventeranno 12 poco dopo a causa di uno scivolone nella propria casa che ne aggrava le condizioni.

Per i ragazzi di coach Scott Brooks è la fine, non solo della rincorsa ai playoffs della scorsa stagione, ma sono costretti a ricostruire. Il problema è che Wall ha un mega contratto da 170 milioni di dollari in 4 anni. Ciò ha bloccato il mercato estivo degli Wizards, che non sono riusciti a rifirmare importanti giocatori come Tomas Satoransky, Jeff Green, Bobby Portis, Trevor Ariza e Jabari Parker.

L’anno scorso a tenere la franchigia a galla è stato Bradley Beal che, con una stagione piena di prestazioni da fuoriclasse, ha tenuto i suoi Wizards sempre in mezzo tra chi lottava per un posto ai playoffs e chi per Zion Williamson. Quest’anno si prospetta una regular season ancora peggiore, visto che le migliori spalle della shooting guard si sono trasferite e altrove e i ricambi non sembrano all’altezza. L’elemento di maggior interesse in questa stagione in casa Wizards (oltre a capire per quanto Beal sopporterà tutto ciò) è il giovane giapponese Rui Hachimura. La nona scelta assoluta dell’ultimo draft viene da un’ottima stagione a Gonzaga, ed è senza dubbio il prospetto più intrigate degli Wizards.

Cosa è successo nella stagione 2018/2019

  • Record: 32 -50
  • Piazzamento: #11, Eastern Conference
  • Offensive rating: 114
  • Defensive rating: 116.9
  • Team leaders: Bradley Beal 25.6 (PTS), Bobby Portis 8.1 (REB), Bradley Beal 5.5 (AST)
  • Numero chiave:  I 116.9 punti di media subiti a partita dagli uomini di coach Brooks rappresentano il secondo peggior defensive rating, migliore solo rispetto a quelli degli Hawks. È vero che la squadra era composta più da grandi attaccanti che da buoni difensori, ma neanche gli schemi e la difesa di sistema hanno mai funzionato.

Molto meglio la fase offensiva guidata da Beal. Il team della capitale, l’anno scorso, è stato il decimo miglior attacco NBA con Bradley che è stato il 12esimo miglior marcatore, oltre ad essere il giocatore più impiegato dell’intera lega (davanti a George e Harden) con una media di 36.55 minuti a partita. Nell’attacco Wizards è stato importante anche la presenza di Thomas Bryant. Il centro ex Lakers ha realizzato 10.5 punti e 6.3 rimbalzi, tirando con il 62% dal campo (la quinta miglior media tiro, dietro solo a Gobert, Capela, Jordan e McGee).

I movimenti estivi

Se il miglior giocatore acquistato in estate è la nona scelta assoluta dell’ultimo draft vuol dire che la tua non è stata una grande free agency. Rui Hachimura, che dopo tre stagioni di college ha deciso che era pronto per il grande salto, e Admiral Schofield (arrivato via trade dai Sixers la notte del draft insieme a Jonathon Simmons che verrà successivamente tagliato). Le nuove firme Wizards sono state quelle di Ish Smith (con un biennale da 12 milioni) e Isaiah Thomas (con un annuale al minimo). L’ex Boston Celtics ha già accusato nuovi problemi fisici che gli faranno saltare le prime gare stagionali.

Di minore importanza le firme dei due undrafted Garrison Matthews (che ha siglato un two-way contract) e Justin Robinson (che invece ha firmato un contratto pluriennale semi-garantito). Oltre a loro c’è da segnalare il ritorno di Chris Chiozza, che dopo una stagione con in Go-Go di Capital City e la Summer League con i Rockets, si è riaccasato agli Wizards. Questi ultimi tre giocheranno per lo più con la squadra affiliata di G-League.

