Continuano le trattative tra Jaylen Brown e i Boston Celtics per l’estensione contrattuale del giocatore. La società bianco-verde sta prendendo tempo, mentre il giocatore sarebbe già disponibile a valutare proposte prima dell’inizio della regular season. Brown è stato la terza scelta assoluta dei Celtics al Draft del 2016; nelle passate stagioni si è mosso bene in campo, ed è cresciuto soprattutto nelle ultime due annate, in cui è riuscito a scalare le gerarchie della squadra del Massachusetts. Al termine della stagione 2019/20 Brown sarà restricted free agent e vista la carenza di buoni giocatori nella prossima free agency potrebbe essere un pezzo ambito. Per questo il GM di Boston Danny Ainge dovrà sondare bene il terreno, dato che anche Hayward durante la prossima estate sarà in scadenza.
Frank Urbina di Hoops Hype interrogando un GM della Eastern Conference, di cui non si conosce il nome, ha raccolto queste dichiarazioni riguardo la trattativa sopracitata:
“I Celtics possono pensare che non vogliono concedere un contratto al massimo salariale al loro terzo miglior giocatore, ma Jaylen Brown potrebbe pensare che potrà essere il miglior free agent della prossima estate se fa un buon anno. Avrà un ruolo più importante dopo gli addii di Kyrie Irving, Al Horford e Marcus Morris. E la free agency della prossima estate è debole”.
Pura verità. Infatti la prossima estate saranno free agent Pascal Siakam, ma Toronto ha già fatto capire di voler puntare su di lui. Ci sono poi Demar DeRozan e Buddy Hield: su quest’ultimo i Kings hanno fatto capire che potrebbero lasciarlo andare. Si, ci sarebbe anche Anthony Davis, che però difficilmente vorrà già abbandonare Los Angeles. Ma poco altro: proprio per questo Brown potrebbe essere un pezzo da 90. Visti anche i numeri a cui ha viaggiato durante la scorsa stagione: 13.0 punti di media a partita, 4.2 rimbalzi, il 46.5% dal campo e il 34.4% da tre punti. E il ragazzo ha ancora tanti margini di miglioramento. Inoltre un suo punto forte è la duttilità: sa giocare egregiamente sia da ala piccola che da guardia.
Tuttavia non è ancora un talento cristallino, tanto da meritare appieno un’estensione al massimo salariale. Certo, i presupposti ci sono perché avvenga, ma rappresenterebbe comunque una scommessa da parte della società. Così ha commentato perciò un coach della Western Conference che a sua volta è rimasto misterioso: “Vedo le condizioni per dare al giocatore un’estensione al massimo salariale. Brown è in una situazione focale. Il gruppo di ragazzi che ha intorno giocherà una parte in questo. Non penso che il suo talento sia degno del massimo salariale. Un sacco di volte, le squadre concedono quel tipo di contratto perché sanno poi di poterlo muovere. Ma se il livello di gioco o il ruolo del giocatore decadono, allora diventa più difficile scambiarlo”.
Tra tanti pro e contro, la palla passa a Danny Ainge.