Per quanto riguarda le uscite, tanti erano i giocatori in scadenza di contratto nel roster della squadra di Washington, ben sette. Di questi solo Thomas Bryant ha trovato un accordo, firmando un triennale da 25 milioni di dollari. La perdita più pesante per Washington è senza dubbio quello di Tomas Satoransky, tramite sign and trade con i Bulls in cambio di briciole (tre seconde scelte).  A salutare la capitale sono stati giocatori importanti come Bobby Portis (che ha trovato l’accordo con i New York Knicks), Trevor Ariza (Sacramento Kings) e Jeff Green (che ha sposato il progetto degli Utah Jazz). Addii di minore importanza sono quelli di Jabari Parker (finito agli Atlanta Hawks) e Sam Dekker (che ha preferito andare a giocare oltre oceano al Lokomotiv-Kuban).

A chiudere il mercato del team del distretto ci sono trade realizzate con Lakers, Grizzlies e Spurs. Da Los Angeles sono arrivati Moritz Wagner, Isaac Bonga e Jemerrio Jones, in cambio di soldi (soldi che andranno ai Pelicans come controparte della trade Davis). Dai Memphis Grizzlies è invece arrivato C.J. Miles, in cambio di Dwight Howard e soldi. L’ex Magic è già stato tagliato e firmato dai Lakers. Infine, dagli Spurs è arrivato nella capitale David Bertans (nell’ambito di una trade che ha portato DeMarre Carroll a San Antonio).

In poche parole sono solo 6 i giocatori confermati dalla scorsa stagione: Wall (out per la stagione), Beal, Bryant, Brown jr, McRae e Mahimi (che sarà costretto a saltare l’inizio della stagione causa infortunio).

Wizards preview 2019/20: il gioco

C’è poco da dire, finché riusciranno/vorranno tenere Bradley Beal, quasi tutti gli schemi offensivi della squadra di coach Brooks saranno incentrati su di lui. Già l’anno scorso la star degli Wizards era giocatore che gestiva il gioco e che teneva di più il pallone tra le mani. Nella prima metà della stagione, lo spot di poit gurda era saldo nelle mani di John Wall, e dopo il suo infortunio Tomas Satoransky vi era subentrato.

Di fianco a Beal, fino a gennaio, altri due scorer come Kelly Oubre e Otto Porter, entrambi partiti con destinazione Phoenix e Chicago in cambio di giocatori come Jabari Parker e Bobby Portis. Con i due le opzioni di gioco e i pericoli in area sono decisamente aumentati.

L’importanza per Beal di avere un giocatore che lo supporti in fase offensiva come faceva Satoransky.

Quest’anno, invece, il solo Ish Smith (e Isaiah Thomas se riuscirà ad uscire dall’inferno in cui è entrato) è l’unico giocatore che potrebbe dare una mano alla stella della squadra nell’imporre i ritmi e creare gioco. Proprio l’ex Detroit Pistons sarà un’importante pedina dell’attacco della squadra della capitale. Se Beal trovasse in Smith quella spalla che l’anno scorso ha trovato in Satoransky dopo l’infortunio di Wall, Ish potrebbe rivelarsi un’arma importante nella metà campo offensiva. Una buona intesa tra Beal e Bryant potrebbe essere un’ulteriore chiave tattica di assoluto rilievo e l’arrivo di Hachimura porta uno scorer con buoni punti nella mano.

Un’altra importante componente dell’attacco degli Wizards sarà il tiro dalla lunga distanza. L’anno scorso non andò benissimo (ventiseiesimo posto nella lega per percentuali da oltre l’arco), ma con l’arrivo di due specialisti come Davis Bertans (43% nell’ultima regular season) e C.J. Miles, le percentuali dovrebbero alzarsi. Tra quelli già presenti l’anno scorso è sempreBradley Beal l’uomo principale e più performante nella specialità. Insomma, tutto l’attacco girerà introno al numero 3. Un’attenzione particolare, però, è da porsi anche sul secondo anno Troy Brown, che l’anno scorso ha chiuso con una media di 4.8 punti e 2.5 rimbalzi a partita (tirando con il 45% dal campo e il 32% dall’arco) una stagione da 14 minuti a match in 52 presenze e qualche infortunio.

La capacità offensiva di Beal di attaccare anche le difese schierate in penetrazione.

La fase offensiva promette male, quella difensiva ancora peggio. Via difensori del livello di Satoransky, Ariza e Portis, dentro il nulla più assoluto. Non c’è uno specialista difensivo che sia uno. Smith e Bryant saranno i giocatori che probabilmente più si impegneranno nella loro metà campo. Forse pure il Bertans, abituato a giocare in una squadra di sistema, potrebbe dare un contributo nella propria metà campo, non aspettandosi troppo daun Bradley Beal che deve rimanere fresco in attacco. Si prospetta una stagione dura e di fatica, nelle retrovie Wizards…

Un potenziale fattore: Rui Hachimura

Senza dubbio il giocatore con più hype degli Washington Wizards, dopo Beal, è il rookie giapponese Rui Hachimura. Il prodotto di Gonzaga, nell’ultima stagione NCAA, ha mostrato la sua strapotenza fisica nel pitturato.

Hachimua ha molti pregi: buon tiro dalla media, fisico già predisposto per i piani alti, ottimo tempismo nell’andare a rimbalzo, qualità atletiche di gran livello e un gran potenziale. Però, l’ala nipponica, ha mostrato anche di avere diversi punti deboli, assolutamente da migliorare.

il giapponese reggerà l’impatto con la NBA? e dove verrà collocato in campo? Hachimura è un giocatore che ama penetrare, concludere dal mid-range o dal pitturato. Ma non sa ancora crearsi il tiro, preferisce cercare la conclusione principalmente da scarico. Questo nella NBA, e soprattutto in una franchigia sprovvista di buoni passatori come quella della capitale, potrebbe rivelarsi un problema non da poco.

Curioso sarà vedere il suo approccio tiro dalla lunga distanza, visto che l’anno scorso ha tirato da tre con la media del 41.7%. Questo è stato il dato più sorprendente e su cui più ha lavorato Rui nell’estate al college tra il suo anno da sophomore e quello da senior. Hachimura, infatti, veniva da una stagione da 19.2% da oltre l’arco e, in carriera, ha una media del 31.6 %. Insieme a Bryant formerà una coppia di lunghi giovani, fisicamente dominanti, con tanto potenziale e molto intrigante. Se il giapponese dovesse veramente rivelarsi capace di giocare anche lontano dal ferro, gli Wizards avrebbero due lunghi che possono imporsi nella loro area e liberare quella avversaria (Thomas per giocare il pick and roll, Rui per aspettare lo scarico) dai difensori. Così facendo favorirebbero anche le possibili penetrazioni delle guardie.

La difesa non è mai stata un punto di forza di Hachimura, ma anche su questo fondamentale l’ex Zags ha lavorato in queste stagioni al college. Sicuramente non ha capacità di cambiare sugli altri ruoli, ma potrebbe riuscire a imparare a tenere la marcatura sui giocatori della sua stessa stazza.

Dove possono arrivare gli Wizards?

Bradley Beal partirà o no? In caso di trade, nella quale gli Wizards cercheranno di ottenere principalmente scelte e giovani promesse, la squadra di Washington faticherà ad arrivare alle 20 vittorie. Come detto prima questa sarà una stagione in cui si punterà a far crescere i giovani (Bryant, Hachimura e Brown su tutti), aspettando di pescare bene al prossimo draft.

Risultato dell'immagine per rui hachimura

A sinistra Bradley Beal, il presente dei Wizards, mentre a destra Rui Hachimura, il futuro della franchigia di Washington

In più, c’è la situazione Wall ad ostacolare il processo di. John Wall è titolare di un contratto faraonico da 38 milioni di dollari l’anno a salire per ancora due anni garantiti e il terzo con l’opzione giocatore (l’ultimo anno arriva a 47 milioni). Il suo infortunio lo terrà fermo ai box per tutta la stagione e poi toccherà vedere come rientrerà.

Insomma, per gli Washington Wizards la luce in fondo al tunnel è molto, molto lontana. La ricostruzione totale, scambiando Beal e aspettando che il contratto di Wall scada, sembra l’unica opzione. Puntare sui giovani, aspettare la sessione dei free agent del 2022 (dove avranno quasi sicuramente tanto spazio salariale) e sperare nel draft. Importantissimo in questi anni sarà non sbagliare e sprecare le scelte, visto che saranno uno dei punti da cui ripartire.

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